Dopo questa esperienza di Servizio Civile in Bolivia, mi sono chiesta cosa lascio e cosa porto con me. E non è facile riuscire a mettere nero su bianco tutto quello che questa esperienza ha significato.
Il mio anno di Servizio Civile si è svolto in Bolivia, all’interno della comunità terapeutica di Sant’Aquilina. Qui ho trascorso le mie giornate tra il lavoro nelle serre, la cura degli animali, i momenti di condivisione del pranzo e del tè, le attività sportive e le tante occasioni di dialogo con i ragazzi e gli operatori della comunità.
Lascio le persone, i loro occhi espressivi e i loro sorrisi che parlavano anche quando, all’inizio, non conoscevo ancora la lingua. Sono stati loro ad accompagnarmi fin dai primi giorni, facendomi sentire accolta ben oltre le parole.
Lascio abbracci, risate, momenti condivisi, difficili e felici, che mi hanno segnata e mi hanno insegnato ad affrontare ogni giorno con uno sguardo diverso. Lascio una lingua che ho imparato poco alla volta e che mi ha aperto le porte delle persone e dei luoghi di questa terra.
Lascio luoghi che ormai sento familiari e una quotidianità che, nonostante le difficoltà, è diventata parte di me. Lascio i colori della città e il suo caos, i suoi odori, i suoi profumi, le sue contraddizioni.
Lascio una parte del mio cuore qui. Ed è forse proprio questo che rende così difficile partire.
Lascio anche la persona che ero quando sono arrivata, quella ragazza con le sue aspettative, le sue paure, le sue idee e le sue certezze. Qui ho imparato che non sempre bisogna fare grandi cose, a volte, esserci davvero è già il gesto più importante.
Porto via molto più di quanto avrei potuto immaginare. Porto via i volti delle persone incontrate, le loro storie, la loro forza e la loro capacità di trovare un sorriso anche nelle giornate più difficili. Porto via momenti semplici che, forse proprio perché semplici, resteranno tra i ricordi più belli. Porto via domande, più che risposte. Porto via una nuova consapevolezza, nuovi occhi con cui guardare il mondo e la certezza che certe esperienze non finiscono davvero quando si prende un aereo per tornare a casa.
Perché la Bolivia non sarà soltanto il luogo in cui ho vissuto per un periodo della mia vita. Sarà un pezzo della mia storia. Sarà nelle persone che ricorderò, nelle scelte che farò, nel modo in cui guarderò le situazioni e, forse, anche nel modo in cui sceglierò di vivere il mio futuro.
Parto, ma una parte di me rimane qui. E, allo stesso tempo, porto con me una parte di questa terra, delle persone che ho incontrato e di tutto ciò che mi ha insegnato.
Forse è proprio questo il senso più profondo di un’esperienza come questa, non tornare a casa uguali a come si è partiti.
Perché il Servizio Civile non mi ha semplicemente portata in Bolivia. Mi ha permesso di incontrare persone che hanno lasciato un segno dentro di me, di scoprire una realtà diversa dalla mia e, soprattutto, di conoscere una versione di me stessa che ancora non avevo incontrato.
Lascio tanto.
Ma porto via infinitamente di più.
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