ECUADOR - FOCSIV
SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: AMBATO (vol. 2), COTACACHI (vol. 5), CUENCA (vol. 4), ESMERALDAS (vol. 3), MUISNE (vol. 2), PUERTO LOPEZ (vol. 2), QUITO (vol. 12), SANTO DOMINGO DE LOS COLORADOS (vol.1), TENA (vol. 4)
1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
La cronica instabilità politica che caratterizza la vita istituzionale del Paese ostacola una chiara legittimazione del processo democratico che si sta faticosamente tentando di affermare. Dal 1996 si sono succeduti alla guida del Paese otto presidenti, destituiti da colpi di stato o da proteste popolari, determinando una continua destabilizzazione del potere politico con tutto ciò che ne consegue in termini di programmazione politico-economica e di attuazione di riforme strutturali di cui lo Stato necessita. Da aprile 2005 alla guida del Paese è Alfredo Palacio salito al potere dopo la destituzione di Lucio Gutiérrez, ma in autunno ci saranno nuove elezioni. La percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà è aumentata a seguito della crisi economica verificatasi a fine anni ’90 e rimane tuttora un dato preoccupante (45%). Secondo l’ultimo rapporto UNDP, l’indice di sviluppo umano nel Paese è pari a 0,759 collocando l’Ecuador all’82° posto nella classifica mondiale. Le disuguaglianze sociali presenti nel Paese sono particolarmente evidenti in riferimento alle comunità indigene e afro-ecuadoriane che vivono in condizioni più disagiate rispetto al resto della popolazione e con maggiori difficoltà per l’accesso ai servizi. Nel Paese sono presenti 11 diverse etnie indigene e la loro presenza è concentrata principalmente nelle zone rurali, dove risulta esserci una maggiore percentuale di povertà rispetto ai centri urbani. Considerando le tre aree regionali che compongono l’Ecuador (la Costa, la Sierra e la Region Amazónica) la Sierra registra i livelli di indigenza più elevati. Le difficoltà di vita nelle zone rurali hanno incentivato negli ultimi anni il fenomeno di migrazione verso le città comportando una concentrazione di popolazione nelle due principali città del Paese, Quito e Guayaquil, in cui si registrano difficoltà di adattamento della popolazione migrante a causa del difficile inserimento lavorativo e delle precarie condizioni di vita. A livello occupazionale il tasso di disoccupazione nel Paese è del 9,7% ma a questo deve aggiungersi un tasso di sottoccupazione che è del 47%. L’attuale contesto politico ed economico dell’Ecuador risente della crisi economica che si è verificata alla fine degli anni ’90 quale conseguenza di una sbagliata gestione economica dei Governi succedutisi alla guida del Paese e che si è aggravata a seguito dell’emergenza ambientale provocata dal fenomeno de El Niño (fenomeno che si ripete ciclicamente). Al fine di frenare gli effetti di una crisi economica così grave nel 2000 è stato introdotto il dollaro quale valuta legale nel Paese. La dollarizzazione se da un lato ha permesso all’Ecuador in questi anni di contenere l’inflazione e di tentare di stabilizzare l’economia del Paese, dall’altro lato ha comportato un inasprimento della politica fiscale ed una riduzione del livello di competitività dell’economia ecuadoriana a danno delle esportazioni e della produzione locale. Inoltre non essendo state implementate politiche pubbliche in grado di sostenere processi di sviluppo nel Paese ed essendo stata drasticamente ridotta la spesa pubblica e gli investimenti in ambito sociale, la maggior parte della popolazione ha risentito negativamente degli effetti della dollarizzazione. L’economia ecuadoriana continua ad essere fortemente dipendente dalle risorse petrolifere che rappresentano il 40% delle entrate finanziarie provenienti dalle esportazioni del Paese, dipendenza che comporta la vulnerabilità dell’economia del Paese alle fluttuazioni del prezzo del petrolio sul mercato internazionale. Se negli ultimi anni il Paese ha potuto beneficiare del rincaro del prezzo del petrolio, questo trend positivo non è stato accompagnato da una più equa distribuzione delle ricchezze tra la popolazione, per cui risultano ancora molto forti le divisioni sociali ed i differenti livelli di povertà presenti nel Paese.
2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
AMBATO
Con circa 220.000 abitanti, capoluogo della provincia di Tungurahua, Ambato è una cittadina commerciale molto animata. L'attività economica è dinamica, con un mercato agricolo indigeno molto sviluppato. Ambato è conosciuta come la città dei fiori e della frutta e rifornisce più del 55% del mercato ecuadoriano ortofrutticolo. L’agricoltura costituisce la principale attività economica della zona nella quale è impiegato il 40% della popolazione economicamente attiva. Circa il 40% delle terre è destinato ad attività agricole e al pascolo. La varietà del suolo permette infatti una produzione agricola diversificata e abbondante, soprattutto di cereali, ortaggi, tuberi, fiori e frutta. La zona di Ambato, insieme alle province di Azuay e Manabì, costituisce il secondo blocco industriale più importante del Paese con circa cento piante industriali; Le attività industriali più diffuse sono il tessile e il conciario. Ambato è la città commerciale per eccellenza, dotata di piccole e medie industrie. Proprio questa è la causa principale della crescita esponenziale delle zone abitate che oggi si estendono fino a lambire le colline adiacenti. Il tasso di crescita demografico nel settore urbano è del 3,19% mentre nel settore rurale è del 1,95%. Questa crescita è dovuta in particolare alle forti migrazioni interne da parte degli indigeni che abbandonano i campi e i luoghi d'origine, per insediarsi nella grande città, perdendo così parte della loro identità originaria e facendo i mestieri più umili come lustrascarpe, spazzini o venditori ambulanti. Il guadagno percepito spesso non basta nemmeno per la sussistenza, motivo per cui alcuni hanno fatto della strada la loro casa con gravi conseguenze socio-economiche e culturali.
In questo contesto territoriale si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Tutela infanzia ed adolescenza
COTACACHI
Cotacachi è un cantone che fa parte della provincia di Imbabura. Con una estensione territoriale di 1725,7 km² ed una popolazione di 37.215 abitanti, costituisce il cantone più grande della provincia. Politicamente ed amministrativamente è diviso in tre zone: 1) Zona urbana, nella quale la principale attività economica è l’artigianato, ed in particolare la lavorazione del cuoio, seguito dal turismo; 2) Zona Andina, nella quale la principale attività economica è l’agricoltura; 3) Zona di Intag, dove predomina l’agricoltura, in particolare l’agricoltura biologica, e l’ecoturismo, grazie alle grandi estensioni di boschi primari, minacciati peraltro dallo sfruttamento minerario. Cotacachi è una zona ad alta marginalità. Ciò si riflette sui principali indicatori socio-economici del cantone più povero della Provincia di Imbabura: il 78% della popolazione è povera mentre il 52% vive in condizioni di indigenza. Le due principali cause di povertà nella zona rurale di Cotacachi sono la distribuzione ineguale della terra e la mancanza di impiego sicuro. I piccoli appezzamenti familiari hanno problemi di scarsità d’acqua per irrigare i campi e scarsa produzione e, di conseguenza, una mancanza di sicurezza alimentare degli abitanti. Inoltre, gli agricoltori affrontano condizioni ingiuste nell’accesso ai mercati, a causa di fenomeni di concorrenza sleale (dumping) messi in atto da Paesi vicini, e sono vittime dei problemi ambientali quali il degrado dell’altipiano, l’uso eccessivo di fertilizzanti, la contaminazione dell’acqua e la perdita di fertilità del suolo La conseguenza di tutto ciò é che il 60% dei capi famiglia dell’area rurale migra periodicamente, per offrirsi come mano d’opera nel settore edilizio o nell’agricoltura intensiva. Tutto questo comporta problemi socio-culturali come la disgregazione dei nuclei familiari, la perdita di valori e l’indebolimento della organizzazione della comunità e della identità culturale.
In questo contesto territoriale si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Sviluppo Rurale
CUENCA
Cuenca è la terza città più grande dell’Ecuador con 450.000 abitanti ed è situata sulle Ande meridionali a 2500m di altitudine. Nel 1999 è stata dichiarata dell’UNESCO patrimonio dell’umanità per il suo centro storico coloniale che è il più grande del paese. Nel 1998 la città che è stata caratterizzata da un forte flusso migratorio verso l’estero: i giovani e parte della classe media produttiva hanno deciso di spostarsi in Nord America ed Europa. La rimesse hanno permesso di investire molto sull’educazione, portando il tasso d’istruzione primaria ad essere il più alto del Paese con un 93%, riducendo così il tasso di analfabetismo al 6%. Si è puntato molto anche sul lavoro delle donne e sulla non precarietà lavorativa maschile permettendo così una maggiore stabilità familiare ed economica che ha portato ad una diminuzione della migrazione, della povertà che è sceso al 34% e dell’indice di denutrizione infantile che è sceso al 32%. Attualmente, nonostante la diminuzione del flusso migratorio verso i Paesi industrializzati, la città si trova ad affrontare il problema della migrazione interna dalle zone rurali verso la città. Questo fenomeno ha aumentato sensibilmente il tasso di crescita della popolazione (3,8%), che si è raddoppiato negli ultimi quindici anni. Cuenca è il più importante centro di produzione di ceramiche, lavorazione artigianale di metalli preziosi e produzione di cappelli. Il settore industriale è caratterizzato da fabbriche di vario tipo, in particolare: ceramiche, liquori, carta, prodotti alimentari, tappezzeria ed assemblaggio. Il settore industriale come quello artigianale sono di forte propulsione per il commercio non solo nazionale ma estero.
In questo contesto territoriale si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Buon Governo e Cittadinanza.
ESMERALDAS
Esmeraldas è la provincia più povera dell’intera costa ecuadoriana; la popolazione è in maggioranza nera, vive in una situazione di emarginazione dai processi produttivi e decisionali. Questa situazione è accentuata dalla cultura locale che non vede una partecipazione attiva alla vita sociale e politica. L'ospedale cittadino è una struttura fatiscente che non assolve minimamente alla sua funzione, sia perché negli anni è stato privato di tutte le apparecchiature e suppellettili che per il disinteresse del personale statale che dovrebbe gestirlo. Questi problemi incidono notevolmente non solo sulla qualità della vita, ma anche sulle aspettative di vita della popolazione esmeraldegna. La mortalità infantile è molto alta; c'è una grande denutrizione e mal nutrizione. La popolazione di Esmeraldas, sembra che stia vivendo in pieno questa fase di disgregazione sociale documentata dalla paralisi dello sviluppo delle opportunità produttive, causa e conseguenza della generale crisi economica che ha colpito l’intero paese andino. In questa situazione i bambini subiscono le conseguenze più gravi; molti di loro sperimentano la catastrofe esistenziale della mancanza di un contesto familiare in grado di determinare un progetto educativo essenziale per tracciare una ipotesi positiva sul proprio futuro. In particolare emergono le gravissime difficoltà in cui si trovano i bambini affetti da disabilità motorie, sensoriali e cognitive. In questo contesto territoriale si lavorerà nel settore d’intervento “tutela infanzia ed adolescenza”.
