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CORPI CIVILI DI PACE

Gli Interventi Civili di Pace si configurano come azione civile, non armata e nonviolenta di operatori professionali e volontari che, come terze parti, sostengono gli attori locali nella prevenzione e trasformazione dei conflitti. L'obiettivo degli interventi è la promozione di una pace positiva, intesa come cessazione della violenza ma anche come affermazione di diritti umani e benessere sociale.

Si impegnano a rispettare i seguenti principi etici: nonviolenza, ownership locale, terzietà nel conflitto, indipendenza, diritti umani, non discriminazione ed equità di genere, responsabilità (accountability), trasparenza e integrità. 

La legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto l'istituzione in via sperimentale di un contingente di corpi civili di pace destinato alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale. La sperimentazione si realizza secondo la normativa del servizio civile nazionale.

Questa sezione del sito raccoglie testi, materiali ed aggiornamenti relativi alla sperimentazione triennale in corso, nonché le testimonianze dei volontari impegnati nei progetti dei Corpi Civili di Pace avviati a partire dal 5 giugno 2017.

Corpi Civili di Pace

A Cucutá, in Colombia, non sanno cosa sia il freddo. Le temperature si aggirano tutto l’anno fra i venti e i trenta gradi centigradi, in un’eterna primavera dove soltanto l’intensificarsi delle piogge nei mesi autunnali tradisce il trascorrere del tempo. Si può quindi immaginare la sorpresa di Liliana quando, aprendo la porta di casa, si sentì rabbrividire. Non di freddo, ma di paura.
22 settembre 2017 - Sorpasso Carlo e mi aggiudico il meraviglioso posto davanti in taxi. I posti davanti sono sempre i più ambiti: c’è solo un posto davanti nei taxi, in generale in tutte le macchine, ma in Bolivia si creano spesso delle situazioni inverosimili ed esilaranti e capita spesso che una macchina da cinque passeggeri ne trasporti in realtà nove.
Sono un Corpo Civile di Pace in servizio a Lima, Perú. Mi sto abituando ad utilizzare questo termine, “Corpo”. Lo faccio uscire d’un solo fiato dalla mia bocca, ponendo le labbra ad anello per poi richiuderle leggermente sul suono della “p”, ogni volta che mi viene chiesto che cosa faccio nella vita, o meglio, in questo preciso momento della mia vita. Anche i Corpi Civili di Pace sono, per ora, un servizio precario.
Il 31 gennaio è stata pubblicata l'integrazione all’avviso del 27 dicembre 2017 concernente; “Presentazione dei progetti per l’avvio al servizio di 200 volontari da impegnare nella sperimentazione dei Corpi Civili di Pace”, alla fine del paragrafo “Presentazione e redazione dei progetti”.
“Chi kwintanaibigarukuyayauna, rukumamaunayachachinushka. Kwintashakasna tuta kukupakaparishkaiatarisha, waysarayanunushka.”
 “Tutti gli insegnamenti dei nostri antenati rimangono nei racconti. Per conversare si svegliavano nell’ora in cui canta il gufo e preparavano la wayusa .”
“Donne di tutto il mondo unitevi” si potrebbe dire, parafrasando un’espressione ormai fin troppo inflazionata.
Come si fa comunità in una periferia in cui nessuno sente l’appartenenza al luogo, dove manca l’idea del bene comune, in cui non esistono spazi di aggregazione per i giovani e i bambini?
La città dai mille clacson: così voglio chiamarla. Benvenuti a Huancayo, città della valle del Mantaro. “Città o cittadina?” chiederei a me stessa: emigrata dalla capitale d’Italia, dalla capitale religiosa del mondo, non mi sembra poi così grande questa città adornata da montagne.
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