Corpi Civili di Pace Italia

Corpi Civili di Pace 2019-20 – Primo incontro conclusivo online

Lo scorso 23 giugno si è concluso per 66 operatori volontari Corpi Civili di Pace l’anno di Servizio Civile, il secondo anno di sperimentazione dell’esperienza CCP. Un anno particolare e di transizione, che ha messo in evidenza limiti e prospettive, segnato da un rientro prematuro a causa della pandemia di Covid-19

Scritto da Redazione Antenne di Pace

Lo scorso 23 giugno 66 operatori volontari Corpi Civili di Pace con Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII, Caritas Italiana, Cesc Project, Federazione SCS/CNOS Salesiani e Focsiv – Volontari nel Mondo, hanno terminato il loro anno di servizio.

A causa delle restrizioni date dalla pandemia di coronavirus non è stato possibile incontrarsi di persona, ma il professor Mascia –  Direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani, Presidente del Corso di laurea in Scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani e del Corso di laurea magistrale in Human Rights and Multi-level Governance dell’Università di Padova – e gli Enti, con il pieno supporto della dott.ssa Immacolata Postiglione, Responsabile dell’Ufficio Nazionale di Servizio Civile presso il Dipartimento per le politiche giovanili ed il Servizio Civile, hanno comunque deciso di incontrare i giovani e le giovani attraverso un incontro online, per un ringraziamento ed un “arrivederci ad ottobre” (situazione sanitaria permettendo).

Durante l’incontro online, introdotto e guidato da Diego Cipriani – Coordinatore responsabile del servizio civile universale per Caritas Italiana e Presidente della Consulta Nazionale per il Servizio Civile – si sono susseguite alcune prime restituzioni sugli ultimi mesi di servizio degli operatori volontari Corpi Civili di Pace. A causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, infatti, i CCP hanno dovuto sospendere l’attività prevista dal progetto e rientrare in Italia, così il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, la Cattedra Unesco “Diritti Umani, Democrazia e Pace” dell’Università di Padova insieme con gli Enti che partecipano alla sperimentazione e con l’approvazione del Dipartimento e del Comitato di Monitoraggio, hanno implementato un progetto che prevedeva tre azioni: lo svolgimento di 10 Focus Groups che coinvolgessero tutti i CCP, con l’obiettivo di far emergere quegli aspetti/momenti dell’esperienza che i volontari hanno valutato più rilevanti e di raccogliere loro indicazioni/suggerimenti per lo sviluppo della sperimentazione; una raccolta dati relativa alla valutazione d’impatto dei progetti, utile ad individuare, partendo dagli obiettivi del progetto, le attività realizzate, il numero dei beneficiari delle attività stesse e i prodotti realizzati; la raccolta di video e schede-racconto di ciascun progetto, utili ad una restituzione sulla panoramica delle azioni svolte, con l’obiettivo particolare di dare voce ai conflitti sui cui si è intervenuti, anche e soprattutto attraverso i vissuti delle persone incontrate.

Il lavoro nei Focus Groups è consistito nella richiesta ai volontari di evidenziare e condividere elementi positivi, negativi, lezioni apprese,  raccomandazioni e suggerimenti per il futuro, in base alla loro esperienza di questo secondo anno di sperimentazione. Una prima restituzione, presentata dal prof. M. Mascia e non definitiva, ha evidenziato nella totalità di risposte da parte dei volontari il 33% di aspetti positivi, il 48% di aspetti critici ed il 19% di raccomandazioni. I temi evidenziati dai volontari ha a che fare per il 60% con le progettualità CCP, per il 28% sono legati all’identità ed al ruolo del CCP e per il 12% alla personalità del CCP. Le questioni più ricorrenti in tutti e 10 i Focus Groups sono relative al progetto specifico, all’identità ed alla formazione. Percentuali molto più basse sono state raggiunte dal tema del conflitto, poco presente tra le restituzioni dei volontari. Un quadro coerente tra tutti e 10 i gruppi, composti da volontari diversi e non appartenenti agli stessi progetti, dove anche l’elemento del tempo trova accordo e popolarità: il solo anno di durata non viene considerato sufficiente.

Gli esiti della raccolta dati sono stati presentati da Primo Di Blasio – Coordinatore responsabile del servizio civile universale per Focsiv – Volontari nel Mondo – e, seppur ancora da rielaborare ed interpretare una volta terminato il percorso di tutti i volontari CCP, si evincono già 4 macro aree di intervento maggioritarie, infatti 847 attività realizzate nella totalità dei progetti CCP sono relative all‘ambito assistenza, accompagnamento e supporto; 755 all’ambito dell’animazione; 593 in quello della realizzazione di incontri; 456 attività riguardano la realizzazione di laboratori formativi, questi ultimi in particolare sui temi della trasformazione nonviolenta del conflitto. Nello specifico ambito dell’assistenza, accompagnamento e supporto quelle 847 attività riguardano nella maggior parte dei casi il supporto a donne e minori vittime di violenza, a seguire il supporto ai migranti, a persone con disagio psichico e a detenuti. Tra tutti i beneficiari raggiunti (37.251 totali), la maggioranza sono adulti (25.769), seguiti da 7.008 giovani e 2570 minori.

E’ stato lasciato poi uno spazio ai racconti dei volontari, che hanno letto con le proprie voci alcuni degli episodi raccolti attraverso le schede-racconto, che verranno pubblicati su questo sito in questi mesi. Le testimonianze dei ragazzi e ragazze sono state seguite dall’intervento conclusivo di Titti Postiglione.

Con la speranza di incontrarci nuovamente in questo autunno, ci uniamo all’augurio di un cammino di pace rivolto a tutti i volontari – coloro che hanno terminato il loro anno e coloro che ancora sono in servizio – agli Enti, al Dipartimento e soprattutto alle persone che vivono e lottano nei territori dove i CCP hanno operato.

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