• Cb Apg23, 2008

Caschi Bianchi Zambia

Exildah

Un racconto fatto di molti problemi e poche gioie, e nonostante questo, di coraggio e desiderio di conoscere e di vivere.

Scritto da Claudia Corrado

Il mio nome è Exildah M. Sono nata il 26 Ottobre 1987, in una famiglia composta da otto persone e durante la mia vita sono passata attraverso molti problemi.

Ho iniziato la mia educazione nel 1994, avevo dieci anni e non è stato per nulla facile cominciare a quella età, ma purtroppo i miei genitori avevano grosse difficoltà nel mandare a scuola tutti i figli, cosìa volte bisognava fare dei sacrifici, qualcuno rimaneva a casa per un periodo a lavorare.

BOX A girl child. Exildah’s poem

You hear songs and poems on tvs e radios.
Talking about a girl child.
Africa. Asia. Europe. North America. South America.
All the parts of the world, people are crying.
Just because of this disease so called, AIDS.
And now.
Listen to me very carefully.
It’s very difficult for a girl child like me,
to live in this world of conflicts.
Without education.
And now.
Listen to my sad story.
I stopped school when my parents couldn’t paid for my school fees.
I started selling vegetables.
At nights men took advantages on me.
They asked me to go to bed with them.
And then, they raped me.
Ten times. Ten different Hiv Positive.
I became pregnant.
I was13 years old.
I became Hiv Positive.
Evil thought come into my mind.
I crushed my baby with a big stone and in my dreams,
I heard my baby crying.
Oh Lord, forgive me.
For how long are we going to suffer like this.
So please parents.
Sent us back to school.
We want to be the future teachers, the professors of tomorrow.
We are the seeds of today.
We want to be the flowers of tomorrow.

Quando sono arrivata alla classe ottava, mia madre non aveva denaro sufficiente per pagare le tasse e l’uniforme, così decise di spostarmi in un’altra scuola, più economica. Nel 1999, i miei genitori si sono separati e tutto è diventato ancora più complicato. Mi sono sempre impegnata tanto a scuola, studiavo molto, mi piaceva davvero. Ho sempre cercato di dare il meglio e quando ho dato gli esami della classe nona (prima superiorendr)e poi ho visto quegli ottimi risultati non ci potevo credere, mi sentivo bene per quello che stava accadendo nella mia vita. A volte, quando a casa non c’erano soldi avevo paura di dover lasciare la scuola, durante la classe decima non ho potuto frequentare il secondo semestre perché i miei genitori non erano riusciti a pagare le tasse scolastiche. Ho ripreso di nuovo, qualche tempo dopo, mio padre però non voleva più sostenermi, servivo di più a casa o nei campi che tra i banchi di scuola. Ho pregato tanto e mi sono affidata a Dio, e non so come ho finito la classe dodicesima(quarta superiore, ultimo anno ndr). La vita è un viaggio, ma la strada spesso non è dritta.

BOX Belong to Zambia

We belong to Zambia, we belong to our culture.
Our culture heritage must be true.
We must make a man be the centre of attraction, can in our daily life.
Man must be free.

Exildah

BOX Una bambina. Poesia di Exildah

Senti canzoni e poesie alla tv e alla radio
Che parlano di una bambina.
Africa. Asia. Europa. Nord America. Sud America.
In tutte le parti del mondo, c’è gente che piange.
Solo per questa malattia, chiamata AIDS.
E adesso.
Ascoltami attentamente.
É molto difficile per una bambina come me,
Vivere in questo mondo di conflitti.
Senza educazione.
E adesso.
Ascolta la mia storia.
Ho smesso di andare a scuola quando i miei genitori non hanno più potuto pagare le tasse.
Ho iniziato a vendere verdura.
Di notte gli uomini approfittavano di me,
Mi chiedevano di andare a letto con loto.
E poi mi stupravano.
Dieci volte. Dieci differenti malati di Hiv.
Sono rimasta incinta.
Avevo 13 anni.
Mi sono malata di Hiv.
Pensieri malvagi erano nella mia mente.
Ho picchiato il mio bambino con una grossa pietra e nei miei sogni
Ho sentito il mio bambino piangere.
Oh Signore, perdonami.
Quanto ancora dovremo soffrire così.
Per favore genitori
Mandateci ancora a scuola
Vogliamo diventare futuri insegnanti, i professori di domain.
Noi siamo i semi di oggi
Vogliamo essere i fiori di domani.

Bene, i miei pensieri sono talmente tanti che non ci sarebbe spazio sufficiente in tutto questo quaderno per scriverli. Penso che voi… voi viviate una vita migliore della mia, più felice, potete crescere con entrambi i genitori, andare a scuola senza problemi. Penso sia davvero diverso vivere qui..penso che vorrei vivere in un altro paese, come l’Italia.
Credo che nessuno nasca in una famiglia che lo rifiuti, e se ripenso alla vita di mio padre quando sono finiti tutti i soldi; e a mia madre, a quello che ha dovuto passare attraverso questi otto anni, quanto dolore ha dovuto sopportare e quanto ancora sta lottando per la sua famiglia. Ora nella mia mente ci sono i miei fratelli, quale sarà il loro futuro, la loro vita?
Mi auguro con tutto il cuore che sia migliore della mia.
Spesso mi capita di pensare che vorrei incontrare qualcuno, una persona generosa, che mi aiutasse a raggiungere i miei sogni.
Se solo qualcuno potesse aprirmi le porte della mia vita, io passerei quella soglia e comincerei a vivere, a cercare qualcosa da fare.
Ci sono molti desideri nel mio cuore, vorrei che la mia vita prendesse una via differente, sono stanca del dolore e della sofferenza.
Vorrei che i miei sogni diventassero realtà e vivere una vita serena. Vorrei volare come un uccellino verso il Signore e portargli le mie preghiere. Mi piacerebbe imparare tante cose, su luoghi, popoli e culture che non conosco. Vorrei poter incidere un album con le mie canzoni e farle ascoltare a tutti i giovani come me.
Ci sono sempre stati molti problemi nella mia vita e poche gioie, ma io non ho intenzione di piangermi addosso perché sono certa che un giorno sarò libera.

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