Corpi Civili di Pace Ecuador

Il sostegno alle comunità indigene – Scheda racconto

Alternative sostenibili per la difesa dell’ambiente e della cultura ancestrale

Scritto da Silvia Corna, Martina Rigoni, Mattia Gorga, Edoardo Presti, Corpi Civili di Pace con ENGIM – FOCSIV a Tena

Silvia, Martina, Mattia ed Edoardo hanno partecipato al progetto “Sostegno alle popolazioni indigene dell’Ecuador nella gestione e prevenzione dei conflitti ambientali – 2018” con ENGIM. Le attività hanno avuto ricaduta nella città di Tena e nella provincia del Napo.

Il contesto del conflitto
Il conflitto vede come attori le comunità indigene del Napo e le istituzioni amministrative locali. L’interesse delle amministrazioni locali è perseguire un modello di sviluppo estrattivista, che si scontra con il modello ancestrale di sostentamento rispettoso della natura. Le comunità indigene subiscono minacce ambientali legate alla presenza di attività petrolifere, minerarie e di abbattimento delle foreste, che rischiano di sconvolgere gli equilibri ambientali dai quali le comunità sono fortemente dipendenti. I recenti cambiamenti climatici hanno inoltre modificato la flora e la fauna del territorio e hanno colto impreparata la popolazione locale. Le situazioni sopra descritte alimentano un conflitto che, inasprendosi, passa dall’essere latente a manifesto, come è successo durante le proteste di ottobre 2019.

Un episodio dal campo
Durante la progettazione di un sistema idrico per la comunità indigena rurale di Campococha c’è stata una disputa territoriale che ha rallentato il progetto.  I proprietari stranieri di un terreno adibito al turismo, adiacente alla comunità, essendo venuti a conoscenza dei piani, sono venuti a protestare personalmente nella sede della nostra associazione, pur di non trattare direttamente con gli abitanti di Campococha, spiegando che non avrebbero permesso il passaggio sulla loro proprietà di una tubatura che avrebbe trasportato l’acqua dalla fonte alle case dei membri della comunità. Avendo Campococha diritto di accesso a quella fonte d’acqua abbiamo organizzato degli incontri di dialogo con i residenti indisposti, che però non hanno voluto sentir ragioni, ritenendo che il progetto avrebbe colluso con la loro attività turistica e che non rispecchiasse i loro valori etici. Per non alimentare i contrasti che già esistevano tra le due parti, abbiamo ridisegnato il sistema idrico basandoci sull’utilizzo di una fonte di qualità inferiore situata dal lato opposto della comunità. Abbiamo portato, però, la discussione agli uffici dell’agenzia governativa incaricata, che sta tuttora decidendo se lasciar passare la tubatura sulla proprietà degli stranieri.

Evoluzione del conflitto
Se le amministrazione pubbliche continuano a disattendere le richieste delle comunità indigene,  perpetuando il modello estrattivista e il forte sfruttamento delle risorse, il conflitto potrebbe inasprirsi fino a sfociare in nuovi scontri e proteste. Le nostre azioni permettono in parte al conflitto di attenuarsi, responsabilizzando la cittadinanza e migliorando i suoi strumenti di dialogo. Le attività svolte hanno l’obiettivo di proporre soluzioni di vita più sostenibili ed etiche, come efficaci alternative al modello estrattivista. Le soluzioni proposte mirano anche ad una rivalorizzazione delle pratiche ancestrali, fornendo peró nuovi strumenti.

Per saperne di più
Plan de desarrollo

Riforestazione (Servizio TG3)

Servizio TG3 sui CCP

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