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Abitazione

Diritto a un'abitazione: esperienze dagli slum, dalla vita di strada, dai campi profughi
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  • Se li conosci non li eviti
    Bolivia

    Se li conosci non li eviti

    I ragazzi di strada che molti evitano hanno un nome e una storia per chi cerca di avvicinarli, di capire gli effetti delle droghe che assumono, il loro bisogno di riporre fiducia in qualcuno, e il motivo per cui a volte la strada li attrae più del centro di recupero.
    Michele Cappozzo e Alessia Vanzo
  • La città invisibile
    Russia

    La città invisibile

    Vivere sulle strade di Astrakhan è una quotidiana lotta per la sopravvivenza: l'incontro con immigrati e senza tetto.
    Alice Bonavida
  • Ugali quotidiano
    Tanzania - galleria fotografica

    Ugali quotidiano

    I diritti fondamentali ad avere una casa, due pasti al giorno, una famiglia dove crescere serenamente, e dove ricevere affetto; il diritto a un’istruzione e a un lavoro stabile, non sono sempre garantiti in questa parte di mondo. Il centro nutrizionale di Ngome vuole trovare una risposta.
    8 maggio 2008 - Testo di Simone Ceciliani, foto di Gianluca Uda
  • Immigrazione israeliana
    Israele/Palestina

    Immigrazione israeliana

    Riflessione sulle politiche dei migranti israeliani con Sergio Yahni*. Lo stato d’Israele registra per il 2007 un’ulteriore flessione nel numero d’immigrati. La minaccia di una futura maggioranza araba-israeliana e contromisure economiche del governo.
    Cosimo Caridi
  • In Favela per la prima volta
    Brasile

    In Favela per la prima volta

    Tante sensazioni correvano dentro di me in quel momento: voglia di prendere in braccio tutti quei bambini piccoli, spesso vestiti con solo il pannolone che mi guardavano timidamente dalle inferriate delle case ...
    Silvia Balmas
  • Quanto costa questo bicchiere d’acqua? In visita alle case dei tagliatori di canna da zucchero
    Brasile

    Quanto costa questo bicchiere d’acqua? In visita alle case dei tagliatori di canna da zucchero

    La pastorale diocesana visita le case dei lavoratori migranti che abbandonano la famiglia per andare a tagliare la canna da zucchero nella foresta. Spesso tornano più poveri di prima perchè, analfabeti, non hanno firmato nulla. La visita offre conforto morale, spirituale, e legislativo. Katia è colpita dalla generosità della gente, che vive senza alcuna comodità e senza mezzi. Bere un bicchiere d’acqua non è un gesto banale, e il suo prezzo è scritto sul viso di Maria, Monica, Juanito e di tutte le famiglie che incontra.
    Katia Cecconi
  • Keep Zambia clean… partendo da dove?
    Zambia

    Keep Zambia clean… partendo da dove?

    In un paese dove la cultura della raccolta dei rifiuti è inesistente, una campagna governativa invita a rispettare l’ambiente, ripulito in primo luogo dai venditori ambulanti e dai bambini di strada. Mentre in Italia si parla di decrescita e di consumo critico, e ci si interroga sui danni che il nostro sistema economico sta arrecando al mondo, nel “terzo mondo” lo stesso sistema tenta di far credere alla gente che consumare sia la via allo sviluppo. E sono i bambini con la loro manualità, a indicare il riciclaggio come azione ben più efficace di un distruttivo sgombero del centro cittadino.
    Davide Donnola
  • La strategia dell’occupazione
    Israele/Palestina

    La strategia dell’occupazione

    La demolizione di una casa è molto più della semplice demolizione di una costruzione, è la distruzione della memoria e delle radici, un altro passo verso lo sradicamento del senso di appartenenza di un popolo alla sua terra natale.
    Testo di Anahi Ayala Iacucci (casco bianco in Israele/Palestina)
  • Brasile

    Salvador de Bahia

    Una passeggiata quasi turistica in una città incantevole. Uno dei più grandi mercati di schiavi del passato è oggi un luogo da cartolina, ma basta scendere pochi gradini per scoprire che neanche un artista saprebbe dipingere così bene il degrado di un'umanità per cui una vita può valere 5 reais.
    Katia Cecconi
  • Vite senza nome
    Russia

    Vite senza nome

    Non c’è alcun motivo per occuparsi di loro: sono i barboni che vagano per le strade nell’inverno di Volgograd. L’alchool è fonte di nutrimento, resistenza, gioia momentanea ed autodistruzione, la morte è sempre in agguato.
    I loro nomi e le loro vite sono destinate a perdersi, ma per i volontari del Vagonchik, che improvvisano tutte le settimane una mensa calda, sono Grigorij, Svetlana, Sergej. Difficile restituire la dignità con un piatto caldo, ma porgerlo con gentilezza è un modo per farli sentire persone.
    Testo di Giuseppe Pellitteri; note di Mirella Zanon; foto di Marco Giovannetti
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