Bellicismo e pacifismo in crescita

G.A.V.C.I.
G.A.V.C.I.

Proprio in questi giorni (20-22 gennaio) è programmata una festa dei 50 anni del Movimento Nonviolento per la Pace a Verona.
            Il foglio di invito precisa che si tratta di un appuntamento importante, al termine del quale verrà lanciata la “campagna nazionale per il disarmo e contro le spese militari, annunciata al termine della <Marcia Perugia-Assisi”.

BELLICISMO  IN CRESCITA

           Mi limito a citare soltanto alcuni elementi importanti.

            Padre Luigi Lorenzetti, prete dehoniano, professore di teologia morale e direttore della Rivista di Teologia Morale, ha scritto un libro, il cui titolo dice già tutto: GUERRE  INGIUSTE  –  PACE  GIUSTA.  Motivo principale è perché, pur ritenendo la guerra necessaria in generale, non sempre la si riteneva giusta.  Ad esempio: non si dovevano uccidere i civili. Invece oggi, vittime delle guerre sono soprattutto i civili: il 90 per cento e oltre. In questa situazione non si può più parlare di guerre giuste.
            Il giornale ‘la Repubblica’ di venerdì 11 novembre 2011 portava i dati di una inchiesta italiana che dice: “Case di lusso e Maserati, così l’esercito ci costa 50mila euro al minuto; più ufficiali che soldati: ecco gli sprechi della Difesa”.
            Pasquale Pugliese, segretario nazionale del MOVIMENTO NONVIOLENTO, nel documento di lancio del Programma Festa 50 anni di tale movimento, dal titolo “E’ tempo di disarmo culturale e militare”, tra l’altro scrive: “La situazione finanziaria è sottoposta ormai direttamente alle organizzazioni finanziarie internazionali, di cui il presidente Monti è uno dei principali rappresentanti. Le manovre finanziarie, fatte di tagli alla spesa pubblica e di sacrifici per i ceti popolari, si susseguono per decine e decine di miliardi. Le differenze di classe si allargano enormemente al punto che il 10 % degli italiani più ricchi detiene il 50% della ricchezza complessiva; la povertà, la disoccupazione, l’analfabetismo si allargano in maniera estremamente preoccupante; ma c’è un settore, quello della preparazione della guerra attraverso la crescita e lo sviluppo degli armamenti che non conosce crisi o battute d’arresto. Non solo non c’è l’ombra di un taglio e di una diversa distribuzione delle risorse in tal modo risparmiate, ma si impegnano le casse dello Stato per folli spese pluriennali, come il programma dei famigerati <centotrentuno cacciabombardieri F35, capaci di trasportare testate nucleari>, molti dei quali del modello più costoso, a decollo verticale, destinati ad arredare la portaerei Cavour, che li trasporterà minacciosamente in giro per il mondo, in contraddizione con la lettera e lo spirito della Costituzione Italiana (articolo 11): “L’Italia ripudia la guerra…”.

            Intanto, minacciose nuove nubi di una nuova guerra, dagli esiti incontrollabili e di portata anche nucleare, si vanno addensando sul cielo dell’Iran. E non sarebbe la prima volta che una crisi finanziaria internazionale viene <risolta> in una guerra mondiale”.

PACIFISMO IN CRESCITA

            Ho già citato l’autore Luigi Lorenzetti del libro:”Guerre ingiuste – Pace giusta”.
            Ma in campo religioso stanno aumentando i segni di reazione al sistema di guerra e di promozione della PACE e della NONVIOLENZA.
            Ho appena scritto un articolo, già pubblicato sulla rivista dehoniana <COR  UNUM  INFORMAZIONI> (n. 428,  pp. 14-15), dove pure parlo di questi argomenti. Ne cito alcuni passaggi.       

