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Caschi Bianchi Cile

Grabado verde: mi vida en el silencio

“La mia vita in silenzio”: udenti e non udenti realizzano una mostra in una delle gallerie d’arte più importanti di Santiago del Cile, grazie ad un concorso vinto con il Proyecto Sol, di Apg23.  Ce lo raccontano due Caschi Bianchi, Chiara Ghigi e Chiara Valeri.

Scritto da Chiara Ghigi e Chiara Valeri, Caschi Bianchi Apg23 a Santiago del Cile

“Mi vida en el silencio”, “La mia vita in silenzio”. Questo è il titolo dell’esposizione che dal 26 al 31 ottobre 2015 ha colorato una delle gallerie d’arte più importanti nel pieno centro di Santiago. Un’esposizione che è nata dalla creatività e dalle mani di un gruppo di donne sorde e udenti che ogni settimana si ritrovano al Proyecto Sol per condividere parte della loro vita e delle loro passioni.

Il Proyecto Sol, della Comunitá Papa Giovanni XXIII, è presente a Santiago del Cile dal 2005 e promuove attività di tipo educativo, di sensibilizzazione, di inclusione sociale e lavorativa per persone sorde e per le loro famiglie.

L’esposizione “Mi vida en el silencio” si è potuta realizzare grazie ad un concorso vinto con il Comune di Santiago, diventando la meta finale di un progetto a tre step iniziato più di un anno fa.

Inizialmente il gruppo ha potuto raccontare e descrivere la propria vita attraverso i lavori realizzati durante un corso di xilografia e applicazione su tela dal tema “La mia vita nel silenzio”. In un secondo momento il gruppo ha partecipato ad un corso di serigrafia e feltro creando opere che rappresentano la cultura e l’Identità cilena attraverso paesaggi, flora e fauna tipici di ogni angolo del Cile a rischio di estinzione. Infine, grazie ad un ultimo laboratorio di xilografia, sono state create opere dal tema “Arte e Identità sorda”, dove vengono presentate con gli occhi del gruppo le diverse culture cilene come la cultura Mapuche, Selknam, Diaguitas e Rapa-Nui.

Tutto ciò ha permesso ai ragazzi sordi di incontrare, collaborare e interagire con persone nuove e al di fuori del proprio gruppo familiare. Sembra banale ma relazionarsi con persone diverse e che molto spesso non sanno la lingua dei segni diventa una cosa essenziale nella vita dei sordi in Cile, perché la società, purtroppo, non offre le stesse opportunità che possiedono gli udenti, a partire dalla formazione scolastica di base. Grazie alla vitalità del Proyecto Sol e della sua referente cilena Silvia, con il tempo si è potuta creare una piccola comunità al centro della quale vi è l’incontro con l’altro.

Durante l’inaugurazione della mostra, tutte le persone che hanno realizzato le opere hanno espresso la loro gratitudine e il loro entusiasmo per aver potuto apprendere nuove tecniche, per il tempo trascorso con i professori e con i ragazzi, ma soprattutto hanno potuto mostrare concretamente, in particolare alle loro famiglie, tutto il lavoro compiuto sentendosi riconosciute e apprezzate per tutto il lavoro, il tempo e la passione e la bravura messi in gioco nei mesi precedenti.

Attualmente alle attività del progetto partecipano circa 15 persone, tutte adulte, la maggior parte con problemi di alfabetizzazione, dovuti alla scarsa o mancata educazione ricevuta in età scolare. Nonostante la maggior parte di queste persone non abbiano ricevuto un’istruzione minima, essere parte del gruppo del Proyecto Sol li fa sentire parte di una famiglia dove possono condividere le preoccupazioni, le problematiche, i momenti di gioia e imparare a vicenda cose sempre nuove.

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