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Venerdì, 02 Marzo 2012 10:34

Scuola di pace, non di guerra

Scritto da 
Padre Angelo Cavagna Padre Angelo Cavagna GAVCI
Appello di Padre Angelo Cavagna ai partiti e alle forze politiche contro l'educazione alla guerra nelle scuole.

NO ALL'EDUCAZIONE ALLA GUERRA NELLE SCUOLE

APPELLO DEI PACIFISTI:“NO all'educazione alla GUERRA nelle SCUOLE
APPELLO a tutti i Partiti e Forze Politiche rappresentate in Parlamento

Quali Cittadini del Mondo. Quali Cittadini italiani
siamo a chiedervi di mettervi in ascolto rispetto alla crescita e al progredire della STORIA UMANA, che anche Voi state contribuendo a disegnarla in Parlamento per le Prossime Generazioni; e sommessamente, ma con fermezza, vi CHIEDIAMO: FERMATEVI !
FERMATEVI dall'approvare il DISEGNO DI LEGGE, delega al Ministero, per tutte le scuole di ogni Ordine e Grado: “Disposizioni per la promozione e la diffusione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà.
FERMATEVI dal voler insegnare alle Future Generazioni l'impossibile compatibilità della GUERRA nel perseguire la PACE, oltretutto in contraddizione ai dettami e allo spirito della Costituzione all'art. 11 che esplicitamente enuncia il “ripudio della guerra”.
I nostri Padri Costituenti seppero dopo Millenni, dopo l'immane tragedia della 2° Guerra Mondiale, dar corpo allo spirito pacifista dell'art. 11 e questo per 40 anni successivi fino all'85 con il Presidente PERTINI

“SVUOTIAMO GLI ARSENALI E RIEMPIAMO I GRANAI”

FERMATEVI nel cammino che si è inaugurato 25 anni fa, percorso, fino ad oggi, dove si è invece tentato di giustificare, deformando in modo assurdo l'interpretazione dell'art. 11, chiamando: “missioni di pace” ciò che era GUERRA; “Peacekeeping” ciò che era guerra; “Esportazione della democrazia” ciò che era guerra; “Bombardamenti Umanitari” (78 giorni – Serbia e Kossovo), ciò che era guerra - “Operazioni di Polizia/Antiterrorismo “ ciò che era guerra - “Bombardamenti Pro-Civili (ora 180 giorni ormai, in Libia) “ ciò che ora è guerra !!! Né questo stravolgimento di parole potrà essere suffragato dal giustificarlo con il Disegno di Legge n. 2809 agli occhi dei giovani, anzi diventa effettiva manipolazione delle Coscienze delle Future Generazioni...
PARTITI, “BUTTIAMO la GUERRA FUORI dalla STORIA”, questa l'affermazione, il proclama di vita di uno speciale Medico del nostro tempo – GINO STRADA – ad accompagnare e guidare il cammino dei Giovani, sulla scia di GANDHI, CAPITINI, MARTIN LUTHER KING – (io ho un sogno...), don MAZZOLARI -(non uccidere) – Don Milani -(nessuna guerra è giusta) – Bertrand Russel ecc..
- Partiti, Si a dare solo quegli strumenti fondamentali dei nostri Padri della Costituzione e di quei Pensatori precursori della NONVIOLENZA, alle Future Generazioni affinché siano Esse stesse artefici del Loro Futuro rispettoso sempre e comunque dell'ESSERE UMANO. (segue una lista di sottoscrittori).

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VIA ISTITUZIONALE ALLA PACE
METTERE IN PRATICA, NELLA SUA INTEREZZA, L'ART. 11 DELLA COSTITUZIONE

E' ormai una vita che insisto sulla necessità di mettere in pratica l'articolo 11 della Costituzione, che dice: “L'Italia ripudia la guerra come mezzo di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo per la risoluzione delle controversie internazionali. L'Italia consente a cedere parte della propria sovranità per Istituzioni Internazionali che garantiscano giustizia e pace per tutti i popoli.”
Ho appena partecipato alla Festa dei 50 anni della nascita del MOVIMENTO NONVIOLENTO, svoltasi a Verona nei giorni 20-22 gennaio di quest'anno 2012.
E' stata una occasione magnifica d'incontro dei numerosi gruppi nonviolenti, un po' di tutta Italia, che tra l'altro hanno manifestato l'intenzione di mettersi in rete, in uno stile di sintonia meraviglioso.
MAO VALPIANA, presidente del Movimento Nonviolento, in conclusione ha già annunciato un programma generale, per l'anno in corso, al quale potranno partecipare tutti i gruppi pacifisti nonviolenti.
Avrei desiderato intervenire proprio sull'articolo 11 della Costituzione, che qualcuno ha citato, ma senza sviluppare un discorso adeguato sulla VIA ISTITUZIONALE ALLA PACE, che tanto m'incoraggiò a sviluppare GIUSEPPE DOSSETTI, prima parlamentare e poi prete.
Mi è piaciuto molto anche il richiamo al famoso detto del Presidente PERTINI: “SVUOTIAMO GLI ARSENALI e RIEMPIAMO i GRANAI”. In quella circostanza, il GAVCI (gruppo autonomo di volontariato civile in Italia) fece un grande manifesto, esposto in varie parti, con la frase di PERTINI, ma aggiungendo una domanda: “Signor Presidente: quando incominciamo?”.
L'Italia, prima dell'unità nazionale, era piena di eserciti e quindi di guerre interne tra regioni, città e anche paesi. Fatta l'unità, sono scomparsi tutti questi eserciti. Oggi non passa neanche per l'anticamera del cervello l'idea di fare una guerra tra Bologna e Modena ecc.
Così, se si costruisce una vera unità politica europea, diventerà naturale che rimanga un solo esercito continentale e che all'interno vi sia un solo corpo di polizia pure continentale, pure strutturato secondo il principio di sussidiarietà in vari gradi.
LO STESSO DEVE AVVENIRE A LIVELLO INTERNAZIONALE.
CIO' ESIGE UN VERO GOVERNO E PARLAMENTO MONDIALI.
E basterà un vero corpo di polizia internazionale, pure articolato in vari gradi secondo il principio di sussidiarietà. Così potranno sparire tutti gli eserciti e tutte le guerre, con un risparmio incredibile di soldi, che serviranno per far vivere tutta la gente del mondo e non per farla morire.
Questa è la VIA ISTITUZIONALE ALLA PACE.