  • La prima guerra mondiale era stata un macello di soldati, di case e di civili; perciò definita dal Papa di quel tempo” INUTILE  STRAGE!”
  • Padre Leone Dehon, fin da bambino, dai primi anni di scuola, aveva dato prova ai suoi genitori di avere una buona intelligenza. Giunto giovane, suo padre lo convinse ad andare all’università nel settore del diritto, in vista che, una volta laureato, entrasse nella carriera politica. Senonché, fin da piccolo, la mamma lo aveva allevato nella vita di fede e nel contesto ecclesiale, fino al punto che gli nacque, dentro nell’animo, l’intenzione di diventar prete. Il papà fece di tutto per togliergli quell’idea e gli pagò un viaggio intorno al modo con altri giovani suoi coetanei. Ma egli, nel ritorno, giunto a Roma, si iscrisse, in base al suo diritto di diciottenne, al seminario francese;   e così percorse tutta la formazione teologica fino a diventar prete.
    Tornato in Francia fu nominato parroco; poi iniziò una scuola di giovani e, in base alla sua specializzazione giuridica, sia civile che canonica, cominciò a promuovere il movimento operaio, sulla base di diritti umani che in quel tempo erano abbastanza trascurati. E premeva sugli altri preti: “Andate al popolo! Non basta qualche elemosina; occorre un pacchetto di leggi di giustizia!”. Fece una serie di conferenze in Roma a cardinali e vescovi, poi pubblicate in un libro.
    Padre Dehon incontrò difficoltà non solo in campo esterno, ma anche interno all’istituto dei Sacerdoti del Cuore di Gesù: alcuni lo criticavano di far politica. Ma trovai nel suo diario, verso la fine della vita, una frase che dice tutto:”Ho partecipato a tutti i convegni sociali come ad altrettanti ritiri spirituali, perché non avevo in mente altro che la elevazione dei piccoli e dei poveri secondo le esigenze del VANGELO”.
    Ma poi, il suo impegno sociale si unì anche all’impegno per la Pace. Il Papa  Leone XIII aveva incaricato p. Dehon di costruire a Roma la chiesa di Cristo Re; e lo fece. Il tempio, che c’è ancora oggi, venne costruito in un terreno che era detto: “Campo di Marte”. Marte era per i romani il dio della guerra; in pratica era un terreno riservato ai soldati per addestrarsi alla guerra. P. Dehon fece di quella chiesa il segno di una svolta storica dalle guerre alla pace. La chiesa ha un bel campanile alto. P. Dehon gli scrisse attorno in latino questa frase significativa che si legge ancor oggi: “Ubi olim (dove una volta) si esercitavano alla guerra, “Eminet Templum Pacis” (“Si erge il Tampio della Pace). Questa scritta è proprio segno di una evoluzione dell’impegno sociale. Non si tratta di eliminare i diritti per il mondo operaio, ma di estenderlo anche all’eliminazione del sistema di guerra.

Anche il nuovo “Catechismo degli adulti della Conferenza Episcopale Italiana “La verità vi farà liberi”, ai capitoli 26 e 28, parla dell’abolizione  pura e semplice della “pena di morte” (p, 491) e di “ABOLIRE  LA  GUERRA” e quindi gli eserciti; “Si dovrebbe togliere ai singoli stati il diritto di farsi giustizia da soli con la forza” (p. 493); “dell’urgenza di promuovere nell’opinione pubblica il ricorso a forme di difesa nonviolenta” e di “cambiare struttura e formazione dell’esercito per  assimilarlo ad un Corpo di Polizia Internazionale” (n. 494)…mentre si auspicano forme di ‘governo sopranazionale’ con larga autonomia  delle entità nazionali (= principio di sussidiarietà – pp. 528-529). E’ una parte davvero improntata alla “novità cristiana della pace”, che fa di questo testo della CEI il catechismo più avanzato in tema di pace e nonviolenza.

            In conclusione ritengo formidabile l’articolo 11 della Costituzione, nella sua completezza, che dice: “L’Italia ripudia la guerra “,poi aggiunge: “Consente  alle  limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

            Volesse il cielo che si mettessero in pratica anche le indicazioni forti dell’ultima enciclica papale:

“Caritas in Veritate”: “URGE LA PRESENZA DI UNA VERA AUTORITA’ POLITICA MONDIALE”;  “OCCORRE  REALIZZARE  UN  OPPORTUNO  DISARMO  INTEGRALE”.

