• Caschi Bianchi apg23

Brasile Caschi Bianchi

Lo statuto dei minori è diventato maggiorenne

Introduzione TITOLO 5

Scritto da Paola Leone e Camilla Sforzani CB apg23 2009

Il 13 Luglio 2010 la legge brasiliana n. 8069/1990, che tutela i diritti dei minori a livello federale, ha compiuto 20 anni. Definita un modello internazionale di legislazione per la tutela dei diritti dei minori, la legge si scontra duramente con la realtà. Un’iniziativa della società civile.

Per festeggiare il ventesimo compleanno dello Statuto,
Slogan della giornata
“Trabalho infantil vamos denunciar, crianças e adolescentes devem mesmo estudar!”
“Denunciamo il lavoro infantile, bambini e adolescenti devono studiare!”
”Na Paraíba e no Brasil, cartão vermelho ao trabalho infantil!”
“Nella Paraiba e in Brasile, cartellino rosso al lavoro minorile!”
“Mas eu preciso denunciar violência sexual tem que acabar!”
“Devo denunciare, la violenza sessuale deve finire!”
“Eu não tenho onde morar é por isso que moro na rua…”
“Non ho un posto dove vivere, é per questo che vivo in strada…”
“Seja de noite, seja de dia, o Estatuto vem trazer cidadania!”
“Che sia di notte, che sia di giorno, lo Statuto porta cittadinanza!”

ECA [1] diverse associazioni e istituzioni impegnate nella difesa dei diritti dei bambini, si sono unite per organizzare una giornata di mobilitazione. Il sito denominato “Ponto de Cem Réis”, da sempre scelto dal popolo pessoense per far sentire la propria voce (anche nel corso della dittatura), é stato il cuore pulsante dell’intera manifestazione. A partire dalla mattinata, la piazza si é animata con diverse attività, i cui protagonisti sono stati spesso bambini e adolescenti: bande musicali, gruppi di danze folkloristiche, compagnie teatrali, giocolieri. Parallelamente sono stati allestiti sei stand informativi, ognuno dei quali approfondiva una differente tematica; queste ultime sono state successivamente riprese nel corso della camminata pomeridiana, principale atto pubblico della giornata. Gli organizzatori hanno deciso di focalizzare l’attenzione sulla violazione di alcuni fondamentali diritti dell’infanzia; lungo il percorso, attraverso l’uso di simboli e/o gesti specifici accompagnati da slogan e cori, sono stati affrontati i seguenti temi, ognuno contraddistinto da un suono o un simbolo

lavoro minorile: cartellino rosso
violenza sessuale: fischietto (non tacere)
misure socio-educative: gesto di rompere le catene con le braccia;
“criança não é de rua”[2]: alzare verso il cielo croci di legno, facendo silenzio in ricordo di tutti i bambini e gli adolescenti morti in strada;
ECA nelle scuole: sventolare un fazzoletto bianco, dicendo pace nelle scuole;
Salute vs droga: gridare “NO alla droga!”.

La camminata é partita dal Parque Solon de Lucena, punto di ritrovo in cui sono arrivati alla spicciolata i vari pullman delle scuole pubbliche, provenienti dai cinque comuni che hanno patrocinato la manifestazione: João Pessoa, Cabedelo, Bayeux, Santa Rita e Lucena. Dopo circa un’ora di attesa (tipicamente brasiliana!), lentamente il corteo ha cominciato a prendere forma, raggiungendo circa 1.600 persone! La maggioranza dei presenti, rigorosamente under 18, ha reso il percorso decisamente colorito e bagunçoso[3]: grida, cori, gracchiare di fischietti, salti e danze hanno contribuito ad attirare ancor di più l’attenzione dei passanti, spesso ignari del motivo di tanto scompiglio! Il farsi trasportare da una marea di giovani, che lottano insieme per rivendicare i propri diritti, dà sicuramente voglia di continuare a sperare… voglia che purtroppo si ritrova a fare i conti con i dati divulgati dall’IBGE (Istituto Brasileiro de Geografia e Estatística).

L’ECA in questi vent’anni ha sicuramente migliorato la condizione dei bambini, ma c’é ancora molto da camminare. Il lavoro minorile é crollato del 50% dal 1992 al 2008, ma i minori sottratti ancora oggi dai banchi di scuola sono pur sempre il 10,2% della popolazione tra i 5 e i 17 anni.
Un altro dato allarmante riguarda il numero di figli nati da madri minori di 20 anni, in relazione al totale delle nascite: al 2008 é pari al 19,4%; quest’ultimo dato é addirittura aumentato nel corso degli anni, se lo si compara al 18,1% registrato nel 1994. Ciò potrebbe essere connesso ad un’altra piaga che affligge il Brasile e che continua ad essere un problema di difficile soluzione: la violenza diffusa contro i bambini e gli adolescenti, spesso perpetrata tra le mura domestiche. Ci auguriamo che questi dati siano presi in considerazione dalle autorità locali, alle quali una rappresentanza dei bambini presenti in piazza ha consegnato una carta contenente alcune proposte per migliorare le politiche sociali a loro favore. Nonostante l’ECA sia ormai abituato ai cambiamenti, é infatti alla sua dodicesima modifica, non sempre l’attenzione delle istituzioni é in grado di cogliere le reali necessità dei bambini. Ad esempio, la modifica appena entrata in vigore (legge n. 12010/2009), all’art. 19 § 2° enuncia che <>… é forse possibile dare una “scadenza” ad un bambino?

Non si può più continuare a osservare lo scorrere del corteo dalla soglia di casa, é ora di mischiarsi alla folla e di consumare le chinelos[4]. Bisogna mettere in pratica tutto ciò che di bello si trova in quello che é stato definito da “Fundação Abrinq-Save the Children” un modello internazionale di legislazione, per quanto concerne la promozione e la difesa dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

L’ECA é appena uscito dall’adolescenza; possiamo dire lo stesso delle istituzioni?

Note:

1 ECA Estatuto da criança e do adolescente (legge n. 8069/1990) – Statuto del bambino e dell’adolescente.
2 “I bambini non sono fatti per stare in strada”.
3 Chiassoso.
4 Sandali modello infradito.

Per approfondire:
www.crianca.pb.gov.br
www.camara.gov.br
www.fundabrinq.org.br

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