Tchipangalwa in festa
Il progetto Tchipangalwa - che nella lingua della tribù Umbundu, che popola questa regione dell'Angola, é usata per indicare un "lavoro comunitario" - nasce nel 2003 con l'obiettivo di offrire assistenza a rifugiati ed ex militari della guerra civile, che in questa zona ha conosciuto uno dei suoi scenari più distruttivi. Con la fine degli scontri rifugiati e militari ritornano nella loro terra d'origine ed è in questo momento che inizia l'intervento di Okutiuka in questa zona. Inizialmente l'organizzazione offre un appoggio alimentare alla popolazione ed in seguito alla nascita dei villaggi viene individuata, dalla gente del posto insieme al progetto, una fazenda abbandonata dall'epoca dell'indipendenza del Paese (1975). Lo Stato consegna i 1.000 ettari di terra alla ONG Okutiuka, che la ribattezza con il nome di "Mbundu".
Al momento attuale 226 ettari sono coltivati a cereali, frutta ed ortaggi. Ognuna di queste colture offre i prodotti da vendere nei mercati dei vicini centri abitati, vengono inoltre ricavati i semi che sono distribuiti a credito alle popolazioni locali in cambio di un ritorno degli stessi che, in vista della successiva semina, permetteranno di coltivare un'area più vasta ed impegnare maggiore mano d'opera. L'allevamento é un'altra attività che la fattoria ha intrapreso. Oltre a queste attività, il progetto offre supporto alle vedove, agli orfani ed agli anziani del posto, per mezzo di donazioni di prodotti agricoli, nonché capi di bestiame. Il personale impiegato nella struttura varia da un minimo di 80 ad un massimo di 200 persone, a seconda della quantità della mano d'opera necessaria.
Per dare sostenibilità al progetto dal marzo 2006 si sta lavorando alla creazione delle condizioni ottimali affinché la fattoria venga gestita da una cooperativa formata dalle persone che in essa lavorano. É in quest'ottica che è stata pensata la prima fase, quella di "rinforzo istituzionale", che ha avuto come obiettivo la formazione degli interessati sugli aspetti di carattere organizzativo e gestionale della cooperativa. Con ciò si sta cercando di passare alla popolazione locale tutte le conoscenze di cui ha bisogno per portare avanti in maniera indipendente e funzionale l'attività. Durante questa fase é stato scritto lo statuto che dovrà essere approvato dall'Assemblea Generale della cooperativa e dal Ministero della giustizia, sono stati creati inoltre un Comitato di Gestione, un Consiglio Direttivo, un Consiglio Fiscale ed una Direzione Esecutiva.
La seconda fase riguarda la definizione giuridica della cooperativa che avrà il Consiglio Direttivo, formato da 15 persone elette cada due anni, come suo rappresentante. Questa fase prevede inoltre una specializzazione amministrativa dei vari organi, oltre che una specializzazione per settore dei diversi gruppi di lavoratori (agricoltura, allevamento, commercio ed assistenza sociale).

