Grazie al Servizio Civile ho scoperto un mondo differente

” (…) Questa esperienza è stata per me, e di riflesso anche per la mia famiglia e i miei amici molto intensa, mi ha messo di fronte alle mie paure, mi ha suscitato molte domande ma al contempo mi ha reso consapevole delle mie capacità e aperto il cuore e la mente verso persone che ho incontrato in questo percorso. Ho potuto vedere con i miei occhi che il mondo può essere differente, non solo incentrato sulla produzione e l’efficienza, ma anche, e soprattutto, sulle relazioni umane, sull’attenzione agli ultimi, sul costruire insieme una vita a misura dell’Uomo, sensibile verso chi ha disabilità, sofferenze o solitudini. (…) “

Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio Mario Monti

Mi chiamo Federico Pinnisi e sono un giovane cittadino italiano di 30 anni, residente a Novara.

Nel 2006 ho avuto l’occasione e la possibilità di svolgere il Servizio Civile Volontario all’interno del progetto “Caschi Bianchi” a Santiago del Cile, condividendo la vita delle persone escluse dalla società e collaborando in loco ai progetti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

Questa esperienza è stata per me, e di riflesso anche per la mia famiglia e i miei amici molto intensa, mi ha messo di fronte alle mie paure, mi ha suscitato molte domande ma al contempo mi ha reso consapevole delle mie capacità e aperto il cuore e la mente verso persone che ho incontrato in questo percorso. Ho potuto vedere con i miei occhi che il mondo può essere differente, non solo incentrato sulla produzione e l’efficienza, ma anche, e soprattutto, sulle relazioni umane, sull’attenzione agli ultimi, sul costruire insieme una vita a misura dell’Uomo, sensibile verso chi ha disabilità, sofferenze o solitudini.

Oggi lavoro per uno sportello di orientamento al lavoro e quotidianamente incontro persone senza occupazione e tra loro molti giovani che finiti gli studi sono alla ricerca, non solo di un lavoro adeguato alle loro competenze e capacità, ma anche di esperienze che riempiano di senso la loro vita. Per anni il ritornello dei mass media è stato che i giovani erano senza valori, poi si è scoperto che anche loro hanno a cuore la famiglia, il lavoro, la collettività, l’essere responsabili di uno Stato o meglio ancora di un Mondo del quale sono chiamati a prendersi cura.

300.000 ragazze e ragazzi negli ultimi 11 anni hanno scelto di dedicare un anno della loro vita per svolgere il Servizio Civile, a fronte di un numero di richieste che è stato tre volte superiore ai posti disponibili. Molti di questi giovani, grazie a questa esperienza, hanno maturato scelte di percorsi di studio o professionali orientate alla cura dell’Altro, nel senso più ampio del termine. Altri ancora hanno continuato con la vita che fatta fino a quel momento imparando però a ricondurla all’interno di un contesto più ampio del proprio piccolo mondo. Una cornice che ora abbraccia la nazione, a volte persino l’intero mondo.

Nonostante ciò, se non verranno stanziate ulteriori risorse, si sta decretando, a partire dal prossimo anno, la fine del Servizio Civile Volontario, ossia la fine di quell’esperienza che per molti è stata la propria piccola goccia per la costruzione di un mondo di pace, fratellanza e giustizia. Qualche giorno fa un prete di Novara, direttore spirituale del seminario, durante un ritiro ha detto una frase molto significativa: “La Bellezza, le cose belle, il bello che c’è nel mondo e nelle persone, salverà il Mondo”.

La Bellezza però non possiamo dimenticare che va coltivata, curata come la rosa del libro “Il Piccolo Principe”.

Invece la nostra nazione quest’anno spenderà 23.000.000.000 di € per la difesa armata del paese e dei suoi interessi. La guerra è l’antitesi della Bellezza, è l’abbruttimento delle persone, delle cose, è la perversione dei gesti e dei sentimenti. Decidere di investire sugli armamenti azzerando le risorse per il servizio civile è il segno della rinuncia a investire su quella forma essenziale di difesa e coesione sociale, oltre che forma di solidarietà nazionale e internazionale, che rappresenta la vera salvezza per il paese nel futuro.

Ai giovani, al futuro del nostro paese, non può essere negata questa opportunità.

Se oggi mi rivolgo a Lei, che di generazioni di giovani ha avuto occasione di incontrarne parecchie nei suoi anni di docenza universitaria, è perché mi ostino a credere che abbia a cuore il loro futuro, così come il nostro, e che farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per consentire la prosecuzione del servizio civile italiano.

RingraziandoLa per il tempo che mi ha dedicato La saluto.

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