Caschi Bianchi Cile

Contraddizioni della società cilena

Una visione d’insieme su aspetti della vita in Cile che a prima vista possono sembrare fra di loro inconciliabili, la precaria situazione abitativa e l’accesso facile al credito al consumo per le fasce medie della popolazione.

Scritto da Riccardo Sirri, Casco Bianco a Santiago del Cile

“Non fermarsi all’apparenza” questa è sicuramente una delle chiavi per comprendere il Chile

Santiago è una città ricca con un centro ricco e con le vetrine dei negozi piene di cose luccicanti e costose. I supermercati sono sempre affollati. Gran parte delle Municipalidadesostenta un benessere mediamente molto simile a quello a cui siamo abituati noi europei (a volte persino superiore…).
Eppure non è tutto come sembra o perlomeno non è solo ciò che sembra… ai piedi delle Ande o ai margini di superstrade che collegano Santiago con le città vicine, i poveri ci sono e non è possibile nasconderli… i luoghi dove si concentra il disagio di chi non possiede i mezzi economici per sottostare alle danarose regole di questa megalopoli, prendono il nome di Campamentos e Poblaciones.

campamentos sono zone di terra, in genere incolte e disabitate, abusivamente occupate da famiglie nullatenenti, le quali vi hanno costruito baracche con legno e materiali di scarto, prive dei servizi che siamo abituati ad avere in una abitazione. A Santiago se ne contano circa 1000. L’atteggiamento dello Stato, di apparente tolleranza e condiscendenza di fronte a questa forma di appropriazione indebita del terreno altrui, nasconde in realtà l’incapacità di risolvere il problema della casa della parte della popolazione che ne è priva.

Le poblaciones sono campamentos che lo Stato ha riconosciuto formalmente e che quindi hanno ottenuto lo status di conformi alla legge. In questo caso gli abitanti devono pagare 60mila pesos di ingresso, e un’ulteriore quota per i mesi successivi. Il governo fornisce le strutture per costruire una cucina, un bagno etc. (con lo scopo di rendere un poco più simili a case le capanne di cartone dei campamentos). Consente inoltre alle strutture di dotarsi dei servizi minimi: vengono allacciati corrente e fognature e viene asfaltata la strada davanti alle case. A volte accade che in uno stesso terreno solo alcune case ottengano il citato permesso e così può capitare di vedere vie sulle quali solo un lato della carreggiata sia stata asfaltata. Tale permesso non è così agognato come potrebbe sembrare, perché le zone riconosciute che ottengono legittimamente luce e acqua, devono pagare oltre alle somme suddette, la “bolletta” per ciò che consumano, a differenza dei campamentos che hanno allacciamenti assolutamente abusivi e che di conseguenza non affrontano queste spese. In questo modo capita sovente che famiglie che abbiano ottenuto una casa in poblaciones ritornino allo stato di campamentos, perché impossibilitate a pagare le spese.

Di fronte alle migliaia di poveri nelle periferie di Santiago, ai “dignitosi” stipendi minimi e medi dei lavoratori (che sono veramente bassi se li si confronta con il costo della vita, praticamente uguale al nostro) e all’esistenza di tanti centri commerciali e supermercati, che spuntano come funghi e che sono sempre pieni di gente, sorgono alcuni dubbi. Pare che la risposta vada ricercata nel fatto che qui si è inventato un modo per assicurarsi che il consumatore cileno, noto per non avere la caratteristica del senso del risparmio, tipico dei popoli che per qualche motivo storico sono stati abituati a vivere alla giornata e a pensare prima di tutto il resto ad arrivare a sera, non sia mai a corto di soldi e che dunque mai si astenga dalla sua propria fondamentale attività: consumare appunto. L’idea geniale si chiama tarjeta de credito e funziona così: chi possiede un lavoro, cioè una minima garanzia di guadagno, ha diritto ad una tessera che contiene virtualmente una somma accreditata al possessore. Il consumatore può spendere fino ad esaurire il credito virtuale della tessera e saldare poi il debito a rate. Questo metodo può sembrare conveniente e piacevole; ha però l’effetto perverso di legare irrimediabilmente il consumatore al supermercato (di fatto diventa suo debitore).

Il cileno medio possiede in casa praticamente tutti gli elettrodomestici a cui noi siamo abituati (lavatrice, televisore, forno, computer) e spesso non rinuncia alle vacanze, e la cosa curiosa sta nel fatto che non ha la minima idea di quando finirà di pagare tutto ciò! L’unica certezza sta nel fatto che se tutto va bene gli sarà consentito a vita di consumare, se invece qualcosa va male verrà improvvisamente lasciato fuori dal sistema, senza la minima riserva di denaro a cui poter attingere in caso di difficoltà. Dato l’elevato potere decisionale del datore di lavoro qui, inoltre, è facile arrivare a perdere il lavoro. È possibile incontrare persone che sono passate all’improvviso da un tenore di vita medio all’impossibilità di permettersi il biglietto dell’autobus.

Note:1. L’atteggiamento dello Stato e quasi sempre lassista, a meno che il terreno non appartenga a privati, che si rivolgano autonomamente all’autorità giudiziaria, la quale può intervenire facendo sfollare le zone occupate illegittimamente: in questi casi succede che solo il terreno dei privati viene “liberato”, mentre quelli vicini, sebbene ugualmente abusivi, continuano a venir tollerati.

2. 60mila pesos corrispondono a circa 95€ (praticamente la metà del Soldo, ovvero dello “stipendio minimo garantito”).

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