Camerun Caschi Bianchi

L’OBIEZIONE DI COSCIENZA IN…CAMERUN

Essere Casco Bianco è anche immaginarsi in un contesto diverso, decentrarsi, fare spazio alle storie altrui e approfondire quella del Paese che si è scelto: un focus sull’obiezione di coscienza in Camerun

Scritto dai Caschi Bianchi nel progetto Caschi Bianchi Corpo Civile di Pace 2020 – Africa durante la formazione iniziale

Dopo l’approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948, sono stati numerosi gli strumenti internazionali adottati che si sono evoluti e ampliati. Tra questi però, non vi è il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare. Il mancato riconoscimento di questo diritto, come rilevato nel 1977 dal Legal Affairs Committee of the Council of Europe, si può spiegare in ragione dell’alto contrasto tra i diritti umani e gli interessi dello Stato in materia di obiezione di coscienza al servizio militare.

Nonostante gli sforzi internazionali, non esiste un diritto all’obiezione di coscienza come espressione del diritto di libertà di coscienza, pensiero e religione. L’obiezione di coscienza viene comunemente ricondotto alle disposizioni internazionali che limitano l’uso dell’aggressione armata e sanciscono il diritto alla pace.

La questione del riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza sorge
principalmente nei paesi con coscrizione. Poco più della metà dei paesi con
coscrizione non prevedono il diritto all’obiezione di coscienza, mentre in quelli che la prevedono generalmente la più accettata è quella legata ai motivi religiosi. Il Camerun risulta tra i paesi che non prevedono coscrizione.

Secondo il Preambolo della Costituzione del Camerun del 1972, attualmente in vigore e revisionata nel 2008, tutti i cittadini devono contribuire alla protezione della Patria: punto 24 del Bill of Rights:

“All citizens shall contribute to the defence of the Fatherland”.

Nonostante questo però, oltre alla Carta fondamentale, non ci sono leggi Statali in merito, e nel paese, di fatto, non esiste la Coscrizione: il reclutamento nelle forze armate è su base volontaria. Di conseguenza, non esiste una disposizione legale specifica per l’obiezione di coscienza.

Il Governo camerunense ha più volte informato il Segretario Generale delle Nazioni Unite in merito alla legislazione nazionale e le pratiche relative all’obiezione di coscienza al servizio militare. Nell’Allegato I del Report Conscientious objection to military service, redatto ai sensi delle delibere 14 (XXXIV) e 1982/30 della Sottocommissione per la prevenzione della discriminazione e la protezione delle minoranze, troviamo riassunte le seguenti informazioni:

(a) Esistenza di coscrizione:
“Recruitment of armed forces is on a voluntary basis” (Government reply).
(d) Riconoscimento dell’obiezione di coscienza:
“There is no legal provision for conscientious objection as recruitment is on a voluntary basis” (Government reply)

Invece, nulla è stato dichiarato riguardo: (b) responsabilità al servizio; (c) durata di servizio; (e) casi noti di obiezione di coscienza; (f) servizio alternativo e di sviluppo; (g) eventuali sanzioni per il rifiuto di prestare servizio militare; (h) diffusione di informazioni sulla possibilità di ottenere lo status di obiettore di coscienza. Interessante, però, è quanto specificato al paragrafo B. Procedures for obtaining conscientious objector status del Capitolo II:

“Where the status of conscientious objector is not provided for in the legislation of the country concerned, there are of course no formal procedures available”

[Dove lo status di obiettore di coscienza non è fornito dalla legislazione del paese interessato, ci sono di certo disponibili delle procedure non formali]

Nonostante non siano previste procedure formali, la pratica amministrativa si è evoluta in quei paesi che come il Camerun non prevedano lo status di obiettore di coscienza nella propria legislazione nazionale. In alcuni casi, l’obiettore è stato trasferito a ruoli non combattenti delle forze armate. In altri si è sviluppata la pratica di non convocare l’obiettore di coscienza per il servizio militare, il che significa che di fatto la sua obiezione viene riconosciuta. Tuttavia, ciò dipende dalla discrezionalità delle autorità e non conferisce all’interessato il diritto di ottenere lo status di obiettore di coscienza.
Da questo punto di vista, lo Stato del Camerun ha pienamente messo in pratica l’Articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948:

“Everyone has the right to freedom of thought, conscience and religion; this right includes freedom to change his religion or belief, and freedom, either alone or in community with others and in public or private, to manifest his religion or belief in teaching, practice, worship and observance.”
[Ognuno ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione; questo diritto include la libertà di cambiare religione o credenza, e la libertà sia da solo o in comunità con altri e sia in pubblico sia in privato, di manifestare la propria religione o credenza nell’insegnamento, nella pratica, nel culto e nell’osservanza.]

La libertà di coscienza viene in questo modo riconosciuta, sia a livello nazionale che a livello internazionale.

Nella Costituzione, nel preambolo del Bill of Rights, viene detto che il Popolo afferma le libertà fondamentali sancite dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dalla Carta delle Nazioni Unite e dalla Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, e da tutte le convenzioni internazionali debitamente ratificate dallo Stato.

Questa clausola generale è utile anche per collegarsi a un altro articolo importante riguardo alla libertà di coscienza, espresso con l’Articolo 8 della Carta africana dei Diritti dell’uomo e dei popoli:

“Freedom of conscience, the profession and free practice of religion shall be guaranteed. No one may, subject to law and order, be submitted to measures restricting the exercise of these freedoms.”

[Deve essere garantita la libertà di coscienza, di professione e di pratica religiosa. Nessuno dovrebbe subire, a causa della legge, restrizioni nell’esercizio di queste libertà.]

Anche in questo caso, il diritto all’obiezione di coscienza è compreso nel principio generale della libertà di coscienza.

Immagine presa da ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale)

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