MUISNE
Il cantone Muisne fa parte della provincia di Esmeraldas e si trova ad 85 km a sud di Esmeraldas, capoluogo di provincia, e a 375km da Quito, la capitale del paese. Il capoluogo del cantone è l’isola di Muisne, che si trova sulla sponda sinistra del fiume omonimo, a sud del Capo di San Francisco, sul lato occidentale la sua spiaggia è bagnata dall’oceano Pacifico. La città è separata per circa 300m dal continente dal fiume Muisne, dal lato opposto è situata la Nuova Muisne conosciuta come “el Relleno”. Con una superficie di 20 kmq Muisne è completamente pianeggiante, il suolo è di natura arenosa e molto fertile. I prodotti principali sono mais, fagioli, cotone, piante oleaginose, agrumi, palma africana, riso ed una grande varietà di frutta. Le terre del Cantone si prestano, inoltre, all’allevamento che è in maggioranza bovino. Lo sviluppo di Muisne è sempre stato legato alle sue risorse naturali; la sua caratteristica rurale incide in questo. I settori urbani non hanno avuto un ruolo dinamico per la sua economia anche se il tasso di crescita annuale della popolazione urbana è del 2%, superiore al ritmo di crescita annuale della popolazione totale del cantone. L’isola di Muisne è il centro amministrativo del cantone però non è un motore che stimola lo sviluppo del cantone. Il tasso di povertà è altissimo pari all’82% e riflette lo scarso sviluppo della zona, la denutrizione infantile è al 33,4% mentre la denutrizione cronica è del 57%. L’istruzione primaria è del 53,6% ed il tasso di analfabetismo è del 14,8%.
In questo contesto territoriale si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Ambiente e Foreste.
PUERTO LOPEZ
Il cantone Puerto Lopez si trova nella parte centro-occidentale della costa ecuadoriana, all’interno della provincia di Manabí. Si tratta di un piccolo porto di pescatori con una estensione di 449 kmq all’interno dei quali si trova il Parque Nacional Machalilla (PNM), una delle 35 aree protette che fanno parte del Sistema nazionale di Aree Protette dell’Ecuador. Il PNM ha una estensione di 56.184 ettari, di cui 41.754 sulla terra ferma e 14.430 marini. La zona marina comprende due miglia di larghezza lungo la fascia costiera del Parco, comprendendo peraltro le isole di Salango e La Plata nonché altre isole minori. La zona terrestre, invece, occupa gran parte del sistema idrografico della cordigliera Chongón-Colonche, con una altitudine che varia tra zero e 840 metri sopra il livello del mare.
In questo contesto territoriale si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Ambiente e Foreste.
QUITO
Quito, capitale dell’Ecuador situata a 2850 m di altitudine, si trova sulla linea dell’equatore adagiata nel cuore di un’alta valle della cordigliera andina centrale. È una città dalla splendida architettura coloniale, tanto da costituire la prima capitale al mondo ad essere stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità. La popolazione è di circa 1.500.000 abitanti, con un tasso di crescita del 2,7%. La zona della città in continua espansione è quella settentrionale mentre quella più industriale e popolare è la parte sud-occidentale. Questa situazione rispecchia gli enormi contrasti sociali della città che spesso appare divisa in due: a nord la classe agiata, costituita da grandi produttori, banchieri, dirigenti pubblici e privati; a sud, in condizioni di povertà estrema, senza acqua potabile né fognature né accesso al sistema sanitario o educativo, vive la maggioranza della popolazione indigente, spesso indigeni provenienti dalle zone rurali. Il fenomeno di migrazione interna, dalle periferie e dalle zone rurali verso la capitale, rappresenta infatti il principale problema dell’urbanizzazione che negli ultimi dieci anni ha caratterizzato Quito, comportando tassi di povertà estrema fino all’80% nei quartieri marginali del sud della capitale. Nell’area urbana il tasso di analfabetismo è del 3,6%, ma nei quartieri del sud la percentuale sale fino al 15,3%. Rispetto all’occupazione, il tasso di lavoratori informali è del 48,83% mentre il tasso di disoccupazione è del 10,02%, con gravi conseguenze sociali che fanno di Quito una delle città più pericolose del paese. Il settore dei servizi è quello che dà maggiore occupazione, con circa 300.000 persone impiegate, mentre il settore meno sviluppato è il settore agricolo nel quale sono impiegate appena 80.000 persone. Insieme a Guayaquil, a Quito si concentra la quasi totalità della produzione industriale ecuadoriana. I settori più sviluppati sono: il settore alimentare, l’industria tessile, la lavorazione del cuoio, le industrie metallurgiche e siderurgiche. In tutto questo apparato produttivo è impiegato, in modo formale o informale, il 44% degli abitanti. Il suolo ed il sottosuolo sono di origine vulcanica, ricchi di minerali e argilla, ed è quindi un’importante zona di cave per l’estrazione di materiali da costruzione e minerali. In questo territorio si interverrà nei settori “donne e sviluppo, “educazione ed istruzione”.
SANTO DOMINGO DE LOS COLORADOS
Il cantone di Santo Domingo de Los Colorados si trova nella regione di Pichincha, tra la costa e la sierra, 3 ore a sud-ovest di Quito. La città, che si trova a tre ore da Quito, è situata a 550m slm ed ha una popolazione di circa 270.000 abitanti ufficialmente censiti dei quali circa 3.000 indigeni Tsachila che è una delle poche etnie pre-incaiche che è riuscita a conservare la sua cultura e le sue tradizioni. Il clima è umido di tipo tropicale e le principali coltivazioni sono il banano, la palma, l’ananas, il cacao e il caffé. L’economia è prevalentemente basata sul commercio dei prodotti agricoli, ma diversi fattori, tra cui la forte immigrazione e l’altissimo tasso di natalità (soprattutto in contesti più marginali) incidono sull’alto livello di povertà della città. La città è in continua espansione grazie alla posizione geografica di transito tra la costa e la capitale ed è infatti un nodo strategico di passaggio e di trasporto. Santo Domingo si è sviluppata negli ultimi 40 anni in modo talmente rapido da non permettere uno sviluppo urbanistico razionale. É inoltre caratterizzata da una buon numero di rifugiati colombiani.
In questo contesto territoriale si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Diritti Umani e Sviluppo Sociale.
TENA
La città di Tena che si trova a 512 metri sul livello del mare, è situata nell’area settentrionale dell’Amazzonia ecuadoriana ed appartiene alla provincia di Napo della quale è la capitale. Presenta un clima caldo umido, tipico della regione amazzonica, mitigato dalla presenza dei fiumi Napo e Pano. La città ha un’estensione di 4.64 kmq ed è caratterizzata da una popolazione ufficiale di 52.515 abitanti dei quali 20.588 risiedono nell’area urbana e 31.927 nel settore rurale e nelle aree urbano-marginali. Il 51% della popolazione è di sesso maschile mentre il 49% rappresenta la popolazione femminile. Il tasso di analfabetismo è superiore all’11%. Da un punto di vista economico, la città presenta un elevato sviluppo turistico in quanto porta di accesso all’Amazzonia ecuadoriana ed è quindi caratterizzata da un buon numero di strutture ricettive alberghiere e da un’ampia offerta di servizi turistici; mentre i servizi basici rivolti alla popolazione locale sono minimi e di difficile accesso.
In questo contesto territoriale, si lavorerà nei seguenti settori d’intervento: Ambiente e Foreste, Tutela infanzia ed adolescenza.
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
DONNE E SVILUPPO
La situazione della donna in Ecuador è contraddistinta da profondi cambiamenti nell’ultimo secolo. Ai movimenti iniziali a favore del riconoscimento dei loro diritti civili e politici si è aggiunta la lotta per le pari opportunità e per il pieno esercizio dei propri diritti economici sociali e culturali. Numerose organizzazioni dentro e fuori il settore pubblico sono impegnate nel promuovere una presa di coscienza sociale e nel promuovere riforme giuridiche in favore delle donne, ottenendo importanti risultati nei settori dell’educazione, della salute e del lavoro, della partecipazione della donna alla vita politica e dei problemi inerenti la violenza domestica. Il 19 marzo 1997 il governo ecuadoriano incorporò nel piano nazionale di sviluppo una serie di politiche e obiettivi diretti a diminuire la povertà, eliminare la violenza contro le donne ed incrementare la partecipazione della donna nello sviluppo, nella politica e nel processo di partecipazione sociale. Nonostante alcune importanti leggi sulle pari opportunità, la discriminazione di genere resta comunque radicata nella vita sociale e nella cultura locale portando le donne ad essere emarginate. Secondo dati nazionali del 2005, il 16,6% delle donne ha un’istruzione media superiore mentre quella degli uomini è del 64%. La minor istruzione e specializzazione delle donne comporta maggiori difficoltà nel trovare un lavoro ben remunerato. La ricerca di un impiego, peraltro, viene spesso negata alle donne a causa di un maschilismo imperante che vuole la donna al centro della famiglia ma ai margini della società. Risulta infatti che nel settore urbano ci siano 2,2 donne disoccupate per ogni uomo nella stessa situazione mentre il guadagno a parità di prestazione è pari al 65,6% di quanto percepito dagli uomini. Molto diffusa inoltre è la violenza contro le donne che è un problema generalizzato in modo trasversale a tutti i livelli sociali del paese ed include fenomeni di abuso sessuale, violenza domestica fisica e psicologica e la discriminazione sessuale sul lavoro. Il 64% delle donne dichiara di aver subito violenze ed abusi in casa da parte del marito; di queste il 38% viene maltrattato sistematicamente. A fronte di una situazione particolarmente drammatica, sono però pochissime le denunce di tali abusi per paura e per mancanza di alternativa ad una vita vissuta in casa dal marito.
AMBIENTE E FORESTE
L’Ecuador è il paese con la maggior biodiversità al mondo per estensione territoriale. Uno dei più gravi problemi ambientali che caratterizza l’Ecuador è la deforestazione: negli altipiani è scomparsa infatti gran parte della foresta spontanea, di cui restano soltanto alcune macchie presenti soprattutto in riserve naturali private. Lungo la costa, sono quasi totalmente scomparse le foreste di mangrovie che, oltre a costituire una barriera naturale per fenomeni atmosferici pericolosi come il Niño, ospitavano una gran varietà di specie marine e costiere che sono state eliminate per fare spazio a piscine artificiali destinate all’allevamento dei gamberi: dei 362.802ha originari ne rimangono solo 108.000ha con una percentuale di distruzione del 70%. Circa il 95% delle foreste che ricoprono le pendici e le pianure occidentali sono state trasformate in terreni agricoli dove predominano le piantagioni di banane. Queste foreste presentano una biodiversità difficilmente riscontrabile in altre parti dl pianeta con numerosissime specie endemiche; innumerevoli specie si sono sicuramente estinte prima ancora di essere identificate. Oggi si sta cercando di conservare il poco che è sopravvissuto nelle riserve naturali private e nazionali. Sebbene gran parte della foresta pluviale amazzonica dell’Ecuador si conservi intatta, la sua esistenza è fortemente minacciata dalla frammentazione del territorio. Dopo la scoperta dei giacimenti petroliferi sono state costruite numerose infrastrutture che hanno permesso l’ingresso in zone protette di numerosi coloni, impiegati nell’estrazione petrolifera, con conseguente aumento esponenziale della deforestazione. La principale causa della distruzione di queste foreste è la raccolta di legname a fini commerciali seguita dall’allevamento del bestiame. La scomparsa del manto boschivo determina l’erosione del suolo che viene trascinato via dai fiumi e dalla pioggia, lasciando un suolo più povero. I tentativi di combattere l’erosione e la conseguente desertificazione con il ricorso ai fertilizzanti artificiali, nel tentativo di ricoltivare queste aree, ha contribuito all’inquinamento dei fiumi, peraltro già minacciati abbondantemente dalle attività di esplorazione ed estrazione petrolifera. Le comunità indigene ancestrali, che da sempre utilizzano i fiumi come fonte di approvvigionamento, vedono oggi la loro sopravvivenza seriamente minacciata da queste ed altre sostanze inquinanti. Purtroppo però il governo continua ad autorizzare queste attività, incoraggiando la colonizzazione e il disboscamento senza preoccuparsi troppo delle foreste, dei fiumi, della flora, della fauna e degli abitanti.
