Caschi Bianchi Cile

Acqua e libero mercato – Più in là del tuo naso

Dalla saggezza indigena alla denuncia della Rete Acqua Cile fino al caso Hidroaysen: alcuni documenti introdotti da un testo poetico. Un approfondimento tratto dal bollettino del servizio giustizia e pace dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII a Santiago del Cile.

Scritto da Emiliano Robles Becerril, traduzione e raccolta documenti collegati a cura del gruppo caschi bianchi a Santiago del Cile

Gli scienziati ci dicono: bisogna cambiare il modello economico!

Le culture indigene avvertirono il conquistatore che la madre terra non ha padrone e l’acqua non ha prezzo, è a disposizione dell’imponente lupo e della bella libellula dell’umano e del fiore fugace.

La pioggia cadeva, evaporava e come nuvola volava da un lato all’altro viaggiava, senza fretta, senza badare ai confini.

Fino a quando arrivò la fabbrica grigia che intrappolò l’acqua e la vendette semplice o colorata,in bottiglia di plastica o in lattina.

Si appropriarono dell’acqua, però alla montagna non diedero nulla in cambio.

L’uomo la ripagò con rifiuti tossici che gettò nei corsi d’acqua, Come gocce nel mare ma la montagna, con i suoi boschi e gli animali continuava ad attrarre e filtrare l’acqua che ci offriva, di nuovo pulita e cristallina. Cadendo per il fiume e la cascata irrigava la vita e toglieva la sete dell’animale e della terra.

Mantenendo la vita.

E l’umano continuava a contaminare il fiume e l’acqua potabile iniziò a scarseggiare.

Non era abbastanza e l’umano mise un prezzo al monte e alla legna. E si appropriò anche degli alberi, deforestando e rendendo difficile al monte filtrare l’acqua.

Poi quando un albero scappò, non nè piantò nessuno altro lasciando la montagna senza erba nè alberi e senza fiumi nè uccelli.

Al contrario lasciò in tutta la regione solo sete ed erosione.

Finchè arrivò il giorno che la vita terminó perché l’acqua che rimaneva fu convertita inveleno dall’inquinamento.

L’acqua potabile dalla montagna sopogliata smise di sgorgare.

L’occhio dell’acqua si seccò e non rimase che il ricordo del passaggio per il mondo di un modello culturale che di ogni cosa si e’ voluto appropriare e nulla ha saputo conservare..

Emiliano Robles Becerril: nato a Città del Messico, Tenochtitlan, Valle del Anahuac, nel 1976. Eco-poeta per ispirazione e necessità del cuore, Eco-politico per convinzione e biologo per formazione. Ha lavorato nel campo dell’educazione ambientale, utilizzando diverse tecniche per generare riflessioni di fronte ai problemi ecologici che affliggono il mondo: laboratori di riciclaggio, poesia etc. Attualmente è CoordinatoreOperativo di Riforestazione dell’Organizzazione Naturalia A.C. e poeta della coscienza ambientale come artista indipendente.

Lo sapevi che molti fiumi in Cile hanno un propriteario?

Río Cuervo DUEÑO: Xstrata (SUIZ A) Río Bravo DUEÑO: AES GENER (EEUU)

Río Palena DUEÑO: AES GENER (EEUU) Río Baker DUEÑO: ENDESA / COLBÚN (ESPAÑA)

Río Figueroa DUEÑO: ENDESA / AES GENER (ESPAÑA / EEUU)

Río Figueroa DUEÑO: ENDESA / AES GENER (ESPAÑA / EEUU) Río Manso DUEÑO: ENDESA / AES GENER (ESPAÑA / EEUU)

Río Futaleufú DUEÑO: ENDESA (ESPAÑA)

Fonte: SITO DELLA “DIRECCION GENERAL DE AGUAS; Ministerio de Obras Publicas” (DIREZIONE GENERALE ACQUE, Ministero delle Opere Pubbliche). http://www.dga.cl

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