Caschi Bianchi Russia

La Russia dai colori nascosti

Piccolo viaggio attraverso i colori e il gusto di una Russia da assaporare. Un invito.

Scritto da Alice Bonavida

Seduta qui davanti a tante immagini, con un bicchiere di Kvass in mano, ripenso alla mia esperienza in Russia. Sono tornata da ormai quasi 2 mesi. La nostalgia è grande, così come lo è la voglia di ripartire… Questa terra, dolce e salata, grande e allo stesso tempo piccola, chiara, ma enigmatica mi ha davvero catturato.  Queste parole vogliono infatti essere un invito per farvi assaporare un pezzetto di Russia, per farvi scoprire questa terra magica.

I colori “russi” sono davvero particolari. Se uno pensa a dei paesi “colorati” pensa subito all’India, ai paesi dell’Africa, alla Bolivia e al Perù, al Guatemala, ma i colori della Russia sono nascosti, sono invisibili agli occhi dei turisti, di chi è continuamente di corsa… i colori della Russia sono forse più cupi, ma in un certo senso sono lucentissimi. Sono riservati a chi si sofferma, a chi vuole osservare… e sono nascosti nelle piccole cose. Sembra proprio che la gente lì ami le sfumature, le gradazioni più diverse. Questo riguarda le lucenti cupole delle chiese ortodosse, gli abiti tradizionali così come i calzini di lana fatti a maglia dalle care babushke (nonnine) che li vendono su piccole bancarelle, spesso di cartone. Alla gente piace dipingere le casette di legno (che sono le più povere, ma anche le più belle) nelle tonalità verdi-azzurre-blu. Fare l’insalata di pomodori in Russia è una delizia per lo stomaco, ma anche per l’occhio: mischiando i pomodori gialli a quelli arancioni, rossi e rosso scuro-violacei, con i cetrioli, verdi e il basilico viola (molto usato soprattutto nella cucina caucasica e nord-caucasica). In inverno la mattina presto l’aria è argentata, è piena di minuscoli  cristalli di ghiaccio che brillano tutti, e gli alberi, coperti da un leggerissimo strato di neve e ghiaccio, sembrano incantati, magici.  I colori russi rallegrano anche il piatto che solitamente viene offerto all’ospite, pieno di frutta, biscottini e dolciumi… il tutto accompagnato da una bella tazza di the. I russi sono un popolo davvero molto ospitale, l’ospite è sempre ben visto! Una tazza di the  tradizionalmente addolcita con un cucchiaio di marmellata. A luglio era molto difficile trovare lo zucchero al mercato, perché era la stagione della raccolta della frutta, il momento ideale per fare marmellate e succhi in grandi vasi per il lungo inverno. Mi faceva tenerezza pensare alle nonnine di tutta la città che in grandi pentoloni girano e girano frutta e zucchero…   Molto emozionante per me è stato l’incontro con la MADRE VOLGA! Il Volga è un fiume bellissimo e immenso, scorre attraverso tante terre diverse e ha molti racconti da narrare. Sembra davvero una vecchia madre, una cantastorie… La città di Astrakhan si estende sul Delta, perciò è un continuo incontro e intreccio fra la “madre” e le sue tante  “figlie”. In inverno il fiume si ghiaccia, in estate invece sprigiona la sua forza, sebbene sia lenta e soave. Fare il bagno nel Volga è una di quelle piccole cose che una volta nella vita “bisogna” aver fatto, è una sensazione immensa essere immersa in questa “radice”, in questa origine. Vicino ad Astrakan poi, sul Delta nascono i fiori di loto. Mi  è stato detto che crescono in pochi posti al mondo.

La steppa: lunghissima, immensa, desertica, un posto propizio ai sogni, a meditare, a raccogliere le forze, mi ha reso pensierosa, e mi ha fatto venire tanta voglia di viaggiare, nel senso proprio del termine, di divorare strade e chilometri…”Il viaggio è la meta. Viaggiate talmente veloce da perdere dagli occhi il vero motivo del viaggio.” (Anonimo)   Dai russi possiamo proprio imparare tanto. Mi piace molto il concetto di “mir”. In russo vuol dire “mondo”, ma allo stesso tempo significa “pace”. Anche se spesso, purtroppo, se ne dimenticano, pace e mondo per i russi sono un’unica espressione.  Nonostante i conflitti, la gente sembra positivamente travolta da questa ulticulturalità. La Russia è così diversa in sé, spaziando dalla Russia ortodossa a quella comunista, dalla religione cristiana a quella musulmana (non soltanto in Cecenia) e buddhista. Buddhista non solo perché il paese confina con Mongolia e Cina, ma perché all’interno vi si trova una “Respublika”, una sorta di regione autonoma, di nome Calmucchia, la cui popolazione è originaria dalla Mongolia. Il Tatarstan, altra “Respublika”, è musulmana; il capoluogo è Kazan, città stupenda. Astrakhan poi (anch’essa di origine tartara), è conosciuta per i molti migranti che vengono dal Caucaso, dal Kazachistan e da altri stati dell’Ex-Unione Sovietica., e il mercato cittadino è il vero punto d’incontro tra le varie culture.   Ho scoperto che non si può dire “La Russia è…” La Russia ha così tanti volti che è impossibile racchiuderla in qualche parola, semplicemente fa crescere la mia voglia di scoprirla ancora e ancora.

GALLERIA FOTOGRAFICA di Alice Bonavida

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