BUON GOVERNO E CITTADINANZA
I governi locali dell’Ecuador contano con amministrazioni con limitata autonomia che, partendo da una bilancio economico negativo, cercano alternative per affrontare processi di cambiamento. Dalla metà degli anni ’90 si è così avviato un processo di partecipazione cittadina attraverso il quale la popolazione contribuisce attivamente a definire le politiche locali e l’utilizzo di tutte o di una parte delle risorse economiche pubbliche. Molto prima dunque del primo Social Forum Mondiale che a Porto Alegre, in Brasile, ha avviato un dialogo a livello internazionale sui temi del buon governo e della cittadinanza, in Ecuador ha preso il via un processo di democrazia diretta e volontaria, dove la popolazione può discutere e decidere sulle politiche pubbliche, iniziando così a svolgere un ruolo attivo e da protagonista nella politica locale. In questo tipo di gestione si danno priorità ai settori sociali, per migliorare gli accessi ai servizi basici come la salute e l’educazione, migliorando i trasporti e le infrastrutture di base. Tutto ciò migliora la trasparenza della gestione amministrativa degli enti locali coinvolti e l’efficacia della spesa pubblica, costringendo funzionari e dirigenti pubblici ad una maggiore responsabilità e generando una maggiore fiducia tra gli abitanti ed il governo. Ad oggi, in tutto il Paese 23 comuni, tra cui Orellana, Zamora e Cuyabeno nella foresta amazzonica e Cuenca, Ibarra e Cotacachi sulle Ande, fanno parte di una rete di municipi che si propone di implementare i principi dell’Agenda Locale 21 (Rete AL 21). La rete dell’Agenda rappresenta il 48% del territorio ecuadoriano ed ha un ruolo politico importante a livello nazionale e internazionale per la gestione delle risorse naturali e per i servizi ambientali che offre. La rete lavora sui progetti di produzione di attività agro-produttive, attraverso i quali si è stabilita una linea operativa unica in ogni comune mediante le unità municipali di sviluppo sostenibile che coinvolgono i vari attori locali.
DIRITTI UMANI E SVILUPPO SOCIALE
A partire dagli anni ‘80, dalla società civile e dalle distinte istituzioni governative ecuadoriane si evidenzia un’accentuata preoccupazione circa i fenomeni migratori in continua ascesa. In Ecuador si possono identificare vari tipi di migrazione: la migrazione interna permanente, che è la conseguenza diretta di un sostenuto processo di urbanizzazione che si osserva in tutto il Paese; la migrazione internazionale, caratterizzata dai flussi sud-nord dai Paesi in via di sviluppo a quelli industrializzati. In ogni caso si tratta di un fenomeno in crescita che include sempre più le donne, conseguenza diretta di una situazione di insicurezza sociale, di povertà, di mancanza di opportunità di lavoro che ha imposto al 20% della popolazione di emigrare. Una realtà che si aggrava a causa del diffondersi di fenomeni strutturati di sfruttamento quali la tratta di esseri umani ed il coyoterismo. Molte associazioni ecuadoriane stanno promuovendo un programma di attenzione e prevenzione su alcuni temi specifici inerenti la migrazione, la xenofobia, il razzismo, lo sfruttamento del lavoro ed il traffico di persone. Le risorse economiche impiegate in questi settori rimangono però limitate rispetto alla dimensione del problema.
La crisi economica del 1999, dovuta all’indebitamento estero e all’iperinflazione e accentuata da fenomeni strutturati di corruzione ed ingovernabilità, ha costretto molti ecuadoriani a lasciare il paese alla ricerca di migliori opportunità in Nord America ed in Europa. Si calcola che oggi circa 2,5 milioni di ecuadoriani vivano all’estero. Per quanto riguarda la situazione del Paese, oltre alla migrazione all’estero è diffusissimo il fenomeno di migrazione interna verso i centri urbani alla ricerca di migliori condizioni di vita e ciò ha portato ad un aumento dello sfruttamento del lavoro nei centri urbani ed un aumento della discriminazione sociale nei confronti dei nuovi venuti. Fortissima infine è l’immigrazione dalla Colombia, a causa di una guerra che dura da 40 anni e che ha causato circa 250 mila rifugiati dichiarati trasformando l’Ecuador nel Paese con il maggior numero di rifugiati dell’America Latina. A questa situazione di emergenza, a cui il Paese era impreparato, adesso si sta cercando di rispondere diffondendo strumenti di integrazione e di tutela legale per i rifugiati e si cerca di preparare la popolazione locale all’accoglienza.
SVILUPPO RURALE
Le politiche di sviluppo rurale sono state implementate nel Paese a partire dagli anni ’70 con la Missione Andina del Ecuador (MAE) che ha concentrato il suo intervento soprattutto a favore della popolazione indigena della Sierra. Il MAE, concepito come un programma di integrazione tra i produttori indigeni e il mercato internazionale, non ha portato risultati positivi da un punto di vista produttivo, ottenendo però un esito insperato dal punto di vista organizzativo della popolazione rurale. Inizialmente il problema indigeno era visto, infatti, come parte del problema dei contadini in generale e quindi non era oggetto di una politica specifica. Recentemente, a partire dagli anni ‘90, si è iniziato a trattare il problema dello sviluppo rurale indigeno come un problema sociale. La creazione del progetto di sviluppo delle popolazioni indigene e afro-ecuadoriane dell’Ecuador (PRODEPINE), nel 1995, segna una rottura con la concezione e la pratica dello sviluppo rurale e per la prima volta si elabora un progetto specifico di sviluppo per questi gruppi emarginati. Questo progetto è stato disegnato per appoggiare finanziariamente piccoli progetti produttivi e per sostenere le organizzazioni contadine a livello nazionale, in modo da rafforzare l’associazionismo comunitario. Sono nati così i primi progetti basati sul microcredito, che hanno consentito uno sviluppo graduale e comunitario delle popolazione locali, incrementando le capacità di azione collettiva dei contadini ed aumentato il livello di professionalità dei contadini. L’attenzione prestata negli ultimi anni al tema dello sviluppo rurale, ha permesso inoltre di sfruttare al meglio le risorse umane ed economiche e far fronte così alle esigenze della popolazione locale, tanto da trasformare l’agricoltura in una delle voci principali del prodotto Interno Lordo, sul quale incide per il 14%.
TUTELA INFANZIA ED ADOLESCENZA
Secondo gli ultimi dati ufficiali, il 63% della popolazione minore di 18 anni vive al di sotto della soglia di povertà, mentre la popolazione da 0 a 14 anni corrisponde al 33% della popolazione. Più di tre milioni di bambini appartengono a famiglie che non riescono a far fronte ai fondamentali bisogni basici quali l’alimentazione, l’abitazione, l’educazione e la salute. Secondo quanto stimato dall’INFA (Istituto Nazionale del Bambino e della Famiglia) si ritiene che più di un milione di bambini ecuadoriani lavori per sopravvivere e mantenere la propria famiglia. Almeno il 90% dei bambini appartenenti a famiglie povere è denutrito e svolge attività commerciali informali, impiegati come venditori ambulanti e lustrascarpe. Ogni giorno questi bambini sono esposti a fenomeni di violenza familiare, abusi sessuali, droghe, prostituzione infantile. Molti lavorano a partire dai 4 anni e rimangono in strada fino a tredici ore al giorno. Lo sfaldarsi di molte famiglie, causato principalmente dall’emigrazione del 20% della popolazione negli ultimi sei anni, ha portato ad un’ampia diffusione del fenomeno dei ragazzi di strada e ad una realtà dove la normalità è costituita da famiglie matriarcali: gli uomini sono assenti e le donne si trovano così costrette a farsi completamente carico della sussistenza della famiglia, con una conseguente mancanza d’attenzione prestata all’educazione dei figli ed una diffusione costante di situazioni d’abbandono di minori. Secondo i dati del ministero del Lavoro, il 99% del lavoro domestico in Ecuador è portato avanti dalle donne mentre è in continua ascesa il numero di bambine che in casa si occupa delle faccende domestiche e della cura dei fratelli minori. Situazioni drammatiche che si sono moltiplicate in seguito alla crisi economica del 1999 e che hanno accresciuto in circa un milione di bambini e adolescenti ecuadoriani un senso di abbandono e di frustrazione che li ha spinti a ricercare nella strada nuovi e più validi punti di riferimento.
4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
Sviluppandosi il progetto in più contesti territoriali, elenchiamo di seguito gli ambiti di realizzazione dei vari interventi (indicati in base alla località, al Partner locale identificato per ciascun intervento) al fine di poter analizzare successivamente, per ogni ambito di realizzazione, gli obiettivi specifici che l’intervento si prefigge di raggiungere:
AMBATO – CEE
- Favorire lo sviluppo delle capacità e facoltà dei bambini e degli adolescenti “lavoratori di strada”, quale garanzia di una società civile locale solidale e di pace.
COTACACHI – ASSEMBLEA CANTONALE COTACACHI
- Rafforzare il processo democratico e partecipativo in atto nel territorio di Cotacachi nell’ambito della promozione dell’intercultura tra i popoli del cantone, appoggiando le esperienze locali di informazione e comunicazione sociale quali il Periodico “Intag” e il “Cotacachi Siglo XXI construyendo la nueva historia”
- Promuovere il settore economico del turismo rurale e comunitario del Cantone Cotacachi come modello di sviluppo ecosostenbile del territorio locale e delle sue risorse naturali;
- Promuovere il settore del turismo ecologico quale nuova fonte di reddito per le aree rurali e urbani di Cotacachi e quale valorizzazione ecoturistica dell’Ecuador
- Nell’ambito dell’iniziativa ”Sistemi sostenibili di produzione e commercio per il consolidamento economico di Cotacachi” (finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano) si intende favorire l’aumento del reddito di 800 famiglie dell'area rurale di Cotacachi attraverso la promozione della gestione sostenibile del settore agro-alimentare e della commercializzazione di filiera
- Nell’ambito dell’iniziativa “Cuenca del Río Ambi” (finanziato dall’Unione Europea) si intende favorire il processo di decentralizzazione della gestione ambientale nei cantoni di Cotacachi ed Urcuquì attraverso: a) lo sviluppo delle competenze locali istituzionali del Ministero dell’Ambiente e dei governi locali; b) la crescita della partecipazione cittadina; c) il sostegno ai progetti ambientali locali.
