La COP30, Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, è uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti sul tema del cambiamento climatico. Rappresenta un momento di confronto tra governi, istituzioni, imprese e società civile.
La Conferenza ha avuto come obiettivo generale il rafforzamento dell’azione climatica a livello globale attraverso l’aggiornamento degli impegni nazionali di riduzione delle emissioni, il sostegno ai Paesi più vulnerabili, la mobilitazione della finanza climatica e la tutela degli ecosistemi naturali, riconosciuti come elementi centrali per l’equilibrio del clima. In questo quadro, un ruolo crescente è stato attribuito anche alle aziende private, chiamate a contribuire in modo diretto e operativo alla transizione ecologica.
La Conferenza si è svolta dal 10 al 21 novembre 2025 a Belém, in Brasile, nel cuore dell’Amazzonia, una scelta dal forte valore simbolico. Essere in un territorio così centrale per l’equilibrio climatico globale ha rafforzato l’attenzione sulla tutela delle foreste e della biodiversità e sulle sfide ambientali e sociali che caratterizzano questi contesti.
La nostra partecipazione si è concentrata sulla Green Zone, lo spazio aperto al pubblico e agli attori non governativi. Qui abbiamo potuto osservare da vicino progetti, iniziative e buone pratiche già operative su temi come sostenibilità, transizione energetica, innovazione ed economia circolare. La Green Zone si è confermata come un ambiente dinamico e orientato allo scambio, in cui emerge con chiarezza il ruolo attivo di imprese, organizzazioni della società civile e istituzioni locali nel tradurre gli obiettivi climatici in azioni concrete.
Abbiamo preso parte anche alla Marcia dei Popoli, un’iniziativa collegata alla COP30 ma esterna al programma ufficiale. La marcia ha rappresentato un momento di mobilitazione e partecipazione dal basso, dando voce a comunità locali, popolazioni indigene, giovani e movimenti ambientalisti. Questo evento ha permesso di cogliere una dimensione più sociale e partecipativa della Conferenza, mettendo in evidenza le aspettative e le richieste della società civile.
Pur non avendo avuto accesso alla Blue Zone, riservata ai negoziati ufficiali tra le delegazioni governative e imprese private, la nostra esperienza ci ha permesso di avere una visione chiara del clima generale della COP30, caratterizzato da una forte spinta verso l’innovazione e dalla consapevolezza che la transizione ecologica è già in corso e richiede l’interconnessione tra i popoli per raggiungere gli obiettivi climatici.
Questa esperienza ha avuto un significato importante anche nel nostro percorso come Caschi Bianchi in Servizio Civile. Ci ha permesso di osservare da vicino come il tema del cambiamento climatico venga affrontato in contesti diversi e di riflettere in modo critico sulle distanze che possono emergere tra i grandi appuntamenti internazionali e le realtà locali. La Marcia dei Popoli, alla quale abbiamo preso parte, è stata infatti anche un momento di espressione su altri temi di attualità, tra cui la situazione a Gaza, insieme a rivendicazioni legate ai diritti, alla pace e alla giustizia sociale.
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