 Bolognano 14/01/2012

Proprio in questi giorni (20-22 gennaio) è programmata una festa dei 50 anni del Movimento Nonviolento per la Pace a Verona.

            Il foglio di invito precisa che si tratta di un appuntamento importante, al termine del quale verrà lanciata la “campagna nazionale per il disarmo e contro le spese militari, annunciata al termine della <Marcia Perugia-Assisi”.

 

                                               BELLICISMO  IN CRESCITA

           

Mi limito a citare soltanto alcuni elementi importanti.

            Padre Luigi Lorenzetti, prete dehoniano, professore di teologia morale e direttore della Rivista di Teologia Morale, ha scritto un libro, il cui titolo dice già tutto: GUERRE  INGIUSTE    PACE  GIUSTA.  Motivo principale è perché, pur ritenendo la guerra necessaria in generale, non sempre la si riteneva giusta.  Ad esempio: non si dovevano uccidere i civili. Invece oggi, vittime delle guerre sono soprattutto i civili: il 90 per cento e oltre. In questa situazione non si può più parlare di guerre giuste.

            Il giornale ‘la Repubblica’ di venerdì 11 novembre 2011 portava i dati di una inchiesta italiana che dice: “Case di lusso e Maserati, così l’esercito ci costa 50mila euro al minuto; più ufficiali che soldati: ecco gli sprechi della Difesa”.

            Pasquale Pugliese, segretario nazionale del MOVIMENTO NONVIOLENTO, nel documento di lancio del Programma Festa 50 anni di tale movimento, dal titolo “E’ tempo di disarmo culturale e militare”, tra l’altro scrive: “La situazione finanziaria è sottoposta ormai direttamente alle organizzazioni finanziarie internazionali, di cui il presidente Monti è uno dei principali rappresentanti. Le manovre finanziarie, fatte di tagli alla spesa pubblica e di sacrifici per i ceti popolari, si susseguono per decine e decine di miliardi. Le differenze di classe si allargano enormemente al punto che il 10 % degli italiani più ricchi detiene il 50% della ricchezza complessiva; la povertà, la disoccupazione, l’analfabetismo si allargano in maniera estremamente preoccupante; ma c’è un settore, quello della preparazione della guerra attraverso la crescita e lo sviluppo degli armamenti che non conosce crisi o battute d’arresto. Non solo non c’è l’ombra di un taglio e di una diversa distribuzione delle risorse in tal modo risparmiate, ma si impegnano le casse dello Stato per folli spese pluriennali, come il programma dei famigerati <centotrentuno cacciabombardieri F35, capaci di trasportare testate nucleari>, molti dei quali del modello più costoso, a decollo verticale, destinati ad arredare la portaerei Cavour, che li trasporterà minacciosamente in giro per il mondo, in contraddizione con la lettera e lo spirito della Costituzione Italiana (articolo 11): “L’Italia ripudia la guerra…”.

            Intanto, minacciose nuove nubi di una nuova guerra, dagli esiti incontrollabili e di portata anche nucleare, si vanno addensando sul cielo dell’Iran. E non sarebbe la prima volta che una crisi finanziaria internazionale viene <risolta> in una guerra mondiale”.

 

                                               PACIFISMO IN CRESCITA

 

            Ho già citato l’autore Luigi Lorenzetti del libro:”Guerre ingiuste – Pace giusta”.

            Ma in campo religioso stanno aumentando i segni di reazione al sistema di guerra e di promozione della PACE e della NONVIOLENZA.

            Ho appena scritto un articolo, già pubblicato sulla rivista dehoniana <COR  UNUM  INFORMAZIONI> (n. 428,  pp. 14-15), dove pure parlo di questi argomenti. Ne cito alcuni passaggi.

           

·         La prima guerra mondiale era stata un macello di soldati, di case e di civili; perciò definita dal Papa di quel tempo” INUTILE  STRAGE!”