CUENCA – CEE
- Offrire assistenza integrale alle donne che hanno subito violenza e si trovano in situazioni di rischio;
- Sensibilizzare l’opinione pubblica locale sul ruolo della donna nel contesto sociale, politico ed economico locale promuovendo iniziative di lobbying orientate all’avvio di una politica di tutela legale e valorizzazione sociale della donna nella società locale;
CUENCA – UN-HABITAT
- Riduzione della povertà e dell’esclusione sociale della popolazione locale mediante la promozione di una politica abitativa di tipo efficiente, partecipativa e trasparente.
ESMERALDAS – UN-HABITAT
- Riduzione della povertà e dell’esclusione sociale della popolazione locale mediante la promozione di una politica abitativa di tipo efficiente, partecipativa e trasparente.
ESMERALDAS - HIAS
- Favorire un’integrazione sociale ed economica dei rifugiati stranieri nella società ecuadoriana a garanzia dei diritti di dignità umana e solidale.
ESMERALDAS - OIM
- Offrire assistenza in programmi di emergenza e soluzioni efficaci e di breve termine ai colombiani costretti ad abbandonare il proprio Paese a causa del conflitto e alla ricerca di rifugio in Ecuador.
MUISNE – C. CONDEM
- Implementare unità produttive nelle mangrovie e nel bosco umido tropicale, come misura urgente per ricambiare e ossigenare queste risorse, generando alternative produttive concrete che migliorino le condizioni di vita degli abitanti del cantone.
PUERTO LOPEZ – MINISTERO AMBIENTE
- Generare sviluppo sociale e territoriale a partire dalla conservazione delle risorse naturali, marine e terrestri, e dal coinvolgimento delle comunità locali.
QUITO – C-CONDEM
- Sviluppare una proposta di gestione comunitaria per il recupero, la conservazione e la difesa delle mangrovie;
- Appoggiare azioni comunitarie di difesa dell’ecosistema;
- Elaborare proposte di diffusione, socializzazione e sensibilizzazione relazionate al problema della devastazione delle mangrovie;
- Coinvolgere le istituzioni locali e nazionali e la popolazione nel recupero e conservazione delle mangrovie;
- Migliorare la qualità della vita delle popolazioni native;
- Favorire una coesione sociale e culturale delle popolazioni indigene delle aree devastate;
- Promuovere un modello di sviluppo sostenibile a tutela e valorizzazione dell’ecosistema delle mangrovie nel rispetto dei diritti ancestrali dei popoli nativi;
QUITO – CEDENMA
- Rafforzare i programmi portati avanti da organizzazioni locali a livello nazionale, in beneficio dell’ecologia, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
- Rappresentare con voce e voto alle organizzazioni non-governative ambientaliste ecuadoriane in diverse istanze statali di decisione o consulta, come: la Commissione Nazionale di Coordinamento del Sistema Decentralizzato di Gestione Ambientale, il Consiglio Nazionale di Sviluppo Sostenibile, il Consiglio del INGALA, la Autorità Interistituzionale di Gestione della Riserva Marina Galápagos, il Fondo Ambientale Nazionale, il Comitato Nazionale del Clima, il Comitato Nazionale per la Gestione dei Prodotti Chimici Pericolosi, la Giunta Direttiva dell’INIAP e altre entità e progetti nazionali e internazionali.
QUITO – CEE
- Favorire il rispetto delle identità culturali e religiose dei migranti e dei rifugiati attraverso la promozione dei diritti umani e della libera circolazione delle persone nel paese.
QUITO – CEE FUNDEPORTE
- Migliorare il livello educativo e sociale, con l’aumento dell’autostima personale e del valore della persona in modo da trovare alternative sostenibili alla scelta della strada;
- Accrescere il livello formativo e professionale, con l’offerta di strumenti adeguati per un futuro inserimento nel mondo del lavoro;
- Sostenere la crescita del livello familiare e sociale, appoggiando sia il ragazzo che la famiglia verso una speranza di vita positiva e possibile.
QUITO – CSMM
- Promuovere proposte che migliorino la condizione socio-giuridica degli emigrati e degli immigrati,
- Favorire spazi di discussione e analisi di proposte legali tendenti a riformare la legislazione interna sui temi della migrazione lavorativa, in coordinamento con il Congresso Nazionale,
- Incidere sul rispetto dei principi e delle norme giuridiche di:
- La Convenzione Internazionale per la tutela dei diritti del lavoro dei migranti e delle loro famiglie;
- La Commissione Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani dei migranti;
- La Commissione Speciale per il lavoro dei migranti e per i membri delle loro famiglie della Comissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH / OEA);
- Il Comitato delle Nazioni Unite per la protezione dei diritti del lavoro dei migranti e delle loro famiglie.
QUITO - GNRC
- Promuovere una cultura di pace ed una cultura di valori etici che favoriscano il dialogo interculturale ed interreligioso, offrendo alla comunità ed agli stessi bambini, bambine e giovani una riflessione sui valori etici che possa fornire gli strumenti per affrontare le sfide etiche della vita.
QUITO - HIAS
- Favorire una completa integrazione dei rifugiati nella società ecuadoriana in condizioni tali da avere una vita autonoma e dignitosa;
QUITO – MIN. AMBIENTE
- Monitorare gli impegni del Paese nel quadro delle Convenzioni Internazionali;
- Monitorare la Cooperazione Internazionale in Ecuador e cercare nuovi gruppi di cooperazione sia tecnica che finanziaria
QUITO - OIM
- Offrire assistenza in programmi di emergenza e soluzioni efficaci e di breve termine ai colombiani costretti ad abbandonare il proprio Paese a causa del conflitto e alla ricerca di rifugio in Ecuador.
SANTO DOMINGO DE LOS COLORADOS – HIAS
- Favorire un’integrazione sociale ed economica dei rifugiati stranieri nella società ecuadoriana a garanzia dei diritti di dignità umana e solidale.
TENA – CEE
- Garantire e promuovere i diritti dei bambini a forte disagio sociale attraverso una rete di servizi di prevenzione, educazione e assistenza sociale;
- Offrire un programma di formazione professionale ai giovani che sono rimasti fuori dai sistemi formativi tradizionali permettendo loro di reinserirsi nella società con una visione creativa e produttiva.
TENA – MINISTERO AMBIENTE
- Promuovere uno sviluppo armonico tra l’uomo e la natura tramite una gestione orientata alla Riserva di Biosfera.
5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
AMBATO – CEE
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto Don Bosco portato avanti dalla Diocesi di Ambato, si occupa di 250 bambini/adolescenti lavoratori e/o vittime di sfruttamento, abusi, maltrattamenti familiari. Il progetto che si realizza nella città di Ambato, in realtà coinvolge ragazzi provenienti da diverse città con altissimi tassi di disoccupazione, che vengono attirati da Ambato in quanto si tratta di una città commerciale che fornisce numerose opportunità di lavoro sommerso e saltuario.
- Fase 1: Sostegno psico-pedagogico e scolastico a bambini/e e adolescenti attraverso un lavoro diretto di avvicinamento in strada da parte di educatori professionisti
- Fase 2: Sostegno attitudinale e professionale a giovani con problemi familiari attraverso l’offerta temporanea in strutture residenziali
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Ricerca di borse di studio per reinserire i bambini nella scuola secondaria;
- Servizio di mensa per i bambini del progetto;
- Formazione sulle regole basilari di igiene alimentare;
- Sostegno nello svolgimento dei compiti;
- Realizzazione di riunioni periodiche con i genitori per promuovere i diritti dei minori;
- Realizzazione di visite a domicilio per monitorare le condizioni di vita alle quali i ragazzi sono costretti dai propri genitori;
- Accompagnamento dei ragazzi a scuola e nei luoghi di lavoro;
- Assistenza e primo soccorso;
- Assistenza continuata, attraverso visite periodiche in carcere, dei ragazzi che vengono arrestati (solitamente per piccoli furti o rapine).
Attività della Fase 2:
- Organizzazione logistica della struttura di accoglienza
- Realizzazione di laboratori di apprendimento e formazione professionale (meccanica, falegnameria, sostegno scolastico) che a volte sono di supporto al mantenimento della struttura stessa e sono finalizzati anche a far apprendere un mestiere ai ragazzi ospitati;
- Assistenza psicologica.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Presidente (dipendente controparte locale)
- 1 Direttrice generale e amministratrice (dipendente controparte locale)
- 8 Religiose Murialdine
- 12 Religiosi Cappuccini
- 1 Contabile (dipendente controparte locale)
- 1 Avvocato (volontari controparte locale)
- 1 Psicologo (volontari controparte locale)
- 1 Assistente Sociale (volontari controparte locale)
- 1 Medico (volontari controparte locale)
- 6 Educatrici professionali in pedagogia educativa (dipendente controparte locale)
- 1 Educatrice Speciale (volontari controparte locale)
- 3 Maestri in arti manuali (dipendente controparte locale)
- 3 Stagisti Universitari (volontari controparte locale)
- 2 Cuoche (dipendente controparte locale)
- 1 Donna delle Pulizie (dipendente controparte locale)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
All’interno del progetto, i 2 volontari in servizio civile verranno inseriti con la finalità di svolgere nel locale situato all’interno della stazione centrale degli autobus le seguenti attività:
- Sostegno scolastico e pedagogico;
- Visite e sensibilizzazione delle famiglie;
- Realizzazione di attività ricreative e di destrezza;
- Avvicinamento in strada dei bambini che ancora non fanno parte del progetto.
COTACACHI – ASSEMBLEA CANTONALE
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
L’Assemblea di Unità Cantonale di Cotacachi è impegnata nell’implementazione del progetto triennale “Sistemi sostenibili di produzione e commercio per il consolidamento economico di Cotacachi" (finanziato dal Ministero degli Affari Esteri Italiano), incentrato su produzione e commercializzazione di prodotti agricoli ed artigianali delle comunità del Cantone Cotacachi, e armonizzazione del sistema produttivo con l’ambiente del territorio. Inoltre, con il progetto “Cuenca del Fiume Ambi” (finanziato dalla Commissione Europea), l’Assemblea Cantonale di Cotacachi si sta occupando di migliorare la gestione delle risorse idriche in una forma più sostenibile e più partecipata nei Cantoni di Cotacachi ed Urcuquí. In collaborazione, invece, con il Dipartimento del Turismo dello Municipio di Cotacachi, sta promuovendo, nell’ambito delle politiche di sviluppo integrale del territorio, interventi di turismo ecologico/rurale per le zone di Manduriacos, Íntag, Zona Andina y Zona Urbana. Nella stessa strategia di promozione di uno sviluppo sostenibile basato sulla differenziazione dell’offerta economica del territorio, l’Assemblea Cantonale, in collaborazione con l’associazione Runa Tupari, sta favorendo lo sviluppo del turismo comunitario, alternativo al processo in atto di sfruttamento delle risorse minerarie della zona. Infine, in collaborazione con il Municipio di Cotacachi, l’Assemblea Cantonale, sta intervenendo anche a sostegno delle iniziative locali di informazione e comunicazione sociale attraverso il Periodico “Intag” e “Cotacachi Siglo XXI construyendo la nueva historia”, al fine di assistere e documentare riunioni ed eventi, intervistare persone, svolgere inchieste e scrivere articoli sugli eventi più importanti che caratterizzano la zona. Il programma d’intervento progettuale dunque si compone nelle seguenti modalità:
- Fase 1: Promuovere un modello di sviluppo rurale integrato del territorio a gestione sostenibile degli ecosistemi locali e del sistema produttivo dell’agricoltura e artigianato;
- Fase 2: Sviluppare il settore del turismo rurale comunitario, formulando un offerta ecoturistica completa che integri le attrattive turistiche, con le comunità rurali locali e il sistema dei servizi presenti nel cantone Cotacachi.
