Caschi Bianchi Cile

Patagonia Senza Dighe

Il Bollettino del mese di Giugno del Servizio Giustizia e Pace – Zona Cile Sud è interamente dedicato al tema dei Beni Comuni. Tema di grande attualità non solo in Italia, con l’imminente referendum, ma anche in Cile, dove con grande fermento sociale i cittadini si oppongono al mega progetto idroelettrico di Hisdroaysen.

Scritto da Sara Garnero e Federica Tomellini, Caschi Bianchi Apg23 a Santiago del Cile

Il 9 maggio scorso i ministri competenti del Governo Pinera hanno approvato il progetto HidroAysén, che prevede la realizzazione di un complesso idroelettrico costituito da 5 centrali lungo i fiumi Baker e Pascua, nella XI Región Aysén, nella Patagonia Chilena. Questo impianto dovrebbe garantire la copertura di circa il 35% del fabbisogno elettrico annuale del Paese Il progetto appartiene alla società “Centrales Hidroeléctricas de Aysén S.A.”, costituita dalle due maggiori imprese produttrici di elettricità del Chile, la ENDESA (di cui l’italiana ENEL è la maggiore azionista) e la Colbun S.A.

I sostenitori del progetto Hidroaysen dicono che:

1 – Il progetto assume una rilevanza strategica per il futuro energetico del Cile che deve affrontare una rilevante crescita della domanda elettrica in una situazione di forte dipendenza (per circa il 70%) dalle importazioni di fonti fossili.

Secondo uno studio dell’Università del Cile denominato “Modelo de Proyección de Demanda Energética de Largo Plazo” segnala che la domanda energetica nei prossimi 20 anni triplicherà, il che significa che la domanda di massima del SIC aumenterà da 7.500 MW a circa 22.000 MW. HidroAysén Project – a pieno regime – contribuirà 2.750 MW. (Fonte: Studio di Program Management ed Economia Ambientale presso l’Università del Cile, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Principal Investigator, O’Ryan Raul – 30 giugno 2008).

2 – L’energia idroelettrica consentirá al paese di avere una fornitura stabile di energia pulita, con costi adeguati e prezzi più stabili cosa che non viene garantita dall’uso di risorse come il vento o il sole (che determinano una produzione di energia intermittente)

3 – Lo studio della Banca  Mondiale “Desarrollo con Menos Carbono: Respuestas Latinoamericanas al Desafío del Cambio Climático” conferma che l’uso di energia idroelettrica potrebbe ridurre significativamente le emissioni di CO2 rispetto a quelli derivati da combustibili fossili e quindi permetterebbe di ridurre la concentrazione di gas a effetto serra (GHG) in atmosfera. Secondo le organizzazioni internazionali, il Cile è stato il paese latino-americano che ha aumentato maggiormente le sue emissioni di carbonio e temoeléctrica negli ultimi anni, Hidroaysen permetterá di riudurre l’emissione di agenti inquinanti.

4 – Il progetto è sostenibile perchè compatibile con altre attività economiche come il turismo, la sivicoltura, i servizi, la costruzione, la pesca e l’allevamento e rafforza la possibilità di sviluppo della Regione Aysen. HidroAysén porterà quindi dinamicità e un impatto positivo sulla società e l’economia locale favorendo la generazione di nuove opportunità occupazionali (2.260 posti di lavoro per i prossimi 11 anni)

I contrari al progetto Hidroaysen dicono che:

1 – La realizzazione del progetto HidroAysén causará una perdita irreparabile di biodiversità sconvolgendo i bioritmi di un ecosistema unico al mondo, come quello della Patagonia.  Le grandi dighe distruggono fiumi, danneggiano e decimano uccelli, pesci, piante acquatiche e molte altre specie affini; rovinano vallate, e, a u causa delle iniondazioni di vasti territorio costringono intere popolazioni ad abbandonare le loro case e la loro terra.

2 – Il progetto approvato non contempla la costruzione del sistema di trasmissione dell’energia prodotta nel Sud verso le zone che consumano maggiore energia come Santiago e le miniere del Nord. Questa linea di trasmissione avrà un impatto ambientale ancora piu’ forte di quello della fase di costruzione delle dighe. La linea sarà lunga 200 km e sarà compota composta da tralicci di 70 metri ogni 400 metri che attraverseranno vari parchi nazionali, zone protette e zone umide.

