Brasile Caschi Bianchi

Il mondo della droga in Brasile – Introduzione

Una serie di articoli per approfondire il tema delle dipendenze in Brasile e nello specifico di Castanhal, area in cui presta il suo servizio Fabio. Con uno sguardo e un confronto con la situazione italiana.

Scritto da Fabio Donini, Casco Bianco Apg23 a Castanhal

Le implicazioni sociali del traffico/consumo di droga in Brasile

Il mondo della droga in Brasile ha subito diversi cambiamenti nel corso degli ultimi anni. Per decenni il Paese è stato solo una via di transito per le droghe prodotte nelle Ande, destinate infine agli Stati Uniti o all’Europa. Oggi invece sta sempre di più diventando un paese consumatore di crack e cocaina e l’identikit del tossicomane varia indifferentemente dal giovane teppista proveniente dalle favelas all’elite di San Paolo, il centro finanziario nazionale. A Rio de Janeiro le gang di spacciatori sono diventate un potere parallelo a quello del governo, grazie ad un sistema di corruzione e al possesso di arsenali privati. La violenza si è ormai impadronita delle strade delle maggiori città brasiliane. Alcune stime non ufficiali affermano che il popolo brasiliano consuma metà dei 110 tonnellate di cocaina che arrivano nel Paese, mentre il resto viene esportato all’estero. Per consumare droga di alta qualità a San Paolo basta telefonare ad uno dei numerosi servizi “Dial-a-drug” e chiedere una consegna al proprio indirizzo tramite un taxi o un pony express in moto. Il sistema del traffico nella città di Rio è differente, sostengono fonti di polizia, perché è monopolizzato da poche bande criminali che controllano tutte le favelas. Per riguadagnare il controllo del territorio dominato dai trafficanti armati, la polizia dello Stato di Rio de Janerio ha creato un battaglione speciale armato con mezzi blindati che si fa chiamare il Grande Teschio. Le sue speciali unità si sono già meritate il biasimo di Amnesty International per il sangue sparso durante i loro interventi. Questa drammatica situazione fa di Rio una delle città più pericolose al mondo e c’è chi sostiene che il 90 percento dei crimini nella città abbia la droga come origine. In realtà il Brasile non è produttore delle foglie di coca ma lo sono i Paesi andini, Bolivia, Peru e Colombia, che insieme condividono 6600 chilometri di confine con il Brasile, in gran parte giungla amazzonica. La cocaina è introdotta nel Paese anche via mare dalla Colombia ma il lassismo dei controlli della frontiera con il Paraguay, e la sua posizione più vicina al ricco sud del Brasile, rendono questa rotta più attraente per i trafficanti che fanno poi capo a San Paolo, o al vicino porto di Santos per la distribuzione domestica o l’invio all’estero.

Le implicazioni sociali del traffico/consumo di droga nel nord-est del Brasile

Il Brasile è oggi considerato un Paese ricco, una potenza economica crescente. Eppure visitando la parte meno turistica del Paese, l’entroterra del Nordest, ci si imbatte in situazioni di povertà estrema, che il “progresso” del resto del Brasile non ha sconfitto. Anzi, spesso l’urbanizzazione, l’utilizzo del terreno per gli agrocombustibili e il conseguente latifondo della canna da zucchero, l’inflazione, il turismo ed altri cambiamenti legati allo sviluppo del resto del Brasile hanno contribuito a rendere la situazione del Nordest peggiore di quanto non fosse anni fa. Sono molti i problemi sociali presenti nel Nordest del Brasile, tra i quali quello del traffico e consumo di droga. Questi problemi, complessi e legati alla macro e microcriminalità, distruggono molte famiglie che vivono senza impiego, senza educazione, senza una politica giusta, in preda alla concentrazione di terra: in una parola oppressi dalla mancanza di opportunità. Sono molte le donne che, lasciate dal marito, sono costrette a prostituirsi per pochi spiccioli con cui fare mangiare i bambini. Per non parlare di quando a prostituirsi sono obbligati i bambini stessi, specie nelle grandi città; e spesso la prostituzione è anche un modo per pagare le spese per la droga. Molti ragazzi di 20 anni che oggi stanno morendo per il traffico di droga iniziano a provarla gratis, a causa di qualche spacciatore. Poi diventano dipendenti. Vendono oggetti di valore, e poi rubano ad amici, vicini, in strada. Quando non ce la fanno, pagano con la vita. E nelle grandi città le organizzazioni criminali, divise in fazioni, hanno il supporto della polizia corrotta. Ho parlato di corruzione, educazione inadeguata, disoccupazione, concentrazione della terra, traffico di droga e prostituzione. Tutti questi problemi sono collegati tra loro: la corruzione non dà opportunità; la mancanza di educazione causa la mancanza del lavoro, così come la concentrazione della terra. Dalla mancanza di lavoro si crea lo spostamento nelle grandi città, il che alimenta la droga e la prostituzione. I capi criminali sono collusi con la politica corrotta, che non ha alcun interesse a risolvere il problema della distribuzione della terra, né tantomeno quello dell’educazione.

Le peculiarità del contesto economico-sociale della città di Castanhal (Parà)

Castanhal è una città di circa 200 mila abitanti, situata a 60 km dalla ben più nota Belém, capitale dello Stato del Parà. La realtà di Castanhal, con la mancanza di prospettive lavorative, l’assenza di una figura paterna o, comunque, di una famiglia che valorizzi e rispetti ogni suo componente, induce molti giovani ad entrare nel mondo della droga e dell’alcool.  Non ci sono dati chiari sul fenomeno, ma il problema della delinquenza, soprattutto legato allo spaccio di droga, è anche qui molto presente.

Nota dell’autore:
Dopo questa breve ma doverosa introduzione alla drammatica entità delle problematiche legate al traffico e consumo di droga in Brasile, mi sembra giusto precisare che nella trattazione che segue ogni considerazione non potrà essere in alcun modo generalizzata all’intero Paese. La mia analisi è riferita al nord-est del Paese, allo Stato del Parà e ancor più nello specifico al contesto della città di Castanhal, dove presto servizio. Penso che una qualsiasi trattazione che avesse la presunzione di essere valida per l’intero Brasile risulterebbe riduttiva e superficiale, data la varietà culturale e l’immensa estensione territoriale del Paese. Basti pensare che nel solo nord-est si riscontrano differenze fortissime tra il contesto socio-economico dei principali centri urbani e quello dell’entroterra, con differenti e inevitabili ripercussioni sul mondo della droga e sui fattori di rischio alla tossicodipendenza.

Leggi la seconda parte dell’approfondimento – La percezione sociale della tossicodipendenza a Castanhal

Leggi la terza parte dell’approfondimento – I fattori di rischio alla tossicodipendenza di Castanhal

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