- Fase 3: Migliorare la partecipazione attiva delle comunità locali nelle attività di gestione e sviluppo sostenibile del territorio rurale.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Produzione ecosostenibile della mora, uvilla, sambo, ortaggi, aguacate e leguminose;
- Gestione di sistemi ecocompatibili di approvvigionamento idrico per uso agricolo;
- Gestione integrata della Riserva Ecologica “Cotacachi-Cayapas”, (nei distretti Nº6 Piñan e Nº7 Cuicocha).
- Gestione diretta dell’intera filiera distributiva per la commercializzazione delle produzioni del territorio in base alla domanda locale, nazionale e con prospettive di mercato internazionale;
- Realizzazione di una indagine partecipativa focalizzata sui sistemi produttivi;
- Implementazione, monitoraggio e promozione del piano di "Orientamento Agroecologico delle Parcelle e Sostituzione di Input" (piano OASI), uno per ogni zona agroecologica;
- Formazione a contadini locali su commercializzazione, formazione dei prezzi, e certificazioni di qualità, post-raccolta e lavorazione agroalimentare, ;
- Implementazione e regolamentazione del fondo per la ricerca e sviluppo di microimprese.
- Formulazione di Business Plan per tre voci produttive con valore aggiunto;
- Alleanze strategiche con acquirenti locali, regionali e nazionali;
- Assistenza tecnica specializzata.
- Formazione a organizzazioni di base su temi di gestione imprenditoriale e leadership;
- Esecuzione dei piani di sviluppo comunitari;
- Accordi di cooperazione con entità vincolate alla gestione delle risorse naturali;
- Incontri di educazione ambientale per scuole elementari e superiori
- Riforestazione e protezione delle aree critiche di contrafforti di montagna.
- Disegno di una zonificazione territoriale di gestione partecipativa risorse idriche;
- Implementazione di un sistema di monitoraggio dell’acqua;
- Sensibilizzazione della popolazione locale sulla gestione sostenibile delle risorse naturali;
- Sostegno alla realizzazione di un’agenda sulle risorse idriche dei due cantoni;
- Sistematizzazione delle esperienze positive.
- Ripristino di piccoli sistemi di irrigazione (interventi in 4 canali nel cantone Cotacachi e 4 canali a Acequias e Cotacachi e 5 canali nel cantone Urcuquí);
- Istallazione dei sistemi di irrigazione a goccia e per aspersione;
- Formazione alle Giunte Parrocchiali in amministrazione, funzionamento e manutenzione
- dei sistemi di irrigazione;
- Sostegno alla formalizzazione e legalizzazione delle Giunte degli Usuari;
- Formazione agli usuari sull’irrigazione delle parcelle.
- Sensibilizzazione rivolta ai produttori sulle componenti con potenziale produttivo e commerciale e sulla lavorazione post-raccolta;
- Assistenza tecnica ai produttori di more interessati;
- Sostegno ai Comitati di Gestione dei distretti della Riserva Cotacachi-Cayapas nella formulazione e nella negoziazione di proposte concrete di gestione della riserva.
Attività della Fase 2:
- Analisi della situazione turistica attuale del cantone Cotacachi;
- Analisi e sviluppo di una proposta di implementazione di un programma di lavoro rivolto a volontari all’interno di vari progetti turistici gestiti dalla Runa Tupari.
- Realizzazione di una tipologia di clienti e di mercati ai quali vedere il prodotto turistico;
- Identificazione di potenziali clienti a livello nazionale ed interazionale;
- Disegno ed implementazione di una strategia di commercio virtuale
- Valorizzazione dell’artigianato locale caratterizzato da ricamo, gioielleria, tessuti e ceramica;
- Creazione di un marchio identificativo delle attività produttive provenienti dal territorio di Cotacachi;
- Disegnare ed implementare strategie di marketing a livello nazionale ed internazionale.
- Formazione alla gestione amministrativa e contabile dell’imprese di turismo rurale comunitario;
- Formazione professionale ai locali su competenze specifiche del settore del turismo rurale;
- Implementazione di un circuito turistico principale e quattro circuiti complementari dell’area rurale di Cotacachi, promuovendo nuovi pacchetti turistici nazionali dai 12 ai 22 giorni incentrati sul turismo solidario e comunitario;
- Costituzione di un manuale che identifichi le diverse funzioni nelle differenti aree di gestione della Runa Tupari;
- Seminario di revisione e di valutazione dell’offerta attuale e dell’offerta potenziale e del grado di interesse della popolazione;
- Visite in campo;
- Definizione politica dei prezzi, della comunicazione e della distribuzione;
- Disegno ed elaborazione del materiale pubblicitario;
- Realizzazione di eventi di presentazione al mercato ed ai mezzi di informazione;
- Elaborazione di una relazione finale.
Attività della Fase 3:
- Informazione diretta ai cittadini di Cotacachi sulle azioni in atto sul territorio;
- Messa on-line dei periodici locali;
- Elaborazione dei testi per le pubblicazioni;
- Realizzazione di materiale fotografico;
- Revisione degli articoli più importanti pubblicati dalla stampa locale.
- Organizzazione di conferenze stampa;
- Redazione giornalistica;
- Elaborazione di copioni audiovisivi e grafici.
- Elaborazione di un dossier suddiviso per temi (Press Book);
- Aggiornamento di una banca dati delle pubblicazioni interne ed esterne;
- Aggiornamento delle informazioni nei siti internet del Municipio di Cotacachi e del Periodico Intag.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Direttore di Educazione, Cultura e Comunicazione (Municipio di Cotacachi)
- 1 Capo Redattore (Periodico Intag)
- 1 Giornalista (Municipio di Cotacachi)
- 2 Giornalisti (Periodico Intag)
- 1 Responsabile dell’Area di Turismo (Municipio di Cotacachi)
- 1 Coordinatore (Periodico Intag)
- Presidente della Runa Tupari (controparte locale)
- Responsabile Generale (controparte locale)
- Coordinatore turistico (controparte locale)
- Contabile (controparte locale)
- 6 Guide native (controparte locale)
- 15 famiglie albergatrici (controparte locale)
- Coordinatore Generale (Associazione dei Municipi Ecuadoriani AME)
- Tecnico in turismo (Municipio Cotacachi)
- Tecnico ambientale (Università Tecnologica dell’Ecuador UTE)
- 2 Assistenti di progetto (Municipio de Cotacachi)
- Facilitatore (Assemblea di Unità Cantonale AUC)
- 3 Formatori (Assemblea di Unità Cantonale AUC)
- 1 Tecnico agronomo (controparte locale)
- 1 Economista (controparte locale)
- 1 Promotore sociale (controparte locale)
- 1 Esperto di gestione ambientale (controparte locale)
- 1 Promotori delle comunità (controparte locale)
- 1 Segretaria (controparte locale)
- 1 Contabile (controparte locale)
- 1 Amministratore (controparte locale)
- 1 coordinatore agroforestale esperto in gestione dei sistema di irrigazione e di gestione delle risorse naturali (controparte locale)
- 1 tecnico esperto in processi organizzativi (controparte locale)
- 1 promotore (controparte locale)
- 1 ingegnere civile (controparte locale)
- 1 esperto in turismo (controparte locale)
- 1 facilitatore di processi di sistematizzazione (controparte locale)
- 1 consulente in commercializzazione (controparte locale)
- Personale amministrativo (controparte locale)
- 1 contabile (controparte locale)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
1 Volontario per attività di comunicazione:
- Realizzazione di interviste;
- Elaborazione di materiale fotografico;
- Redazione di note giornalistiche;
- Partecipazione ad eventi;
- Realizzazione di disegni grafici;
- Aggiornamento delle informazioni nei siti internet del giornale;
- Assistere alle conferenze stampa.
1 Volontario per attività di turismo comunitario e attività di ecoturismo:
- Indagine sui nuovi potenziali mercati di turismo comunitario;
- Identificazione di nuovi possibili mercati di turismo comunitario;
- Curare la vendita sia diretta che virtuale dei pacchetti turistici;
- Visita ai tour operator;
- Corsi di formazione alle guide, al personale operativo ed amministrativo sul tema del volontariato;
- Svolgere riunioni di pianificazione del lavoro ed effettuarne un monitoraggio;
- Visita alle comunità
- Lavorare in comunità;
- Lavorare in ufficio.
- Conoscenza dei gruppi coinvolti e identificazione delle loro necessità basiche;
- Partecipazione alle riunioni di coordinamento dell’equipe tecnica per coordinare la logistica;
- Visita delle aree protette e delle riserve ecologiche per disegnare i vari circuiti turistici;
- Partecipare a interscambi di esperienze in altre zone del Paese, quando si presenta l’opportunità;
- Coordinare riunioni tecniche con le istituzioni che appoggiano il progetto;
- Partecipare alle riunioni del Comitato di Turismo di Cotacachi e del Dipartimento di Sviluppo Turistico del Municipio di Cotacachi – AUC.
1 Volontario per attività zootecnia:
- Collaborare alla implementazione di sistemi di miglioramento di produzione zootecnica;
- Migliorare le tecniche di allevamento;
- Assistenza tecnica nel primo soccorso veterinario;
- Controllo e prevenzione di malattie;
- Alimentazione animale e pianificazione della produzione alimentare destinata agli animali.
2 Volontari per attività di marketing:
- Sostegno all’implementazione dei piano di commercializzazione;
- Revisione della strategia di vendita;
- Formazione sul servizio al cliente;
- Disegno ed implementazione di un marchio di identità territoriale;
- Implementazione del commercio equo;
- Implementazione di nuovi canali di commercializzazione rivolti anche all’estero.
CUENCA – CEE
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
La Pastoral Social di Cuenca apre la prima casa di accoglienza per donne che subiscono violenza, anche grazie all’appoggio di Caritas Austria, la Casa “Maria Amor” che si propone di accogliere quelle donne ed i loro figli che soffrono la violenza istituzionalizzata in tutte le sue forme, di accrescere l’autostima delle donne, fornire una assistenza legale e una presa di coscienza dei propri diritti. Tale obiettivo potrà svilupparsi solo mediante un forte legame con organizzazioni, reti ed istituzioni. Il progetto si articola in varie fasi e prevede un sostegno integrato alle donne vittime di violenza e discriminazione, che inizia con l’accoglienza delle donne che subiscono maltrattamenti e termina con il reinserimento sociale delle beneficiarie del progetto, dopo una serie di attività di assistenza psicologica, legale e formativa.
- Fase 1: Fase di accoglienza: fornire un’attenzione integrale, offrire un alloggio ed un’alimentazione sana alle donne ed ai loro figli, fornire un appoggio psicologico e pedagogico
- Fase 2: Attivazione di un centro di incontro, di studio e ricerca tra le persone che si occupano di problemi di genere per offrire una nuova pedagogia del settore.
