Bangladesh Caschi Bianchi

Waterworld

Un dramma taciuto dai media. Gli effetti del ciclone Aila e le prime operazioni di soccorso della Missione.

Scritto da Daniele Bagnaresi

La notte del 24 maggio il ciclone Aila, nel passaggio tra India e Bangladesh, causa la morte di 200 persone. Interi villaggi vengono travolti e spazzati via da un ciclone “tanto silenzioso” da non giungere agli orecchi dei media.

Nel villaggio di Chalna i missionari della Comunità Papa Giovanni XXiii cercano di dare sostegno e di garantire acqua, cibo e vestiti a 500 persone, sopravvissute alla violenza dell’uragano che ha spazzato via i loro villaggi. Quando il livello dell’acqua sarà sceso si provvederà alla ricostruzione dei villaggi stessi.

Per garantire, però, i beni di prima necessità e il sostegno alle vittime del ciclone e per procedere alla ricostruzione, i missionari hanno bisogno di fondi. La situazione, infatti, si fa ogni giorno più drammatica e se da una parte l’arrivo della stagione delle piogge garantisce l’acqua potabile, dall’altra rende fangoso e sempre meno agibile il piccolo lembo di terra in cui la gente si trova ora costretta a vivere. A ciò si aggiungono le malattie causate dalle precarie condizioni igieniche e la conseguente necessità di reperire farmaci.

Si avverte, soprattutto, la necessità che queste notizie, taciute dai media, si diffondano il più possibile e che ognuno di noi si impegni nel suo piccolo a informare e sensibilizzare sulle condizioni precarie in cui gravano i sopravvissuti.

GALLERIA FOTOGRAFICA di Daniele Bagnaresi

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