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"(...) Sono tornato dai sobborghi di Santiago del Cile, dove condividevo la vita degli ultimi della società (collaborando ai progetti in loco dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII), frastornato ma riempito di un’esperienza indimenticabile. Formativa, dura, ma soprattutto indimenticabile. Che mi ha fatto scegliere, in seguito, di rimanere in Italia per tentare di dare il mio contributo anche qui. Ora mi occupo di educazione, seguendo ragazzi in difficoltà e dedicando parte del tempo libero alla promozione della risoluzione nonviolenta dei conflitti. E sono nel team dei giornalisti di ‘Vita’, testata da sempre attenta ai temi sociali. (...)"
"(...) Allora è possibile costruire una vera VIA ISTITUZIONALE alla  PACE, eliminando tutti gli eserciti e tutte le guerre, risparmiando una quantità immensa di soldi, da usare per far vivere la gente e non per farla morire." SE SI VUOLE SI PUÒ FARE; E NON E' VELLEITA'. Purtroppo la maggioranza dei parlamentari, sia di destra che di sinistra, ogni anno, quando preparano la legge FINANZIARIA, aumentano le spese militari e tagliano quelle sociali. Così è successo anche quest'anno: hanno tagliato i soldi al SERVIZIO CIVILE, fino quasi a distruggerlo e hanno inventato la MININAJA. SIGNOR PRESIDENTE MONTI, che già in poco tempo si è dimostrato una personalità politica mondiale, cerchi di promuovere una vera AUTORITA' POLITICA MONDIALE nel senso suesposto (...)".
Giovanni Ramonda, Responsabile generale dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, scrive al presidente Monti esprimendo preoccupazione per la situazione attuale del Servizio Civile e per chiedere un confronto su questo tema.
" (...) Questa esperienza è stata per me, e di riflesso anche per la mia famiglia e i miei amici molto intensa, mi ha messo di fronte alle mie paure, mi ha suscitato molte domande ma al contempo mi ha reso consapevole delle mie capacità e aperto il cuore e la mente verso persone che ho incontrato in questo percorso. Ho potuto vedere con i miei occhi che il mondo può essere differente, non solo incentrato sulla produzione e l'efficienza, ma anche, e soprattutto, sulle relazioni umane, sull'attenzione agli ultimi, sul costruire insieme una vita a misura dell'Uomo, sensibile verso chi ha disabilità, sofferenze o solitudini. (...) "