Mi chiamo Serena e da ottobre 2025 sono stata accolta dal Cile nella comunità terapeutica Sandra Sabattini, un centro residenziale per uomini maggiorenni che stanno realizzando un percorso volontario di riabilitazione da dipendenze da droghe e alcol. Qui, ogni giorno, accompagno i ragazzi nel percorso e “sto” con loro.
Cosa porto con me? – Quando penso a cosa porto con me da questa esperienza mi vengono alla mente le parole di Victor, uno degli psicologi della comunità. Durante il primo laboratorio di psicoterapia gruppale a cui ho partecipato disse: “La felicidad está hecha de momentos pequenos que guardamos en nuestra memoria y podemos volver a llamarlos para poder sentir otra vez un poco de esta”. La felicità è fatta di momenti piccoli che conserviamo nella nostra memoria e che possiamo richiamare per sentire di nuovo, anche solo un po’ quella stessa emozione. E io sono così felice perché ora , dopo 10 mesi sono piena di questi piccoli momenti che posso portare con me in Italia.
Porto con me Humberto, che ogni volta che passo mi dà il pugnetto e quando me ne vado mi apre la porta augurandomi un buon viaggio in bici. Porto con me Nati che mi chiede “¿cafesito?”. Porto con me le conversazioni sui piatti ed i diversi accenti cileni a tavola, le partite a carte durante la vacanza a Pirque, la radio che suona dalla cucina mentre si tagliano le verdure il giovedì mattina. Porto con me le storie dei ragazzi, e le loro risate . Porto con me il decidere insieme cosa preparare per merenda davanti alla dispensa, fare teatro tutti insieme nel “quincho” con la giacca anche quando fa freddo, guardare insieme le partite dei Mondiali in salotto, cercare la pietra di Zeus (il cane della comunità) senza la quale impazzisce, condividere pan con palta comprato da Carolina durante la riunione di équipe e fare succo di platano insieme ai ragazzi in cucina .
Quindi grazie. Grazie perché grazie a questa comunità e a ogni singola persona che ne fa parte oggi sono piena di momenti che potrò richiamare nella mia memoria per sentire di nuovo un poco di quella felicità.
Cosa lascio? – Durante questi mesi ho pensato spesso alla meraviglia. La meraviglia è una capacità così naturale e semplice nei bambini: quella di guardare il mondo con curiosità, stupore e fiducia. Crescendo, però, spesso questa capacità si perde, soprattutto quando si attraversano esperienze difficili. Nella comunità ho visto tante volte la luce innocente della meraviglia affievolirsi negli occhi di persone con dipendenze, persone che hanno smesso di credere nella possibilità di stare bene, di sentirsi amate e di costruire qualcosa di bello per sé.
Forse è proprio da qui che nasce il valore dello stare insieme ed ascoltarsi davvero. Attraverso dei momenti di condivisione ho visto emergere parti dei ragazzi che spesso rimangono nascoste. Ho visto riaffiorare le loro parti bambine, quelle che hanno dovuto mettere da parte per molto tempo per affrontare le difficoltà e momenti bui. Ho visto tornare la voglia di giocare, creare, esprimersi e di riscoprire la possibilità di meravigliarsi ancora e di credere di nuovo nella vita.
Un giorno Dairon (un usuario della comunità) mi ha detto che lui cercava semplicemente una vita in cui poter stare bene. Ecco, io spero di aver lasciato a lui e agli altri ragazzi dei momenti che, se un giorno li cercheranno nella loro memoria, potranno farli stare bene anche solo per qualche secondo.
Perché alla fine forse è proprio questa l’unica cosa che possiamo davvero lasciare agli altri: piccoli momenti di felicità da richiamare in momenti in cui ne abbiamo bisogno.
TAG: Dipendenze, esperienze
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