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Cile

Tre nuovi nomi per Villa Grimaldi

Il 13 maggio 2006 viene inaugurato presso Villa Grimaldi, luogo di tortura e di morte durante il regime Pinochet, oggi parco tematico per la pace, un muro che riporta i nomi di duecentotrenta desaparecidos. Eppure dopo 35 anni ancora non sono stati ritrovati molti corpi, e nessuno prende in considerazione le minoranze in sciopero della fame per i propri diritti.
Francesca Gavio (Casco Bianco a Santiago del Cile)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 05 giugno 2006

Quando i sopravvissuti, i parenti e gli amici dei desaparecidos, oltre a farsi giustizia, e a tentare che venga fatta giustizia, cercano di ricordare quello che è accaduto durante gli anni della dittatura del generale Pinochet, portano come uno dei risultati delle loro lotte, il ricordo di Villa Grimaldi. Questo luogo di tortura, detenzione e morte è stato trasformato in un luogo della memoria, destinato anche all'organizzazione di eventi culturali, come dice una canzone cilena "Porqué nunca mas en Chile (Perché mai piú in Cile)", perché, ricordando gli orrori e coloro che furono torturati e assassinati durante la dittatura, non si ripeta mai piú una simile aberrazione.

José Aldunate, sacerdote, uno dei fondatori della Corporacion Parque de la Paz Villa Grimaldi (Corporazione Parco della Pace di Villa Grimaldi), ci racconta come nasce Villa Grimaldi.
Alla fine degli anni '80 il Comité de Derochos Humanos de Peñalolen (Comitato per i Diritti Umani di Peñalolen(1) ) desiderava che la Villa si trasformasse in un luogo di memoria per ricordare tutti i desaparecidos e le persone che furono improgionate e torturate nella Villa. Tuttavia, come fu ovvio, i militari cercarono in tutti i modi di cancellare qualsiasi traccia degli orrori commessi al suo interno. Riuscirono a raggiungere il loro obiettivo, perché gran parte di essa fu distrutta. Tuttavia il Comitato riuscí ugualmente a riscattarla, perché nel Ministerio de la Vivienda (Ministero delle Costruzioni) del governo del Presidente Aylwin alcuni parlamentari stavano premendo perché si istitutisse un luogo della memoria. Di conseguenza fu il Ministero stesso che consegnó i soldi al Comitato perché comprasse la Villa.
Il sacerdote ricorda la festa di inaugurazione. L'episodio che rievoca con maggiore commozione è il lancio in cielo di 227 palloncini, corrispondenti ai 227 desaparecidos che furono detenuti, torturati e morirono all'interno di Villa Grimaldi. Il giorno della festa il cielo era coperto di nuvole, tuttavia quando i palloncini vennero lanciati, si aprì un varco che li fece passare e poi si richiuse dietro l'ultimo palloncino.
Don José Aldunate parla delle origini del luogo di memoria che ora é Villa Grimaldi in occasione, il 13 maggio di quest'anno, dell'inaugurazione di un nuovo muro sul quale sono scritti i nomi dei 227 desaparecidos detenuti, torturati e uccisi all'interno della Villa. Quei nomi sono riportati sul muro grazie alle testimonianze dei sopravvissuti.
Il muro, costituito da pannelli sovrastati dalla scritta "El olvido está lleno de memoria (L'oblio é pieno di memoria)" col tempo si era deteriorato. Dal momento che ulteriori testimonianze di ex detenuti e investigazioni della Brigata de los Derechos Humanos (Brigata dei Diritti Umani) hanno indicato altre tre persone detenute nella Villa, durante i lavori di ristrutturazione sono stati aggiunti anche i loro nomi. Sono Raúl Guillermo Cornejo Campos, Eulogio del Carmen Fritz Monsalvez e Máximo Antonio Gedda Ortiz. Di conseguenza al momento i nomi sul muro sono duecentotrenta.

