Frequentando il centro residenziale Asociația Don Orione a Voluntari, nei pressi di Bucarest, abbiamo modo di condividere tempo e diverse attività con i bambini e i ragazzi con disabilità che lo abitano. Questa struttura rappresenta un’esperienza all’avanguardia in Romania, che unisce cure specialistiche, come fisioterapia e psicomotricità, e un approccio affettivo.
Da questo incontro con la loro quotidianità, e partendo dalla nostra conoscenza del sistema educativo italiano, sono nati spontaneamente alcuni interrogativi su cosa significhi, concretamente, costruire una scuola e una società davvero inclusive.
Tutto è nato immaginando alcuni e alcune di loro all’interno di una classe, il centro accoglie infatti persone con diverse tipologie di disabilità, sia cognitive sia motorie, con differenti livelli di gravità. Ci siamo chiesti, quindi, se l’inclusione scolastica possa rappresentare un’effettiva opportunità di inclusione sociale anche qui a Bucarest, in un contesto in cui è ancora forte la tendenza a nascondere o separare la disabilità dal resto della società.
Addentrandoci in questo tema, i dubbi sono cresciuti, alimentati anche dal recente dibattito in Italia sul ruolo delle scuole speciali. Ci siamo chiesti cosa sia davvero l’inclusione e se ci sia la possibilità di percorsi più aperti per questi ragazzi e ragazze, o se un ambiente educativo dedicato e costruito su misura rimanga lo spazio più adatto a valorizzare le loro specifiche potenzialità.
L’inclusione scolastica rischia di essere solo una bella parola o un bell’ideale con cui a volte ci si riempie la bocca, finendo per chiedere un ulteriore sforzo di adattamento a chi ha esigenze diverse? Oppure, pur essendo una sfida complessa, l’inclusione scolastica è una via necessaria per un’autentica inclusione sociale, capace di generare una convivenza che sia un atto di giustizia e di arricchimento reciproco?
Abbiamo quindi chiesto a chi vive questa realtà cosa ne pensasse del tema. In particolar modo, abbiamo intervistato il direttore del centro che, dopo aver presentato la loro attività e il loro carisma, ha ricordato la differenza fondamentale tra i concetti di integrazione e inclusione, illustrando le attuali opportunità educative per i ragazzi e le ragazze con disabilità in Romania e le sfide ancora aperte.
Abbiamo ascoltato anche un’educatrice sociale del centro, che ci ha presentato alcuni dei metodi educativi utilizzati, evidenziandone i punti di forza e gli aspetti da migliorare. Ci ha inoltre raccontato come la comunità locale e la realtà del centro possano arricchirsi a vicenda, portando l’esempio della settimana vissuta insieme agli studenti di una classe di liceo.
Abbiamo sentito, infine, la voce di un ragazzo che vive nel centro: ci ha raccontato la sua esperienza tra scuola speciale, istruzione domiciliare e attività didattiche insieme ai compagni, parlandoci anche della sua grande passione per la pittura.
GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA
TAG: Disabilità, Educazione, Inclusione
Potrebbero interessarti
Scegliere di essere accanto
Custodire l’essenziale
Dove ho lasciato i miei occhi
ISCRIZIONE NEWSLETTER
"*" indica i campi obbligatori











