Colombia Corpi Civili di Pace

I bambini de la Sierra – Scheda racconto

Riappropriarsi del barrio attraverso l’educazione, il gioco e la cultura

Scritto da Floriana Pizzo e Matteo Maritano, Corpi Civili di Pace con ENGIM – FOCSIV a Medellin

Matteo e Floriana hanno partecipato al progetto “Percorsi di pace per l’integrazione e la coesione sociale in Colombia”, nel quartiere de la Sierra a Medellin.

Il contesto del conflitto
Il quartiere La Sierra è ubicato nella Comuna 8, uno dei settori urbani più colpiti dalla violenza, con una forte presenza di gruppi criminali affiliati ai paramilitari che controllano in maniera indiretta intere aree. Altre problematiche legate al conflitto sono gli effetti del narcotraffico ed il coinvolgimento di minori arruolati nelle bande locali. I conflitti sociali e culturali scaturiti da questo fenomeno non sono stati accompagnati da paralleli interventi socioeconomici e politici, perpetuando circoli di marginalità nelle comunità locali. Questo ha provocato una forte disaffezione della popolazione locale nei confronti delle istituzioni statali e cittadine. A livello economico, vi è una forte discriminazione verso gli abitanti del quartiere, i quali soffrono di disuguaglianza e marginalità economica. La scarsità di risorse economiche si traduce, inoltre, in uno scarso livello educativo e formativo della popolazione residente e un elevato indice di abbandono scolastico tra i minori della Comuna.

Un episodio dal campo    
Era un venerdì di febbraio. L’ultimo in compagnia dei tre volontari del Servizio Civile, con i quali tanto avevamo costruito, umanamente e professionalmente, nei mesi precedenti. Per la loro despedidas, i ragazzi hanno organizzato una caccia al tesoro nel quartiere per salutare i bambini de La Sierra. Insomma, nonostante le strade fradice di pioggia a causa del recente acquazzone, quel pomeriggio ci ha fatto tornare tutti bambini, correndo a rotta di collo su e giù per le lunghe e ripide scale del barrio. In quell’attività si può riassumere tutto il senso del nostro stare e agire a La Sierra: figure educative che sorridendo corrono assieme a bambini da un’estremità all’altra del quartiere, ricercando indizi, entrando nelle case per chiedere oggetti in prestito, con il coinvolgimento dei negozianti delle tienditas, divertiti dal piacevole baccano colorato. Per il tempo del gioco, i bambini si sono “impossessati” del quartiere, rompendo quelle frontiere invisibili che normalmente ne disciplinano movimenti di ingresso e uscita, cosa si può fare e cosa no. La Sierra, come tanti altri quartieri limitrofi, è infatti controllata dai cosiddetti combos, piccoli gruppi criminali locali affiliati ai paramilitari e al narcotraffico. I ragazzi del barrio, in mancanza di valide alternative accademiche e professionali, finiscono facilmente nei circoli criminali, cominciando sin dalla tenera età ad operare come carritos, ovvero come spie/messaggeri posti agli angoli delle strade. Dunque, come Corpi Civili di Pace abbiamo col tempo capito che il solo fatto di rappresentare delle figure educative sane e aprire tutti i giorni le porte del nuovo centro giovanile dimostrava a quei bambini e ragazzi che un’alternativa è possibile, che hanno diritto al gioco e a godersi il tempo dell’infanzia e dell’adolescenza. A luglio 2019, quando siamo arrivati a La Sierra, quello che sarebbe diventato il centro giovanile di quartiere appariva come un vecchio edificio sporco e fatiscente, pieno di calcinacci e di vecchi mobili. Adesso, a seguito delle giornate di pittura comunitaria, spicca per le sue tinte arancione e verde, sembrando un enorme mandarino nel cuore del barrio. Il centro giovanile è uno spazio pieno di vita, colorato e allegro, così come le persone che quotidianamente lo frequentano e lo fanno vivere. Le nostre giornate sono dunque state scandite dal servizio quotidiano, dalla ludoteca e dalla biblioteca, da partite a ping-pong, domino e carte, talleres di manualità e di arte, dal cineforum del venerdì con quintali di crispetas da preparare, dalle riunioni comunitarie, dai tornei e dalle canzoni di reggaeton, dai corsi di inglese e di yoga, da tanti abbracci e anche da qualche rimprovero.

Evoluzione del conflitto
Con il diffondersi del COVID-19 gli abitanti de La Sierra sono costretti alla quarantena. La maggior parte delle persone lavora nel settore informale, senza alcun meccanismo di protezione sociale. Dunque, molte famiglie attualmente vivono grandi difficoltà nel sostentarsi. Alle difficoltà socioeconomiche vissute dalle famiglie nelle ultime settimane, si aggiunge il problema della chiusura delle scuole, con gli studenti obbligati a seguire le lezioni a distanza. In tale contesto, il diritto allo studio dei minori de La Sierra e Vila Turbay appare fortemente compromesso, con profonde ripercussioni sui percorsi educativi e formativi di bambini e ragazzi che, già in condizioni normali, vivono in un’area socialmente vulnerabile della Città di Medellin e caratterizzata da un’alta dispersione scolastica. A questo proposito un rapporto della Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL) afferma che, se il periodo di sospensione delle lezioni si protrarrà a lungo, aumenterà il rischio di abbandono scolastico, soprattutto per i minori appartenenti a famiglie che hanno subito un crollo drastico delle proprie entrate economiche. A causa del confinamento e dello stress vissuto in famiglia, aumenta anche il rischio per la salute mentale dei bambini e degli adolescenti.

Per saperne di più

Sprazzi di bellezza nascosti nel barrio

La torre di Jenga

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