Il 13 maggio 2006 il muro ristrutturato con l'aggiunta dei tre nomi è stato inaugurato.
Alla cerimonia hanno partecipato molti dei sopravvissuti e parenti dei desaparecidos, che ancora lottano per la veritá, anche perchè molti dei corpi non sono ancora stati ritrovati.
Attraverso vari interventi della giornata si comprende che sia i sopravvissuti sia i familiari delle vittime sono scoraggiati: infatti dopo 35 anni ancora non sono stati ritrovati molti corpi e occorrono episodi come quello del Patio 29 del Cementerio General (2), o ancora che tre mapuche condannati a dieci anni di carcere per la legge antiterrorista (3) e una simpatizzante della causa mapuche siano in sciopero della fame da 62 giorni(4) e nessuna istituzione quasi li prenda in considerazione.
Un membro dell'Associazione Hijos (Figli(5) ), a questo proposito, commenta che é come se i cileni avessero vissuto due golpe di stato: il primo ha portato il fenomeno dei desaparecidos, le torture, le uccisioni e il secondo é quello che tuttora si sta vivendo in Cile, ovvero l'ingiustizia. Quest'ultima puó far pensare che ció che è accaduto durante la dittatura militare sia caduto nell'oblio, tuttavia, come ricorda la frase di Mario Benedetti "L'oblio é pieno di memoria". Per questo motivo i parenti dei desaparecidos e i sopravvissuti continuano a ricordare i loro cari o le vicende che occorsero negli anni in cui Pinochet è stato al governo, e a rivendicare giustizia.

La cerimonia di inaugurazione del nuovo muro si conclude con la deposizione di garofani rossi accanto ai nomi dei desaparecidos da parte dei familiari e amici delle vittime.
Inoltre viene organizzata una visita guidata dagli stessi detenuti nella Villa. Nel giardino della Villa spicca La Torre, luogo di tortura e detenzione, dotata di piccole celle, un metro per ottanta centrimetri, dove i prigionieri venivano rinchiusi per giorni, bendati, anche in gruppi di quattro persone. Si puó immaginare la mancanza di aria, l'odore insopportabile delle proprie feci. I detenuti non potevano parlare tra di loro, perché, secondo le guardie, il rischio era quello di scambiarsi informazioni utili per i prigionieri o per altri 'sovversivi' non ancora detenuti.
Al pian terreno de La Torre ci sono disegni che rappresentano i tipici torturatori con gli elettrodi, le cellette di reclusione, la stanza dell'elettroshok, dove era presente un letto a castello, perché i soldati erano capaci di torturare anche due persone alla volta, in modo tale che oltre al dolore fisico, soffrissero anche per quello psicologico, perché nella maggior parte dei casi torturavano amici o parenti insieme.

Note:

1. Peñalolen é una Comuna di Santiago del Cile, dove si trova Villa Grimaldi
2. Il Patio 29 é un settore del Cimitero Generale di Santiago dove sono stati rinvenuti cadaveri di desaperecidos che erano stati sepolti come NN, perché presumibilmente non era possibile conoscere né i nomi né i familiari delle vittime. Lo scandalo del Patio 29 é dovuto al fatto che nel 1976 durante un discorso davanti alla Assemblea Generale dell'ONU, l'allora ambasciatore della dittatura Sergio Diez affermó che dell'elenco dei desaparecidos, 153 di essi non esistevano. I corpi di questi 153 desaparecidos sono stati rinvenuti nel Patio 29 del Cimitero Generale di Santiago. Molte le falsificazioni di documenti e certificati medici che vennero utilizzati per nascondere l'esistenza di questi cadaveri.
Oggi una commissione della Camera dei Deputati sta indagando sulle colpe e i fatti che ruotano attorno ai cadaveri rinvenuti nel Patio 29, se Diez operó da solo, chi lo aiutó a falsificare i documenti?
3. Lo sciopero della fame ha lo scopo di fare pressione sui politici perché votino un progetto di legge che modifichi i benefici a favore dei carcerati, inclusi i mapuche imprigionati per la legge antiterrorista, ereditata dalla dittatura. I tre mapuche Patricia Troncoso, Juan Carlos Huenulao e Juan Patricio Marileo sono stati condannati per "incendio terrorista" e devono risarcire 453 milioni di pesos alla Forestal Mininco, proprietaria del bosco che presumibilmente avrebbero incendiato. Secondo il popolo mapuche, essi sono stati 'puniti' dal governo per le loro rivendicazioni territoriali e culturali.
4. Conteggio al 13 maggio.
5. Associazione di figli di desaparecidos.

Sitografia

http://www.lanacion.cl
http://www.liberacion.cl
http://www.puntofinal.cl
http://www.santiago.indymedia.org
http://www.villagrimaldicorp.cl

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