Bangladesh Caschi Bianchi

Il ciclone Aila: la ricostruzione

Nei villaggi colpiti dal ciclone Aila, dopo i primi soccorsi, i missionari di Chalna cominiciano ora la ricostruzione. L’Associazione si sta adoperando per raccogliere fondi a tale scopo.

Scritto da Daniele Bagnaresi

A più di un mese dal passaggio del ciclone, continua la lotta quotidiana nel reperire i beni di prima necessità da parte delle vittime del disastro. Oggi ci siamo imbarcati di prima mattina, portando soccorso a tre villaggi.
Le acque del fiume sono ora meno popolate e abbiamo intravisto solamente poche barche che trasportavano taniche d’acqua. La stagione delle piogge è arrivata. Non c’è giorno che non piova per almeno due o tre volte. Questo comporta un beneficio da parte dei bisognosi poiché raccolgono l’acqua piovana ovviando così il problema della sete, ma comporta anche la necessità di risolvere i problemi legati alle malattie.
Le persone stanno lavorando affinchè tutto torni come prima. Sotto la pioggia lavorano la terra, pescano e ricostruiscono gli argini che si erano rivelati inutili davanti alla potenza di Aila.
Le acque in parte si sono ritirate dai villaggi, ma comunque ancora questi non hanno un aspetto degno di questo nome.
I nostri soccorsi oggi arrivano silenziosamente come ogni giorno e, come ogni giorno, tanta gente ci aspetta nei luoghi prestabiliti e contrassegnati da bandiere rosse rette da canne di bambù.
Portiamo cibo, acqua, medicine, vestiti e teli di plastica. Questi ultimi verranno posti sopra i tetti delle capanne fatti di foglie per evitarne l’allagamento ed incanalare l’acqua in appositi contenitori affinchè possa essere bevuta.
La gente ha un aspetto leggermente più sereno rispetto ai primi giorni, ma ancora le persone litigano e urlano per spartirsi i beni, evidenziando così il forte bisogno che ancora li muove.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto ora più di prima, soprattutto per ricostruire ciò che è andato perso.
Stiamo provvedendo all’acquisto di materiale per la costruzione di casette in bambù e lamiera. Il costo di ogni singola casetta è di 200 euro. Abbiamo già pronte 100 di queste e in base alle offerte che ci perverranno potremo dare la possibilità ad altre famiglie di avere un luogo sicuro in cui dormire.

Note:

Per chi volesse contribuire alla ricostruzione delle vite di queste persone e delle loro abitazioni, questo è il numero del conto corrente su cui versare.

c/c bancario CARIM RIMINI IT 06 E 06285 24201 CC0017057554
intestato ad Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – Condivisione fra i Popoli ONLUS
via Valverde, 10 – 47900 Rimini

VERSAMENTO POSTALE: C/C 1210 4477

CAUSALE: BANGLADESH

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