• Cb Apg23, 2008.

Bangladesh Caschi Bianchi

Frammento sulla condizione femminile in Bangladesh. Intervista ad Aisha

Aisha è una donna musulmana di circa trent’anni. Insieme al mio amico Milton, bengalese, sono andato a intervistarla nella sua abitazione, una capanna di fango a pochi metri dal fiume.

Scritto da Daniele Spinelli

Aisha lavora nella cucina della missione della Comunità Papa Giovanni XXIII. La cucina prepara più di 900 pasti al giorno per chi vive dentro la missione e per coloro che fuori non hanno la possibilità di mangiare. Ciò che più colpisce è l’oscurità della casa e gli spazi angusti in cui lei, suo padre e le sue due figlie vivono. Il marito ha abbandonato la famiglia sette anni fa, dopo la nascita della seconda figlia, per risposarsi con una donna più giovane, con la quale ha creato una nuova famiglia. Per una donna bengalese tornare a vivere con i propri genitori è una disgrazia perché di regola le donne sposate vanno a vivere nella casa del marito insieme ai genitori di lui. Una situazione del genere è molto criticata dalla società che, anziché condannare il marito per la scelta di abbandonare la prima moglie e i figli senza più contribuire al loro sostentamento, generalmente attribuisce tutte le colpe alla donna. Nel dialogo fra Milton ed Aisha, vengono affrontati alcuni dei problemi che la donna deve fronteggiare ogni giorno.

Come ti chiami?

Aisha

Quanti figli hai?

Due figlie.

Vivi in questa piccola casa, vero?

Quali sono i problemi che devi affrontare ogni giorno?

A Vivo con mio padre e le mie due figlie

in questo piccolo spazio ed è molto difficile.

Come le mantieni?

Lavoro nella comunità di Rudy,

(Ass. Com. Papa Giovanni XXIII, ndr), dove ricevo un salario.

Arrivi alla fine del mese?

Non sempre.

Fai dei debiti?

A volte faccio dei debiti.

Le tue figlie studiano? Nella tua casa è molto buio

Entrambe studiano grazie a Rudy, ma in casa è buio e a volte il fiume straripa rovinando la casa e i libri.

Dov’eri durante il ciclone Sidr?

Ci siamo rifugiati presso la Ong vicino (World Vision).

Ha fatto danni alla casa?

Sì, ha fatto volare via il soffitto e ha distrutto completamente la cucina.

Dopo il ciclone hai ricevuto aiuti?

Dal governo nessuno, mentre la Ong World Vision ci ha dato 15 kg di riso, una coperta e dei vestiti.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Voglio che le mie figlie continuino a studiare, per quanto riguarda me non ha importanza, vivo per loro.

Come potranno continuare a studiare?

Finché Rudy ci aiuterà. Altrimenti lavorerò duro per loro, anche la notte.

Dov’è tuo marito?

A: Se ne è andato da sette anni.

Si è risposato?

Sì, ha una nuova famiglia.

Vi aiuta economicamente?

No.

Mantieni la famiglia da sola?

Sì.

Anche tuo padre?

Sì.

Con tuo marito vi sentite?

No.

Perché?

Mantiene la sua nuova famiglia, noi viviamo solo del mio lavoro alla missione.

Dov’e’ ?

Non lo so.

Qui a Chalna?

No vive a Kumilla.

Non aiuta neanche le sue due figlie?

No.
Con loro è in contatto?

No.
Quel signore è tuo papa?

Sì.

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