• Foto di Marta Gazzurelli

Corpi Civili di Pace Guinea

CARNEVALE A BISSAU

Non mi sarei mai aspettata di festeggiare il Carnevale in Guinea Bissau, eppure per il paese è una delle ricorrenze più importanti e celebrate durante l’anno, ed è uno dei Carnevali più famosi dell’Africa Occidentale.

Scritto da Lucia Soldà, Corpo Civile di Pace con FOCSIV-ENGIM

Per giorni i guineensi si sono riversati nelle strade appositamente chiuse alla circolazione dei mezzi: bambini mascherati e con le più fantasiose acconciature scorazzando ovunque, ragazzi liberi di sfrecciare con i pattini, donne vendendo in strada birre, dolcetti e fritti vari. Mi è quasi venuto un colpo al cuore vedendo qualcosa di molto simile ai “crostoli/chiacchiere/frappe/bugie” (a seconda di come vengano chiamati nella vostra regione).

Sono state montate in diversi punti della città le cosiddette “barakas” (ossia concentrazioni di piccoli baretti allestiti all’aria aperta), brulicanti di giovani affamati e assetati e con tanta voglia di fare festa, stare insieme, ballare, andare ai concerti, vedere le sfilate di Carnevale.

Il Carnevale non è affatto cosa da poco in Guinea Bissau. Negli ultimi anni, però, pare che  non siano più disponibili i fondi generalmente stanziati per la sua organizzazione e per i rimborsi e i premi dei gruppi partecipanti alle sfilate. Sembra quindi che l’entità della festa si sia ridotta drasticamente vista la mancanza di risorse. La crisi politica ed economica del paese si riflette anche su una delle feste popolari più importanti per l’identità culturale – e per il turismo – del paese. Recentemente è stato nominato il 7° Primo Ministro in appena 3 anni, in un contesto di forte polemica e stasi politica, e di mancato rispetto dei diritti e delle libertà civili e democratiche, con la conseguente applicazione di sanzioni contro diverse personalità politiche guineensi da parte della CEDEAO (Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale).

In questo quadro, sembra quindi che persino una delle manifestazioni culturali più sentite a livello nazionale stia risentendo negativamente della congiuntura socio-politica attuale; sembra che il Carnevale normalmente avvenisse prima nella varie regioni, e poi i vari gruppi e i vincitori confluissero nel “desfile nacional”, ovvero la sfilata nazionale, nella capitale Bissau. Ebbene, i gruppi vincitori del Carnevale del 2017 (dal tema “La cultura come fattore di inclusione sociale ed economica”) stavano ancora aspettando di ricevere il premio (5 milioni di franchi CFA per i primi classificati) dall’anno scorso, e quindi quest’anno non è stato organizzato il “desfile nacional”. È però stata organizzata una cerimonia di consegna del premio della Direzione Generale di Cultura ai vincitori del 2017, in cui si sono esibiti, oltre ai vincitori, altri gruppi culturali. Oltre a queste due sfilate, c’è stato anche il Carnaval Infantil, ossia quello dei bambini, celebrato anche nella scuole, e altre manifestazioni nei vari quartieri.

A Bissau tutto funziona per passaparola, e i programmi non sono quasi mai fissi, quindi riuscire a trovarsi nel momento giusto al posto giusto non è sempre cosa da nulla. Per fortuna sono riuscita a vedere due sfilate, quella di premiazione dei gruppi del 2017, e una nel quartiere di Antula il Martedì Grasso. I vari gruppi sfilavano uno alla volta introdotti da un cartello e dal presentatore che indicavano l’etnia o il quartiere di cui erano rappresentanti, e si susseguivano nell’esibizione di fronte al palco dei giudici. Le performance spaziano tra acrobazie (etnia fula), balli tradizionali con maschere (etnia bijago), canti, musiche, carri, tutto scandito dal ritmo dei tamburi, il cui eco ha risuonato per giorni in città, fino all’alba. I vari gruppi indossano vestiti tipici delle varie etnie, alcuni con i corpi dipinti di bianco, alcuni con maschere, altri a petto nudo e cosparsi di burro di karité; per alcune etnie, come i balanta, le espressioni facciali sono parte fondamentale dell’esibizione, e possono essere davvero spaventose. Tutti aspettano, rigorosamente a piedi scalzi, il proprio turno sotto il sole. Durante una sfilata vari ballerini hanno ricevuto soccorso alla fine della loro esibizione, immagino per la stanchezza.Il tema del Carnevale era “Cultura e turismo, insieme per uno sviluppo sostenibile” (Cultura e turismo, juntos para o desenvolvimento sustentável), e le sfilate un inno alla “Guinendade”, una volontà di affermare l’identità culturale guineense attraverso il confronto delle varie etnie a suon di tamburi.
Questa importante manifestazione , quindi, si è realizzata pur senza fondi e patrocini: in effetti, la filosofia del “no na ndjenha” (“ci arrangiamo”) è permeante nella cultura guineense e permette alla comunità di continuare ad organizzare eventi, e provare a lavorare i insieme per la crescita culturale del paese anche in assenza di un supporto strutturale da parte delle istituzioni.

… E in effetti a tutti piace il Carnevale, anche ai poliziotti… in servizio!  (v. foto).

(tutte le foto dell’articolo sono di Marta Gazzurelli, anch’essa CCP in servizio in Guinea)

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