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Albania Caschi Bianchi

Nuovi inizi

Provenienze geografiche, precorsi di studi, esperienze di vita diverse ma un unico denominatore comune: la voglia di mettersi in gioco!
Un filo rosso che lega tutti i ragazzi e le ragazze che, come Rachele, scelgono di intraprendere il loro anno di servizio civile come Caschi Bianchi con la Comunità Papa Giovanni XXIII.

Scritto da Rachele Nicoletti, Casco Bianco in servizio civile con Apg23 a Scutari

Ciao,

oggi vorrei raccontare un po’ la mia breve storia, e questo primo mese di servizio civile.

Io sono Rachele, ho 20 anni, mi sono diplomata l’anno scorso, l’anno della pandemia dove tutto era incerto e confuso.

Finito il liceo non sapevo bene cosa scegliere per il mio futuro, e la situazione non aiutava. Passavo giorni a pensare cosa fare, a come poter dare una svolta alla mia vita, i dubbi erano tanti, iscrivermi all’università, prendere un anno sabbatico o fare servizio civile?

E intanto i giorni passavano e siamo arrivati a fine estate e a quel punto ho dovuto fare una scelta. Vista la situazione pandemica peggiorare e pensando che il servizio civile potesse saltare, mi sono iscritta all’università, la scelta più facile.

All’inizio ero contenta della scelta fatta, all’università mi trovavo bene, avevo trovato casa e stavo facendo nuove amicizie, ero felice. I mesi passavano e la felicità iniziale andava scemando, nel mio privato accaddero tante cose negative e la scelta che avevo fatto con tanto entusiasmo mi andava stretta.

Un giorno per caso, scorrendo i social, trovai un articolo sul servizio civile e sulla scadenza di presentazione della domanda, mancava poco e, la voglia di intraprendere questo percorso era tanta e così senza pensarci due volte mi sono ritirata dall’università e ho presentato domanda per il servizio civile in Albania.

Sì, è stato come fare un tuffo nel vuoto, ma era già da un po’ che avevo il desiderio di fare il servizio civile e mettermi in gioco in qualcosa che non avevo ancora mai provato per un periodo così lungo, avevo voglia di uscire dalla mia zona di comfort e l’università, anche se era la scelta più facile, non mi appagava più, avevo e ho voglia di agire.

Dopo aver presentato domanda, anche se ancora non sapevo quale fosse il mio destino, ero felicissima e speravo con tutto il cuore di poter essere selezionata.

Il mio desiderio è stato esaudito ed ora sono qui al mio primo mese di servizio.

In questo mese di formazione, che causa covid la maggior parte è stata online, con una sola settimana in presenza. La formazione è stata molto utile e interessante, ho imparato diverse cose, ho conosciuto tante belle persone e mi sono sentita parte di un vero gruppo dove tutti abbiamo molti obiettivi in comune, soprattutto passare questo anno nei migliori dei modi.

Non nego che di paure e dubbi ne abbia tanti, ma arrivata a pochi giorni dalla partenza per l’Albania preferisco non pensare e voglio godermi l’esperienza senza tante aspettative ma prendendo tutto quello che viene, sia in negativo che in positivo.

Rachele

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