Albania Caschi Bianchi

Cammini, arrivi e partenze

“Oggi è un grande giorno, un giorno triste, un giorno qualunque”. La partenza di un ragazzo che ha finito il proprio percorso in Comunità Terapeutica è un avvenimento unico ma allo stesso tempo qualsiasi. Importante ed unico perché rappresenta uno snodo fondamentale nella sua vita: finalmente il cambiamento tanto atteso e sudato è giunto al compimento ed è ora di sperimentarlo al di fuori della CT. Qualsiasi perché si inserisce nel normale susseguirsi del percorso di tutte le persone che passano per Nenshat, fatto di arrivi, partenze e cammini che si intrecciano. Oggi è un giorno unico, come lo è stato ieri e lo sarà domani.

Scritto da Gaetano Vicari, Casco Bianco con Apg23 a Nenshat.

Oggi è un grande giorno, un giorno triste, un giorno qualunque. Oggi il ragazzo di terza fase ha fatto le valigie, B. ha finito il programma. Dopo due anni e qualche mese, lottando contro le sue difficoltà e le difficoltà degli altri è riuscito ad ottenere un cambiamento, a trasformare quel suo carattere che dipendenza e comportamento da “tossico” hanno imbruttito nel tempo. Siamo tutti orgogliosi di lui. Eppure c’è una tristezza che aleggia nell’aria. Abbiamo perso un compagno, un punto di riferimento in casa. Anche B. nonostante sia riuscito a “farcela” è dispiaciuto. Pensa alle fatiche, ai rimproveri, agli sbagli e alle gioie che il luogo gli ha riservato nel tempo e non si capacita del fatto che deve lasciarsi tutto alle spalle.

Il giorno precedente abbiamo festeggiato con pizza e bevande. Si sono evidenziati i suoi difetti con gli “ARRANGIATI” (un gioco in cui si mettono in risalto i difetti della persona per far sì che rimanga con i piedi per terra nonostante il risultato ottenuto, nel quale ogni frase termina appunto con un arrangiati). Sorride, si commuove, eppure i suoi occhi vagano nel vuoto. B. in quel momento sta esplorando il futuro, il suo futuro. Pensa e riflette su cosa l’attende, quali difficoltà dovrà affrontare, le persone con cui andrà a contatto, quelle che lo aiuteranno e quelle che invece lo metteranno alla prova. La paura di ricadere è tanta, l’eroina si procura a basso costo. In un solo istante potrebbe vanificare quanto di buono ottenuto con sforzi e sacrifici. La siringa può essere una potenziale compagna.

La comunità terapeutica è stata la scuola per affrontare nel modo corretto le problematiche, in cui le difficoltà degli altri sono momento di crescita, gestione delle emozioni, delle situazioni. Adesso sta a lui applicare ciò che ha imparato ed esperito in questi due anni. Vogliamo costruire una vita in cui valga la pena trovare il “propio” posto in società e speriamo che quel “propio” sia stato per lui solo una sbavatura in quel percorso che lo ha portato ad essere una persona diversa.

B. incomincia una nuova esperienza alla capanna di Tirana. Oggi per noi è un grande giorno, un giorno triste, un giorno qualunque. Ognuno riprende il proprio cammino.

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