- Fase 3: Istituzione di un servizio di orientamento ai cittadini maggiormente bisognosi che permetta di indirizzarli verso l’istituzione, ente o associazione locale competente che possa di fatto assisterli, soprattutto in ambito sanitario ed educativo.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Organizzare l’alloggiamento e garantire una alimentazione sana a chi si rivolge al progetto;
- Assistere psicologicamente ed intrattenere i figli delle donne maltrattate e seguirli nelle attività scolastiche
- Organizzare i seguenti corsi: arte, alfabetizzazione, violenza e leggi nazionali ed internazionali a tutela della donna, diritti umani e diritti del cittadino, autostima, interculturalità, diritti dell’infanzia.
- Realizzare corsi di attività fisica per i figli delle donne maltrattate;
- Coordinare l’asilo nido per i figli delle donne maltrattate;
- Seguire nella fase di reinserimento sociale le donne che hanno già lasciato la casa.
Attività della Fase 2:
- Realizzazione di corsi sull’alimentazione sana e sull’igiene domestica e personale;
- Coinvolgimento delle donne nell’implementazione di attività produttive, come piccoli allevamenti e artigianato;
- Realizzazione di corsi sulla gestione del risparmio.
Attività della Fase 3:
- Realizzazione di visite domiciliari per approfondire il contesto personale e familiare, al fine di agire in maniera più puntuale ed efficace;
- Erogazione di borse di studio per favorire i giovani più disagiati;
- Ricerca di finanziamenti al fine di rendere auto-sostenibile l’attività del dipartimento che si basa solo su donazione di enti nazionali e stranieri.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Responsabile del Progetto (dipendente controparte locale)
- 1 Psicologa (dipendente controparte locale)
- 1 Avvocato (volontario controparte locale)
- 2 Animatori (volontari controparte locale)
- 2 Assistenti Sociali (volontari controparte locale)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
1 volontario:
- Svolgere attività ludiche, artistiche e sportive con i bambini/e;
- Effettuare visite ai musei ed ai posti di interesse della città con i bambini/e;
- Organizzare passeggiate in campo ed in altri siti vicini;
- Realizzare attività alternative utili per risolvere situazioni di conflitto;
- Realizzare attività con madri e figli per rinforzare il vincolo filiale;
- Seminari per le madri;
- Accompagnare le madri ed i loro figli nelle attività quotidiane;
- Sostegno pedagogico ai bambini/e;
- Realizzare altre attività secondo le capacità della volontaria;
- Pianificare ed organizzare le attività e l’orario settimanale con il gruppo di lavoro.
1 volontario:
- Occuparsi dell’accoglienza delle donne ed analizzare la situazione per capire quali tramiti realizzare;
- Occuparsi dei tramiti legali (Comisaria de la Mujer e Juzgado de la Niñez);
- Occuparsi dei tramiti amministrativi per l’acquisizione di documenti;
- Occuparsi dei tramiti medici (ospedali, psicologi, riabilitazione);
- Monitorare i casi delle donne che sono uscite dalla Casa;
- Mantenere i rapporti istituzionali con le varie associazioni, organizzazioni ed enti che lavorano sui temi della violenza, dei diritti umani, della migrazione, di genere;
- Pianificare ed organizzare tutte le attività con l’assistente sociale della Casa Maria Amor.
1 volontario:
- Fornire assistenza psicologica ai bambini, bambine ed adolescente;
- Svolgere attività artistiche e ludiche;
- Organizzare passeggiate in campo ed in altri siti vicini;
- Realizzare attività alternative utili per risolvere situazioni di conflitto;
- Svolgere attività con madri e figli per rinforzare il vincolo filiale;
- Seminari per le madri;
- Accompagnare le madri ed i loro figli nelle attività quotidiane;
- Pianificare ed organizzare le attività e l’orario settimanale con il gruppo di lavoro.
CUENCA – UN/HABITAT
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
UN-HABITAT, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di insediamenti umani, in Ecuador si occupa di favorire lo sviluppo territoriale e di rafforzare le capacità di pianificazione e gestione dei governi locali, enfatizzando l’importanza di una gestione delle sviluppo urbano basato sul coordinamento intersettoriale, la decentralizzazione delle scelte politiche e l’ampliamento delle prospettive partecipative e strategiche.
Il programma si compone di tre fasi:
- Fase 1: Ampliare le conoscenze e le competenze delle equipe tecniche dei Municipi;
- Fase 2: Fluidificare i tramiti e i servizi municipali;
- Fase 3: Migliorare la riscossione municipale e fluidificare la comunicazione e il coordinamento.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Istituzionalizzazione dell’uso di strumenti di pianificazione e gestione;
- Miglioramento dei processi di informazione, pianificazione e gestione.
Attività della Fase 2:
- Ottimizzazione delle risorse municipali tecniche e finanziere;
- Aggiornamento del sito internet di ROLAC (oficina regional para America Latina y Caribe) sullo stato di avanzamento del programma di lavoro;
- Assistenza tecnica delle controparti locali del programma nell’elaborazione di progetti, piani e programmi di cooperazione
Attività della Fase 3:
- Sistematizzazione della documentazione e della standardizzazione di strumenti e di procedimenti di pianificazione e gestione;
- Gestione trasparente amministrativa-finanziaria;
- Gestione efficiente della municipalità.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 24 Funzionari Municipali (Municipio di Cuenca)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
- Affiancamento nel coordinamento e nella comunicazione tra UN/Habitat Ecuador e la Fondazione El Barranco del Municipio di Cuenca;
- Appoggio nella preparazione dei programmi di lavoro, nella organizzazione e realizzazione di riunioni, eventi, corsi, seminari e fori;
- Preparazione di studi tecnici in appoggio alle attività della Fondazione El Barranco;
- Elaborazione di relazioni periodiche;
- Appoggio alla supervisione tecnica locale in materia di sviluppo sociale e comunitario.
ESMERALDAS – UN/HABITAT
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
UN-HABITAT, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di insediamenti umani, in Ecuador si occupa di favorire lo sviluppo territoriale e di rafforzare le capacità di pianificazione e gestione dei governi locali, enfatizzando l’importanza di una gestione delle sviluppo urbano basato sul coordinamento intersettoriale, la decentralizzazione delle scelte politiche e l’ampliamento delle prospettive partecipative e strategiche.
Il programma si compone di tre fasi:
- Fase 1: Ampliare le conoscenze e le competenze delle equipe tecniche dei Municipi;
- Fase 2: Fluidificare i tramiti e i servizi municipali;
- Fase 3: Migliorare la riscossione municipale e fluidificare la comunicazione e il coordinamento.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Istituzionalizzazione dell’uso di strumenti di pianificazione e gestione;
- Miglioramento dei processi di informazione, pianificazione e gestione.
Attività della Fase 2:
- Ottimizzazione delle risorse municipali tecniche e finanziere;
- Aggiornamento del sito internet di ROLAC (oficina regional para America Latina y Caribe) sullo stato di avanzamento del programma di lavoro;
- Assistenza tecnica delle controparti locali del programma nell’elaborazione di progetti, piani e programmi di cooperazione
Attività della Fase 3:
- Sistematizzazione della documentazione e della standardizzazione di strumenti e di procedimenti di pianificazione e gestione;
- Gestione trasparente amministrativa-finanziaria;
- Gestione efficiente della municipalità.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 8 Funzionari Municipali (Municipio di Esmeraldas)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
1 Volontario con competenze in architettura, ingegneria, urbanistica, temi ambientali, scienze politiche, economia, o affini:
- Appoggio nella preparazione dei programmi di lavoro per l’organizzazione e realizzazione di riunioni, eventi, corsi, seminari e fori specifici, all’interno delle attività previste dal Programma Nazionale;
- Supporto nella preparazione di studi tecnici in appoggio alle attività del programma;
- Elaborazione di relazioni periodiche sulle attività del programma e/ o dei progetti;
- Assistere tecnicamente le controparti locali del programma nell’elaborazione di progetti, piani e programmi di cooperazione;
- Aggiornamento del sito internet di ROLAC sullo stato di avanzamento del programma di lavoro;
- Appoggio diretto nella pianificazione ed esecuzione delle loro attività normative e operative;
- Appoggio occasionale all’Ufficio Centrale di Insediamenti umani (ROLAC, Río de Janeiro) durante le loro missioni di monitoraggio e supervisione in Ecuador.
ESMERALDAS – HIAS
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
In base ad un accordo con ACNUR (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) sulle problematiche inerenti il rifugio e l’allontanamento forzato della popolazione colombiana, firmato nel 2003, Hias dal 2006 ha implementato un programma di assistenza integrale rivolto ai rifugiati o richiedenti rifugio. Esmeraldas, città che si trova a poche ore di distanza dal confine con la Colombia, é sede di un progetto di Assistenza Umanitaria in base ad un accordo con Acnur-Hias. Tale progetto si avvale dell’operato di tre assistenti umanitari impiegati a tempo completo e due psicologi che lavorano due volte al mese in favore della popolazione locale. Hias Esmeraldas lavora nelle zone di Atacames, Río Verde, Rocafuerte, Lagarto, Same, La Union, Tonsupa; mentre Hias San Lorenzo lavora nelle zone di Tambillo, Carondelet, San Francisco, Las Peñas, Mataje, e Calderón. Quindi il progetto si articola in zone differenti, nel senso che parte delle attività sono previste anche nelle aree sopra citate del cantone San Lorenzo, che si trova in prossimità della zona di frontiera nord-occidentale con la Colombia; per cui anche il volontario dovrà frequentemente spostarsi. Per gli spostamenti previsti dal progetto sono a disposizione del personale e del volontario due veicoli.
- Fase 1: Favorire l’accesso al lavoro per i rifugiati.
- Fase 2: Informare i rifugiati ed i richiedenti rifugio sulle reti di salute, educazione ed assistenza legale esistenti ed a loro disposizione.
- Fase 3: Coinvolgere i giovani rifugiati nelle attività sociali.
- Fase 4: Informare i bambini e le bambine, tanto rifugiati come ecuadoriani, sui loro diritti in base alle norme educative vigente.
- Fase 5: Favorire l’accesso alle informazioni sui servizi, le funzioni ed i costi delle istituzioni governative e non, nella provincia di Esmeraldas.
- Fase 6: Appoggiare le microimprese produttive dei rifugiati.
- Fase 7: Migliorare il tasso di alfabetizzazione degli adulti.
- Fase 8: Creare uno spazio ludico “angolo dei bambini” all’interno dell’ufficio Hias.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:Miglioramento dello Sportello di Collocamento per rifugiati
Attività della Fase 2:Promozione e ampliamento di reti interistituzionali che possano facilitare l’integrazione locale
Attività della Fase 3:Migliorare le reti giovanili tra istituzioni ed associazioni del settore
Attività della Fase 4:Lavorare nelle scuole con bambini e bambine al fine di favorire l’integrazione dei bambini rifugiati
Attività della Fase 5:Realizzare uno studio ed aggiornare la base di dati relative ad istituzioni governative e non che lavorano nella provincia di Esmeraldas
Attività della Fase 6:Miglioramento della produzione delle microimprese
Attività della Fase 7:Implementazione dei corsi di alfabetizzazione rivolti agli adulti
Attività della Fase 8:Creazione di uno spazio ludico per bambini e bambine all’interno dell’ufficio Hias
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Direttore dei Programmi HIAS Ecuador (controparte locale)
- 1 Direttore Esecutivo HIAS Ecuador (controparte local)
- 1 Coordinatore Generale per il progetto Assistenza Umanitaria HIAS (controparte locale)
- 1 Coordinatore Generale per il progetto Supporto Psico-sociale HIAS (controparte locale)
- 1 Assistente generale
- 2 Psicologi
- 1 Volontario internazionale (volontario FOCSIV)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
In questo progetto il volontario richiesto si inserirà nell’area di Integrazione locale e Sportello di Collocamento e porterà avanti le seguenti attività:
- Nell’Area di Integrazione Locale:
o Base di dati;
o Corsi di formazione;
o Creare reti interistituzionale.