Certo anche la polizia usa delle armi. Ma al riguardo, il generale Bruno Loi, che se ne intendeva di 'missioni di polizia internazionale' attuate dagli eserciti, mi disse: “Non si possono mandare gli eserciti a fare azioni di Polizia Internazionale”; l'esercito, per struttura e formazione, va allo sbaraglio: o io sbaraglio te o tu sbaragli me; e il soldato dev'essere addestrato ad uccidere.
La polizia invece non ha lo scopo di uccidere; anzi dovrebbe essere dotata di armi intrinsecamente non letali; il che è possibile se esiste un vero GOVERNO POLITICO MONDIALE.
Inoltre, l'anziano ma sempre lucido senatore Giovanni Bersani bolognese mi disse: “Un vero governo mondiale si può costruire, non con rappresentanti di tutti i paesi del mondo, ma di tutti i continenti del mondo. Allora è possibile costruire una vera VIA ISTITUZIONALE ALLA PACE, eliminando tutte le guerre e risparmiando una quantità immensa di soldi, da usare per far vivere la gente e non per farla morire.
SE SI VUOLE SI PUO' FARE; E NON E' VELLEITA'.


Bolognano, 27/01/2012
p. Angelo Cavagna
Presidente del GAVCI


Ecco il testo del disegno di legge:

Senato della Repubblica
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Legislatura 16° - Disegno di legge n. 2609
Senato della Repubblica – DISEGNO DI LEGGE d'iniziativa del deputato Di Stanislao – IDV
(v. Stampato Camera n. 2596) approvato dalla Camera dei deputati il 9 marzo 2011
Disposizioni per la promozione e la diffusione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà.

DISEGNO DI LEGGE MULTIPARTITO: IDV (Italia dei valori) – PD (Partito Democratico) – PDL (Popolo della Libertà) - Lega

Art. 1 (Finalità)
1. La presente legge è finalizzata alla promozione, alla diffusione e alla crescita della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà, intesa come l'insieme delle conoscenze poste alla base della condivisione consapevole dei cittadini delle politiche di sicurezza e di difesa della nazione e dall'azione delle forse armate, nonché del valore che assumono a tal fine gli accordi sul disarmo, il controllo degli armamenti e le misure di cooperazione e di fiducia reciproca tra gli Stati.

Art. 2 (Iniziative culturali)
Nell'ambito delle attività previste per la Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, di cui all'articolo 1 della legge 12 novembre 2009, n. 162, le amministrazioni pubbliche possono promuovere, nell'ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, anche mediante il coinvolgimento di enti, istituzioni culturali e organismi associativi e cooperativi, iniziative per la conoscenza, l'approfondimento e la sensibilizzazione sui temi oggetto della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà.
2. Le iniziative di cui al comma 1 sono in particolare rivolte alle scuole di ogni ordine e grado.

Art. 3 (Premio nazionale per la cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà)
1. Il Ministero della difesa istituisce un premio nazionale annuale per la promozione e la diffusione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà, da assegnare alle persone nonché a enti, istituzioni culturali e organismi associativi e cooperativi che si siano distinti per aver compiuto azioni particolarmente meritorie per la promozione della cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà.
2. Il premio nazionale è conferito nella giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, di cui all'articolo 1 della legge 12 novembre 2009, n. 162, dal Ministero della difesa su proposta del Comitato di cui all'articolo 4.

Art. 4 (Istituzione del Comitato per la cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà)
1. Presso il Ministero della difesa è istituito il Comitato per la cultura della difesa attraverso la pace e la solidarietà.
2. Il Comitato è formato da cinque componenti, il cui mandato ha la durata di tre anni, scelti tra personalità che si sono distinte nelle attività di promozione della cultura della difesa, della pace e della tutela dei diritti umani, nonché tra esperti e studiosi della materia.
3. I componenti del Comitato sono nominati con decreto del Ministro della difesa. Il Comitato è costruito entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Per la partecipazione al Comitato non spettano emolumenti, indennità o rimborsi di spese.
5. Al Comitato sono attribuiti i seguenti compiti:
a) formulare al Ministro della difesa la proposta per la definizione del contenuto del premio nazionale di cui all'articolo 3 e per il relativo conferimento;
b) proporre il conferimento del patrocinio del Ministero della difesa alle iniziative di cui all'articolo 2 giudicate di particolare rilevanza senza corresponsione di contributi o altre forme di sostegno finanziario.
6. Il Comitato adotta un regolamento interno che ne disciplina l'attività.

Art. 5 (Disposizione finanziaria)
1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Il Ministero della difesa provvede all'attribuzione del premio nazionale di cui all'art. 3 e garantisce il necessario supporto per il funzionamento del Comitato di cui all'art. 4, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

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Ultima modifica il Venerdì, 02 Marzo 2012 10:38