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Caschi Bianchi Zambia

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Lo sport come motore di uguaglianza, empowerment e inclusione: con questo scatto, realizzato con i minori di strada del Cicetekelo Youth Project, Francesca ha ottenuto il secondo posto al contest fotografico dell’UNESCO “Fit for life

Di Francesca Farci, Casco Bianco in Servizio Civile con Apg23 a Ndola

Mi piace guardare il cielo.
Mi piace guardarlo in ogni momento della giornata. Dall’alba al tramonto, da mezzogiorno alla notte.
Mi piace in ogni sua sfumatura. Con le nuvole, con il sole, con la neve, con le stelle.
Il cielo riesce a comunicarmi sempre qualcosa.
E qua in Africa me lo sento ancora più vicino. Quasi riuscissi a toccarlo.
É nata così questa foto. Guardando il cielo.
Era un lunedì come gli altri. Stavo svolgendo attività con i bambini di strada quando, tra un canestro e un altro, mi sono ritrovata a fissare le nuvole. Non so esattamente che cosa mi avesse colpito particolarmente, se il sole coperto da tutte queste piccole nuvolette o l’azzurro che risplendeva ovunque. Ma qualcosa dentro di me si era fermato.
Terminato l’allenamento mi sono seduta per terra e mi sono presa 5 minuti per me stessa, ammirando quel cielo così distante ma al tempo stesso così vicino a me. Ho scattato la mia prima foto. Bellissima, ma mancava qualcosa. Ed ecco la risposta. Improvvisamente P. salta e fa canestro. Ecco cosa mancava. Qualcuno che toccasse veramente il cielo. P. in quel momento mi ha fatto vedere quello che io non sono riuscita a vedere in tutti quei mesi. Ero io che stavo toccando il cielo.
Passiamo la vita a rincorrere sogni, a raggiungere la felicità, a cercare delle risposte, e a volte tutto quello di cui abbiamo veramente bisogno è qua davanti a noi. E in quel momento era così. In tutti questi mesi è così. Sto così bene che ogni giorno tocco il cielo. Probabilmente me lo sento più vicino proprio perché sono dove vorrei essere o forse perché mi vuole fare capire che a volte basta un piccolo salto per essere felici. Quel lunedì è stato il salto di P. a farmi capire tutto questo.
Ecco come è nata questa foto. Per caso.
Penso che a volte bisognerebbe prendere la vita così, senza programmare troppo. E sarà solo allora che ti renderai conto che potrai andare lontano. Esattamente come questa foto. Dalla galleria del mio telefono alla sede centrale dell’Unesco a Parigi.
Un salto da un continente all’altro.
Quel salto che mi ha fatto aprire gli occhi.
Quel salto che mi ha fatto toccare il cielo.

Con queste parole Francesca descrive la realizzazione dello scatto che l’UNESCO ha scelto tra i primi classificati al “Fit for life”: un photo contest aperto ai giovani tra i 18 e i 35 anni di tutto il mondo, non fotografi professionisti ma solo appassionati di sport e testimoni del ruolo positivo che ha svolto nella loro vita o in quella delle comunità di cui fanno parte. Uno strumento di resilienza fisica, mentale e sociale in grado di promuovere società più inclusive, basate sulle connessioni umane e sul benessere collettivo, soprattutto delle categorie più vulnerabili.

La foto è stata scattata presso il Cicetekelo Youth Project: un progetto della Comunità Papa Giovanni che, da oltre 20 anni, propone il basket come uno dei principali strumenti di interazione e inclusione per i minori di strada di Ndola, in Zambia, affiancato da attività educative e ricreative, di supporto nutrizionale, sanitario e psicosociale.

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