- Nell’Area dello Sportello di Collocamento:
o Ricerca di datori di lavoro;
o Selezione ed inserimento lavorativo;
o Monitoraggio dei casi;
o Aggiornamento della base di dati;
o Creazione di reti con Municipi e Giunte Parrocchiali.
ESMERALDAS – OIM
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – OIM sta portando avanti un progetto di assistenza integrale ai profughi, richiedenti rifugio e rifugiati colombiani costretti ad abbandonare il proprio paese e cercar rifugio in Ecuador per sfuggire alla grave crisi umanitaria conseguenza di una guerra che dura da quasi 50 anni. Il programma si compone di tre fasi:
- Fase 1: Valutare le necessità e le potenzialità del territorio e dei beneficiari di riferimento.
- Fase 2: Migliorare e rafforzare le capacità di assistenza d’emergenza e nel breve periodo.
- Fase 3: Assistere i rifugiati e i profughi colombiani in cerca di rifugio.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Realizzazione di interviste alle famiglie colombiane che vivono in zone di frontiera (Ecuador - Colombia) ricettrici di popolazioni in cerca di protezione internazionale;
- Realizzazione di interviste a persone che già si trovano in situazione di emergenza;
- Visite in loco per constatare l’infrastruttura esistente e le capacità di accoglienza;
- Studio di caso sulla base delle informazioni raccolte, in modo da definire la politica di intervento da attuare.
Attività della Fase 2:
- Realizzazione di una mappatura sui programmi di assistenza in esecuzione nella zona;
- Realizzazione di accordi ed alleanze con le organizzazioni ed istituzioni che operano nel settore;
Attività della Fase 3:
- Realizzazione di attività che possano fronteggiare l’emergenza umanitaria nel momento in cui arrivano profughi sul lato ecuadoriano della frontiera;
- Miglioramento delle infrastrutture previste per l’accoglienza dei profughi e rifugiati;
- Appoggio ai processi legali di riconoscimento del richiedente rifugio;
- Implementazione di un sistema informatico di registro dei profughi;
- Assegnazione degli strumenti previsti per far fronte all’emergenza;
- Corsi di formazione su prevenzione sanitaria e primo soccorso alle popolazioni coinvolte.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Coordinatore locale per la provincia di Esmeraldas (dipendente controparte locale)
- 2 Promotori (dipendenti controparte)
- 1 assistente di progetto (volontario controparte)
- 1 Responsabile comunicazione (dipendente controparte)
- 1 Contabile (dipendente controparte)
- 2 volontari internazionali (FOCSIV)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
1 Volontario per:
- Realizzazione di attività di intervento dirette all’assistenza dei richiedenti rifugio;
- Pianificazione ed esecuzione di attività di appoggio, rafforzamento e formazione a livello comunitario volte al miglioramento della situazione psico-sociale dei rifugiati;
- Coordinamento con le istituzioni affini ed attori locali attivi nella zona;
- Redazione di un registro esauriente sull’attenzione offerta e le attività realizzate;
- Partecipazione alle attività di coordinamento, pianificazione ed esecuzione del progetto;
- Partecipazione ad altri programmi di migrazione o rifugio che verranno avviati ad Esmeraldas;
- Elaborazione di report periodici;
- Realizzazione di un documento finale di sistematizzazione delle attività realizzate;
- Assistere ad eventi richiesti dal coordinamento.
MUISNE – C-CONDEM
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
La C-CONDEM in collaborazione con FUNDECOL punta ad una gestione sostenibile dell’ecosistema di Muisne, recuperando aree disboscate e piscine per l’allevamento di gamberi abbandonate, che sono rispettivamente base fondamentale per la conservazione della biodiversità locale ed i bacini idrici della zona.
Il programma si compone di cinque fasi:
- Fase 1: Indurre i contadini ad un uso alternativo della terra;
- Fase 2: Formare i dirigenti delle comunità circa la produzione biologica e la commercializzazione dei loro prodotti;
- Fase 3: Migliorare l’alimentazione, rivalutando il consumo di prodotti tipici locali che sono stati soppiantati dalla legge di mercato.
- Fase 4: Incentivare l’associazionismo rurale tra le varie comunità per rendere più competitivi i loro prodotti, attraverso l’implementazione di un consorzio agricolo.
- Fase 5: Sviluppare una proposta turistica di tipo comunitario, che possa avvicinare il visitatore agli usi e costumi ancestrali del popolo afro-ecuadoriano.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Realizzazione di corsi di sensibilizzazione e formazione sulle problematiche dell’ecosistema delle mangrovie.
Attività della Fase 2:
- Realizzazione di corsi di formazione sull’agricoltura biologica;
- Realizzazione di corsi di contabilità e marketing.
Attività della Fase 3:
- Realizzazione di corsi di formazione su una sana e corretta alimentazione;
- Realizzazione di un libro di ricette tipiche.
Attività della Fase 4:
- Realizzazione di una serie di incontri tra le varie associazioni;
- Creazione di un piano strategico di semina;
- Elaborazione di un progetto per la creazione di un Consorzio Agricolo;
- Realizzazione di un piano strategico per la commercializzazione dei prodotti.
Attività della Fase 5:
- Realizzazione di corsi di formazione sul turismo comunitario;
- Realizzazione di un piano strategico di promozione del turismo comunitario
- Elaborazione di un progetto per promuovere il turismo comunitario
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Presidente (dipendente controparte locale)
- 1 Direttore Generale (dipendente controparte locale)
- 1 Direttore Amministrativo (volontario controparte locale)
- 1 Responsabile della Comunicazione (volontario controparte locale)
- 1 Responsabile Legale (volontario controparte locale)
- 1 Responsabile del Turismo (volontario controparte locale)
- 1 Segretaria (dipendente controparte locale)
- 2 Volontari Internazionali (volontario ong)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
2 Volontari
Per il sostegno ai contadini:
- Visite periodiche ai contadini beneficiari di progetti agro-ecologici;
- Consulenza tecnica ai contadini beneficiari;
- Raccolta e sistematizzazione delle informazioni relative alla produzione;
- Produzione di materiali informativi e tecnici che saranno distribuiti ai contadini;
- Partecipazione attiva alle riunioni di pianificazione e valutazione;
- Elaborazione di relazioni mensili delle attività realizzate.
Per la promozione del turismo comunitario:
- Preparazione e/o aggiornamento dei pacchetti turistici;
- Promozione e appoggio alla commercializzazione dei pacchetti turistici;
- Appoggio permanente al responsabile dell’area di turismo comunitario;
- Partecipazione come guida e/o accompagnatore dei gruppi di turismo nazionale o internazionale durante i tour nelle comunità;
- Rendiconto economico della commercializzazione dei pacchetti turistici;
- Raccolta e sistematizzazione di dati della zona di riferimento;
- Produzione di materiali informativi e tecnici che saranno distribuiti alle agenzie di viaggio e agli enti pubblici e privati nazionali o internazionali;
- Partecipazione attiva alle riunioni di pianificazione e valutazione
- Elaborazione di relazioni mensili delle attività realizzate
- Spostarsi per lavoro periodicamente da Muisne a Quito.
PUERTO LOPEZ – MINISTERO AMBIENTE
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il Ministero dell’Ambiente dell’Ecuador si occupa di riqualificare i parchi naturali e le aree protette. Per quanto riguarda il Parco Naturale della Machalilla, le fasi previste dal progetto di sviluppo locale e di conservazione ambientale si articolano nella parte marina e nella parte terrestre e sono così suddivise:
Parte Marina
- Fase 1: Ridurre l’impatto prodotto dalla pesca nella zona marina protetta.
- Fase 2: Ridurre l’impatto causato dal turismo nell’area marina e proteggere le risorse naturali.
- Fase 3: Implementare la zonificazione del piano di gestione.
- Fase 4: Migliorare le azioni di conservazione e protezione delle isole ed isolotti.
- Fase 5: Fare rispettare le norme di avvistamento delle balene.
Parte Terrestre
- Fase 1: Controllare le attività non compatibili con la gestione del Parco.
- Fase 2: Rafforzare la partecipazione comunitaria.
- Fase 3: Proteggere la integrità delle risorse naturali terrestri.
- Fase 4: Migliorare il controllo dell’attività turistica e promuoverne l’incremento.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Parte Marina
Attività della Fase 1:
- Educazione ambientale rivolta ai pescatori;
- Integrazione di pattuglie di controllo per far rispettare le norme;
- Monitoraggio dei problemi causati per le cattive pratiche peschiere;
- Coordinamento del lavoro con altri attori relazionati con la gestione delle risorse marine.
Attività della Fase 2:
- Controllo e vigilanza delle zone designate per il turismo;
- Coordinamento con il personale del parco ed altri attori in relazione alle attività necessarie per il mantenimento delle aree di visita e formulazione di proposte per migliorare la pianificazione e gestione della zona.
Attività della Fase 3:
- Realizzazione di seminari per far conoscere la zonificazione esistente, le norme, le attività permesse e quelle non autorizzate;
- Controllo e vigilanza per il rispetto delle norme in ogni zona.
Attività della Fase 4:
- Manutenzione dei sentieri;
- Monitoraggio della flora e della fauna dell’isola della Plata;
- Controllo dell’attività turistica;
- Allontanamento delle specie non autoctone.
Attività della Fase 5:
- Svolgimento di corsi di formazione rivolte alle guide ed agli operatori di turismo sulle norme e le regole di avvistamento delle balene;
- Controllo e vigilanza delle attività di avvistamento;
- Coordinamento con altre istituzioni relazionate a queste attività.
Parte Terrestre
Attività della Fase 1:
- Allontanamento delle specie animali introdotte nel parco, in special modo bovini ed equini
- Controllo e protezione dallo sfruttamento del Parco per ricavare materiali da costruzione
- Controllo e protezione dalla attività di sfruttamento del legname
Attività della Fase 2:
- Sostegno ed appoggio al comitato di gestione del Parco Nazionale della Machalilla
- Appoggio ad attività compatibili con la gestione dell’area
- Educazione ambientale ai differenti settori delle comunità
Attività della Fase 3:
- Controllo e vigilanza nelle parti più sensibili allo sfruttamento (caccia, deforestazione, occupazione)
- Negoziazione e risoluzione di conflitti
- Formazione
Attività della Fase 4:
- Informazione ai turisti nei differenti siti turistici
- Implementazione di facilitazioni turistiche
- Segnalazione di attrattive turistiche
- Manutenzione dei siti turistici (pulizia e manutenzione delle infrastrutture)
- Produzione e divulgazione di materiale rivolto ai turisti
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Direttore responsabile dell’Area (controparte locale);
- 3 Tecnici di medio livello (controparte locale);
- 9 Guardiaparchi (controparte locale);
- 1 contabile a tempo parziale (controparte locale);
- 1 Segretaria a tempo parziale (controparte locale);
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
2 Volontari in Servizio Civile per la parte marina e la parte terrestre.
Parte Marina
- Pianificazione di attività per la gestione delle risorse marine;
- Realizzazione di corsi di formazione sulla gestione delle risorse marine;
- Controllo e vigilanza delle attività di pesca e di turismo all’interno dell’area protetta;
- Monitoraggio delle specie silvestri acquatiche e delle isole del Parco;
- Conservazione dell’area marina.