3 – La regione dell’Aysén basa la propria economia principalmente sul turismo. La costruzione delle centrali andrebbe a alterare irreversibilmente questo sistema economico creando perdite non solo finanziarie ma anche sociali e di “know-how”. Per questa ragione si valuta che i  programmi di mitigazione, di nuova sistemazione e di sviluppo per chi dovrá lasciare le proprie terre sembrano risultano inadeguati.

4- I tempi di costruzione delle centrali sono lunghi, di conseguenza il loro apporto al fabbisogno nazionale non sarebbe immediato. La giustificazione del progetto con la impellente crisi energetica non sembra avere fondamenta reali.

5 – Non si tiene conto di altre opzioni tecnologiche per supplire alla maggiore domanda energetica del Paese. Il Cile è fortemente dipendente dai combustibili stranieri. Allo stesso tempo, il paese manifesta un ritardo allarmante rispetto alla conoscenza e utilizzo delle proprie risorse energetiche naturali, in particolare per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Molti sono i fattori di vulnerabilità del settore energetico cileno: l’eccessiva dipendenza dai combustibili importati, la bassa diversificazione delle fonti di energia elettrica, l’assenza della dimensione ambientale nella pianificazione energetica, la mancanza di efficienza nella gestione, l’ineguaglianza nella fornitura e nel pagamento dei servizi. Il Chile avrebbe alternative valide di sviluppo energetico che permettono di mantenere intatta la Patagonia, pero’ manca una politica energetica statale adeguata e il sostegno e la volontà per la sua attuazione.

6 – HidroAysen permetterá la costituzione di un monopolio energetico nelle mani delle due imprese responsabili del progetto, permettendo di fatto che interessi privati si approprino di un bene comune fondamentale come l’acqua. Secondo Roberto Roman, ingegnere civile meccanico della Universidad de Chile, “Siamo coinvolti in un modello di produzione di energia che è proprio più del secolo XX che del XXI. […] Il progetto HidroAysén è esclusivamente una questione di affari, non ha niente a che vedere con il nostro bisogno energetico per lo sviluppo. Sono scuse per giustificare un progetto che prevede la sottrazione di risorse che appartengono a tutti i cileni “. (“Necesita Chile mas energia?”, The Clinic, jueves 12 de mayo 2011, ano 12, n. 393, pag. 6)

6 – HidroAysén risponde alla logica di un modello di crescita non sostenibile, fondato sulla espansione vorace e teoricamente illimitata di se stesso. Il concetto di “sviluppo” di questo sistema si basa esclusivamente sull’aumento fisico e materiale della società, lasciando dietro di sé gravi lacune sociali e ambientali e ignorando concetti come efficienza energetica, diminuzione degli sprechi, educazione alla sobrietà.

Le manifestazioni contro Hidroaysen hanno portato in piazza migliaia di persone. A Santiago due settimane fa si sono raggiunte le 50 mila persone. Anche in Valdivia le proteste contro la costruzione delle dighe in si si susseguono numerose, spesso con risvolti violenti, come nel resto del paese. Insolita la situazione per una città come Valdivia dove tutto sembra apparentemente tranquillo ma la gente si è dimostrata attiva per la salvaguardia della propria terra.

Note:

Per sapere di più:

http://www.enel.com/it-IT/media/news/conti_chile/hydroaisen.aspx
http://www.patagoniasinrepresas.cl/
http://www.chileambiente.cl/

Programa de Estudios e Investigaciones en Energía del Instituto de Asuntos Públicos de la Universidad de Chile : «Aporte potencial de : Energías Renovables No Convencionales y Eficiencia Energética a la Matriz Eléctrica, 2008 – 2025 » : http://www.patagoniasinrepresas.cl/final/dinamicos/energia-BAJA.pdf

Dibattiti pro e contro al progetto:
Hernan Sandoval (Direttore Corporacion Chile Ambiente) e Bernardo Larrain (Dirigente Generale Colbun): http://www.patagoniasinrepresas.cl/final/video-politica-stereo.php
Daniel Fernández (Vicepresidente del progetto) y Sara Larraín (ambientalista): http://www.chilevision.cl/home/index.php?option=com_content&task=view&id=359448&Itemid=2147

Più in la del tuo naso – Giugno 2011

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