• Erica Castagno, CB Focsiv, 2014

Caschi Bianchi Perù

Danza a mi pais

Una volontaria in servizio civile all’estero, 5 mesi e… Villa Maria, Lima.

Scritto da Erica Castagno, volontaria di CO.MI.VI.S – FOCSIV a Lima

5 mesi fa

Ciao, sono Erica
vivo ad Alba, una cittadina di 30.000 abitanti tra le colline del Piemonte.
Abito a piano terra di un piccolo condominio con i miei genitori e mia sorella, ogni tanto, per casa, c’è anche il mio ragazzo.
Mi sono appena laureata in architettura e sto cercando un progetto per poter fare un’esperienza professionale all’estero.

Oggi

Hola, sono Erica
vivo a Lima, una metropoli di 9 milioni di abitanti, la capitale del Perù.
Abito spostandomi tra due grandi case con 10 missionari, 20 missionarie, 3 ragazze peruviane e i miei due compagni di avventura. Ogni tanto, per casa, ci sono anche giovani o famiglie di italiani, portoricani o brasiliani che vengono a fare un’esperienza di missione per un mese o più.
Ho trovato il mio progetto: sono una volontaria in servizio civile internazionale.

Vivo a Lima, ma questo non rende l’idea, bisogna essere più precisi, io vivo a Villa Maria del Triunfo.
Villa Maria è costruita sulla sabbia e, le pochissime piante che ci sono, hanno le foglie incrostate di polvere.
Villa Maria non è un quartiere turistico e neanche d’affari, quindi gli unici gringos[1] siamo noi.
A Villa Maria non conviene girare da soli.
A Villa Maria i marciapiedi sono sconnessi e le strade, con la garua[2] diventano dei pantani.
A Villa Maria ci sono tanti cani randagi ed è meglio che impari presto a fare il movimento di raccogliere una pietra da terra, per farli allontanare, quando iniziano ad abbaiarti contro.
A Villa Maria non si cammina con gli auricolari e, tanto meno, con il telefono in vista.
A Villa Maria, quando c’è una scossa di terremoto, gli sguardi corrono angosciati alle case precarie accatastate in alto sul cerro[3] .
A Villa Maria dopo le sette di sera ti tiri su il cappuccio e cammini veloce.
A Villa Maria bruciano la spazzatura per strada.
A Villa Maria puoi sentire a mezzogiorno rumore di maceti fatti sferragliare sul terreno, urli e pietrate, appena fuori alla tua porta; perché i pandilleros[4] non hanno orario per scontrarsi tra di loro.
A Villa Maria non c’è un supermercato, ne un cinema, ne un ristorante.
A Villa Maria mi hanno rapinata puntandomi una pistola addosso.

Ma Villa Maria, quando esce il sole, si illumina dei colori accesi di questo mare di casette.
A Villa Maria c’è la signora Maria che ogni giorno apre il comedor[5] e cucina il pranzo per le famiglie più povere dell’isolato come facessero tutti parte della sua famiglia.
A Villa Maria, alle 7 del mattino, puoi già trovare Anacleto che lucida il portone del Policlinico e che accoglie ogni paziente con un saluto allegro, facendo pesare meno il freddo, le code e i malanni.
A Villa Maria c’è Pedrito che forse non capisce tutto e non si esprime bene ma, quando suona il tamburello alla messa in Cruz de la solidaridad, è espressione di pura gioia e lode.
A Villa Maria ci sono le signore della pastorale sociale che ogni giovedì fanno il giro dei malati e degli anziani della zona per portagli un pò di riso, un abbraccio e una preghiera insieme.
A Villa Maria c’è Helen che mi ha insegnato che si può fare una gran festa di compleanno dei 25 anche in una casa senza bagno ne pavimento.
A Villa Maria ho visto un colibrì, in un fazzoletto di verde in mezzo al cemento, quasi a dimostrare che la natura non si arrende.
A Villa Maria c’è il nonnino della tiendita[6] che si è fatto insegnare dal nipote a dire “good morning” solo per salutare noi.
A Villa Maria ci sono Rubì e sua mamma Nancy che mi hanno permesso di sperimentare che si possono fare dei muffin buonissimi anche in una cucina di quattro metri quadrati con un vecchio forno a gas.
Villa Maria di notte è un tappeto di luci.
A Villa Maria c’è la Chola che, dopo aver cucinato tutta la settimana per gli operai dei cantieri in centro, quando ha un giorno libero, viene al centro missionario per cucinarci i churros[7].
A Villa Maria c’era Joesito che nessuno capiva ma tutti riconoscevano come il guardiano della cappella di Virgen Inmaculada; che musica che usciva dalla sua chitarra senza corde!
A Villa Maria ci sono Melody, Maribel, Joel, Marco, Clever e tutti gli amici con i quali, nello stesso giorno, è possibile, di mattina, aiutare una vecchietta a rimettere in piedi la sua casa e, la sera, andare a ballare in centro.
A Villa Maria ci sono i missionari e le missionarie che, con tutte le complicazioni del convivere in più di trenta sotto lo stesso tetto, sono diventati, in poco più di un mese, fratelli e sorelle con cui condividere le gioie e le fatiche quotidiane.
A Villa Maria ci sono Benedetta e Francesco, i miei compagni di viaggio, con cui guardarsi un film ed organizzare spedizioni per costa, sierra[8] e selva[9], alla scoperta di questo paese meraviglioso.
E a Villa Maria ci sono io,che tra progetti, cantieri e materiale sanitario ho poco a poco trovato il mio posto.
Io, ben decisa a lasciarmi permeare fino alla fine da ogni cosa nuova, cercando di unire:
la curiosità dal viaggiatore, il servizio all’altro e un cuore limpido e aperto.

 Danza a mi pais è il titolo di una canzone del cantante peruviano Luis Enrique Ascoy.

[1] Stranieri
[2] Pioggerellina fine e continua
[3] Collina
[4] Ragazzi violenti divisi in bande
[5] Mensa popolare
[6] Negozietto che vende un po’ di tutto
[7] Dolce tipico, tipo frittella dolce
[8] La zona montana, le Ande
[9] La zona della foresta amazzonica, la giungla

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