Parte Terrestre
- Pianificazione di attività per la gestione delle risorse terrestri;
- Appoggio nel controllo e nella vigilanza;
- Realizzazione di corsi di formazione alle comunità dell’area;
- Occuparsi del turismo nell’area protetta;
- Conservazione dell’area;
- Sostegno al comitato di gestione del Parco.
QUITO – C-CONDEM
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto vuole rafforzare le azioni della Coordinadora Nacional para la Defensa del Ecosistema Manglar (C-CONDEM) al fine di individuare un asse strategico per la tutela dell’ecosistema mangrovie e difendere il diritto al territorio, al lavoro e alla sovranità alimentare delle popolazioni native di questo ecosistema. Per fare ciò si ritengono indispensabili alcune fasi.
Fase 1:
- Riconoscere il diritto al territorio delle popolazioni ancestrali per consentire una amministrazione congiunta dell’ecosistema mangrovie tra il Ministero dell’Ambiente e le organizzazioni delle comunità ancestrali dell’ecosistema stesso. In seguito alla stipula di accordi con il Ministero dell’Ambiente, esistono attualmente 20 mila ettari di mangrovie affidati a trenta organizzazioni delle province El Oro, Guayas, Esmeraldas.
- Riconoscimento del diritto “ancestrale” dei popoli nativi all’uso e possesso della terra in cui vivono.
Fase 2:
- Formare ed informare i beneficiari diretti ed indiretti e sensibilizzare la società civile sul problema delle mangrovie.
- Sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della tutela dell’ecosistema delle mangrovie
Fase 3:
- Gestire in forma comunitaria le risorse dell’ecosistema (flora e fauna) come diritto al lavoro e alla sovranità alimentare delle popolazioni locali della fascia costiera ecuadoriana, attraverso la riforestazione delle mangrovie, la ripopolazione di molluschi, pesci e crostacei, il fermo biologico per il recupero delle specie acquatiche, il turismo comunitario.
- Gestione comunitaria dell’ecosistema delle mangrovie
Fase 4:
- Difendere i diritti delle comunità ancestrali dell’ecosistema e garantire un’assistenza legale per il rispetto delle leggi previste a protezione dell’ecosistema.
- Difesa e assistenza legale alle comunità native per la tutela, gestione e incremento dell’ecosistema delle mangrovie
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Firma nel 1996 di un Accordo (elaborato dalla associazione locale FUNDECOL) di amministrazione congiunta del ecosistema Muisne-Cojimies, tra l’autorità ambientale e le organizzazioni comunità ancestrali. Si tratta del primo passo per chiedere allo Stato ecuadoriano il diritto delle comunità ancestrali dell’ecosistema mangrovie a gestire il proprio territorio e a prendere le decisioni relative;
- Approvazione nel 1999 del decreto 1102 che attribuisce al Ministero dell’Ambiente la facoltà di stipulare con le comunità accordi per l’utilizzo sostenibile e la tutela dell’ecosistema mangrovie;
- Firma di un accordo nel 2003 tra la C-CONDEM e il Ministero dell’Ambiente per riconoscere la amministrazione congiunta con le popolazioni ancestrali della fascia costiera ecuadoriana;
- Recupero di aree dell’ecosistema occupate illegalmente dalle imprese che allevano gamberi.
Attività della Fase 2:
- Realizzazione di corsi di formazione e sensibilizzazione sulle problematiche dell’ecosistema delle mangrovie;
- Realizzazione di corsi di formazione e sensibilizzazione sui diritti e i doveri degli abitanti dell’ecosistema delle mangrovie;
- Realizzazione di incontri con gli abitanti dell’ecosistema con l’obiettivo di rafforzare le associazioni già esistenti o di crearne di nuove.
Attività della Fase 3:
- Ricerca di alternative produttive come acquacoltura, turismo comunitario e agricoltura biologica; attraverso la riforestazione delle mangrovie, la ripopolazione di molluschi, pesci e crostacei, il fermo biologico per il recupero delle specie acquatiche, il turismo comunitario
- Realizzazione di corsi di formazione sull’elaborazione di progetti specifici.
Attività della Fase 4:
- Incontri informativi con le comunità locali per sensibilizzare le popolazioni locali sugli strumenti di tutela, gestione e incremento dell’ecosistema delle mangrovie, secondo quanto previsto dalla legge di conservazione delle mangrovie;
- Controllo e vigilanza in tutta la fascia costiera ecuadoriana.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Presidente (dipendente controparte locale)
- 1 Coordinatrice generale (dipendente controparte locale)
- 1 Contabile (dipendente controparte locale)
- 1 Responsabile Comunicazione (dipendente controparte locale)
- 1 Segretaria (dipendente controparte locale)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
- Aggiornamento del sito internet;
- Formazione ai promotori locali;
- Introduzione di nuove opzioni tecnologiche (software libero)
- Appoggio alla costruzione di un sistema informativo sull’ecosistema mangrovie attraverso la raccolta e sistematizzazione delle informazioni, l’organizzazione di una biblioteca, la creazione di una banca dati;
- Produzione di bollettini informativi e comunicati stampa per diffondere le attività e gli impegni dell’organizzazione.
- Raccolta e sistematizzazione delle informazioni provenienti dalle comunità;
- Partecipazione alle attività di campo di sensibilizzazione ed interposizione contro la distruzione delle mangrovie;
- Collaborazione nella elaborazione dei piani strategici di gestione dell’ecosistema.
QUITO – CEDENMA
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
La Coordinadora Ecuatoriana de Organizaciones para la Defensa de la Naturaleza y el Medio Ambiente – CEDENMA si occupa di raggruppare e rappresentare politicamente l’espressione e l’opinione delle organizzazioni federate il cui fine è la conservazione, la difesa e la protezione della natura e dell’ambiente. Il CEDENMA è uno spazio di discussione, interscambio di esperienze, conoscenze, coordinamento, ricerca di consensi e generazione di proposte ambientali con il fine di avere un forte peso politico sulle tematiche ambientali.
Fase 1:Promuovere la partecipazione attiva e responsabile delle organizzazioni ambientaliste e appoggiare la loro gestione e l’esercizio dei loro diritti in difesa della conservazione e gestione sostenibile delle risorse
Fase 2:Diffondere e agevolare l’accesso alle informazioni sulla difesa della natura e l’ambiente
Fase 3:Coordinare con gli enti del settore pubblico, privato e della società civile i programmi che possano favorire lo sviluppo sostenibile
Fase 4:Collaborare con enti pubblici o privati ed attori sociali del settore ambientale
Fase 5:Affrontare processi giuridici di fronte ai tribunali e alle corti dell’Ecuador in difesa dell’ambiente
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Scelta di delegazioni e rappresentazioni nei diversi spazi pubblici e privati;
- Creazione di gruppi di lavoro e di analisi per generare proposte e posizioni tematiche.
Attività della Fase 2:
- Elaborazione di un piano di comunicazione;
- Creazione di strumenti di comunicazione per favorire il dibattito e le informazioni opportune tra le organizzazioni;
- Trasferimento di informazioni centrate sulle problematiche ambientali nazionali e internazionali.
Attività della Fase 3:
- Realizzazione di corsi, incontri, riunioni con delegazioni e in rappresentanza delle organizzazioni membro con voce e voto;
- Definizione di gruppi di lavoro in base alle tematiche trattate.
Attività della Fase 4:
- Creazione di alleanze strategiche con altri settori della società alla ricerca di consensi ed elaborazione di proposte inerenti i temi ambientali.
Attività della Fase 5:
- Attività di controllo e denuncia in qualsiasi ambito legale per la difesa e conservazione della natura e dell’ambiente;
- Realizzazione e monitoraggio delle denunce in corso;
- Elaborazione di meccanismi di risarcimento ambientale per gli enti e le organizzazioni denunciate.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 Presidente (controparte locale)
- 1 Coordinatore (controparte locale)
- 1 Responsabile dell’area di Comunicazione (controparte locale)
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
- Produzione e diffusione delle informazioni del CEDENMA e dei propri membri ai mass media;
- Informare i membri del CEDENMA, così come alla comunità nazionale e internazionale sulle azioni, sui progetti e sui programmi che il Comitato realizza, attraverso mailing list, comunicati stampa e dichiarazioni ufficiali;
- Mantenere e aggiornare il sito internet del CEDENMA e dell’Assembla Nazionale Ambientale;
- Favorire le relazioni ed appoggiare la comunicazione tra la Presidenza del CEDENMA, il Direttivo e i suoi membri;
- Favorire le relazioni tra il CEDENMA e altre istituzioni e organismi affini.
QUITO – CEE
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il Dipartimento di Mobilità Umana della Conferenza Episcopale Ecuadoriana coordina le azioni sociali della Chiesa Cattolica in 19 giurisdizioni mediante l’assistenza giuridica, l’accompagnamento psicologico e l’incidenza politica. Le aree di lavoro del progetto sono quelle di emigrazione, immigrazione, rifugio e sfruttamento/traffico delle persone.
Fase 1: Rafforzare la Pastorale di Mobilità Umana a livello diocesano, parrocchiale e comunitario per dare risposte efficaci e permanenti al fenomeno migratorio;
Fase 2:Sensibilizzare la popolazione locale sui temi dell’accoglienza e della solidarietà verso i migranti ed i rifugiati;
Fase 3:Promuovere campagne di prevenzione sulla tratta degli esseri umani, in particolare bambini, bambine ed adolescenti;
Fase 4:Incidere nel cambio delle politiche pubbliche migratorie.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione
Attività della Fase 1:
- Partecipazione nell’organizzazione di seminari nazionale e regionali per l’elaborazione del piano operativo annuale;
- Organizzazione di corsi formativi e seminari rivolti al personale della Pastorale Sociale;
Attività della Fase 2:
- Organizzazione di eventi di sensibilizzazione sul fenomeno migratorio (Settimana del Migrante);
- Partecipazione a trasmissioni radiofoniche inerenti le tematiche dei migranti e dei rifugiati;
- Organizzazione di seminari nelle scuole e nelle università in relazione alla tematica migratoria;
Attività della Fase 3:
- Organizzazione e promozione di campagne di prevenzione inerenti le problematiche della tratta delle persone;
- Organizzazione di seminari nelle scuole e nei licei destinati agli adolescenti, potenziali vittime della tratta delle persone;
- Partecipazione alle attività di denuncia in violazione alle leggi sulla tratta delle persone;
Attività della Fase 4:
- Rappresentanza negli spazi istituzionali in relazione al tema della tratta delle persone e della migrazione;
- Partecipazione agli incontri della Mesa de Trabajo sobre Migraciones Laborales (MTML), spazio di dialogo e concertazione sociale tra lo Stato ecuadoriano e la società civile;
- Partecipazione alle riunioni della Red de protección de la niñez.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente
- 1 responsabile dell’area migrazione (controparte locale)
- 1 responsabile dell’area comunicazione (controparte locale)
- 1 responsabile dell’area legale (controparte locale)
- 1 Segretaria (controparte locale)