·         Padre Leone Dehon, fin da bambino, dai primi anni di scuola, aveva dato prova ai suoi genitori di avere una buona intelligenza. Giunto giovane, suo padre lo convinse ad andare all’università nel settore del diritto, in vista che, una volta laureato, entrasse nella carriera politica. Senonché, fin da piccolo, la mamma lo aveva allevato nella vita di fede e nel contesto ecclesiale, fino al punto che gli nacque, dentro nell’animo, l’intenzione di diventar prete. Il papà fece di tutto per togliergli quell’idea e gli pagò un viaggio intorno al modo con altri giovani suoi coetanei. Ma egli, nel ritorno, giunto a Roma, si iscrisse, in base al suo diritto di diciottenne, al seminario francese;   e così percorse tutta la formazione teologica fino a diventar prete.

Tornato in Francia fu nominato parroco; poi iniziò una scuola di giovani e, in base alla sua specializzazione giuridica, sia civile che canonica, cominciò a promuovere il movimento operaio, sulla base di diritti umani che in quel tempo erano abbastanza trascurati. E premeva sugli altri preti: “Andate al popolo! Non basta qualche elemosina; occorre un pacchetto di leggi di giustizia!”. Fece una serie di conferenze in Roma a cardinali e vescovi, poi pubblicate in un libro.
Padre Dehon incontrò difficoltà non solo in campo esterno, ma anche interno all’istituto dei Sacerdoti del Cuore di Gesù: alcuni lo criticavano di far politica. Ma trovai nel suo diario, verso la fine della vita, una frase che dice tutto:”Ho partecipato a tutti i convegni sociali come ad altrettanti ritiri spirituali, perché non avevo in mente altro che la elevazione dei piccoli e dei poveri secondo le esigenze del VANGELO”.
Ma poi, il suo impegno sociale si unì anche all’impegno per la Pace. Il Papa  Leone XIII aveva incaricato p. Dehon di costruire a Roma la chiesa di Cristo Re; e lo fece. Il tempio, che c’è ancora oggi, venne costruito in un terreno che era detto: “Campo di Marte”. Marte era per i romani il dio della guerra; in pratica era un terreno riservato ai soldati per addestrarsi alla guerra. P. Dehon fece di quella chiesa il segno di una svolta storica dalle guerre alla pace. La chiesa ha un bel campanile alto. P. Dehon gli scrisse attorno in latino questa frase significativa che si legge ancor oggi: “Ubi olim (dove una volta) si esercitavano alla guerra, “Eminet Templum Pacis” (“Si erge il Tampio della Pace). Questa scritta è proprio segno di una evoluzione dell’impegno sociale. Non si tratta di eliminare i diritti per il mondo operaio, ma di estenderlo anche all’eliminazione del sistema di guerra.


Anche il nuovo “Catechismo degli adulti della Conferenza Episcopale Italiana “La verità vi farà liberi”, ai capitoli 26 e 28, parla dell’abolizione  pura e semplice della “pena di morte” (p, 491) e di “ABOLIRE  LA  GUERRA” e quindi gli eserciti; “Si dovrebbe togliere ai singoli stati il diritto di farsi giustizia da soli con la forza” (p. 493); “dell’urgenza di promuovere nell’opinione pubblica il ricorso a forme di difesa nonviolenta” e di “cambiare struttura e formazione dell’esercito per  assimilarlo ad un Corpo di Polizia Internazionale” (n. 494)…mentre si auspicano forme di ‘governo sopranazionale’ con larga autonomia  delle entità nazionali (= principio di sussidiarietà – pp. 528-529). E’ una parte davvero improntata alla “novità cristiana della pace”, che fa di questo testo della CEI il catechismo più avanzato in tema di pace e nonviolenza.

            In conclusione ritengo formidabile l’articolo 11 della Costituzione, nella sua completezza, che dice: “L’Italia ripudia la guerra “,poi aggiunge: “Consente  alle  limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

            Volesse il cielo che si mettessero in pratica anche le indicazioni forti dell’ultima enciclica papale:

“Caritas in Veritate”: “URGE LA PRESENZA DI UNA VERA AUTORITA’ POLITICA MONDIALE”;  “OCCORRE  REALIZZARE  UN  OPPORTUNO  DISARMO  INTEGRALE”.

 

Bolognano 14/01/2012

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