BRASILE - FOCSIV
SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: PARNAIBA
1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Dal 2003 è alla presidenza del Paese Ignacio Lula da Silva, leader del Partido dos Trabalhadores (PT), la cui elezione ha destato grandi aspettative soprattutto tra la popolazione più povera del Brasile. Essendo ormai a fine del suo mandato elettorale, si può fare un bilancio di questi anni di Governo Lula, recentemente colpito da scandali di corruzione politica, e seppur possano riconoscerci degli sforzi nell’implementare politiche volte alla riduzione della povertà nel Paese, il divario tra ricchi e poveri è ancora sensibile e le problematiche che affliggono questo Paese, nonostante le forti potenzialità dell’economia brasiliana, sono ancora molto evidenti. Per ottenere la vittoria elettorale, il PT dovette allearsi con alcuni settori conservatori e di destra ed impegnarsi a saldare i debiti con gli organismi internazionali. Questo ha sicuramente portato il Governo Lula a dover tener conto di alcuni condizionamenti esterni. Le priorità assunte sono state soprattutto rivolte all’emergenza alimentare, rimandando commesse militari ed edilizie e dirottando fondi per garantire sicurezza alimentare nel Paese. Si è così dato vita ad un programma di vasta portata “Fome Zero” che attraverso politiche multisettoriali ha attivato un sistema di aiuti e sostegno alle famiglie a maggior rischio di esclusione sociale. Secondo i dati dell’UNDP, il Brasile ha un indice di sviluppo umano pari a 0,792 che lo pone al 63° posto della classifica mondiale. Circa il 40% dei brasiliani vive al di sotto la soglia di povertà. Deve segnalarsi anche una forte disparità nelle condizioni di vita tra le regioni brasiliane: la parte pu’ povera sono gli Stati del Nord-Est. Inoltre, si riscontra una forte discriminazione nei livelli di vita tra la popolazione bianca e quella nera. In media un bianco ha un reddito pro-capite che è 2 volte superiore a quello di una persona di colore. Si consideri anche che il 69% della popolazione povera brasiliana è costituita da persone di colore. Tale discriminazione si riflette in misura significativa anche nell’accesso all’istruzione e al mercato del lavoro. Altro elemento di distinzione nell’analisi dei livelli di povertà nel Paese è dato dalla diversa distribuzione della ricchezza tra le aree rurali maggiormente soggette all’emarginazione e le aree urbane più sviluppate ma con popolazione fortemente a rischio nelle aree periferiche. Più dell’80% delle famiglie nelle aree rurali e quasi il 10% delle famiglie nelle aree urbane non ha accesso all’acqua potabile. Uno dei problemi fondamentali rimane la iniqua distribuzione della terra che favorisce la grande proprietà terriera a danno dei piccoli produttori. Questo forte divario tra ricchi e poveri si riflette negativamente anche sulla sicurezza nel Paese. I livelli di criminalità sono molto alti e spesso dovuti alle forti tensioni sociali presenti nel Paese. Il sistema giudiziario risulta inefficace e osservatori dei diritti umani denunciano la lentezza dei procedimenti giudiziari ed un alto numero di crimini che restano impuniti. Altra grave violazione dei diritti umani è quella dello sfruttamento sessuale minorile legato soprattutto al crescente turismo sessuale. L’economia brasiliana, tra le più sviluppate di tutto il Sud America ed anche con una crescente presenza sul mercato mondiale, si basa principalmente sul settore agricolo, sull’industria mineraria (il Brasile è il più grande esportatore di ferro, così come uno dei principali di acciaio), sull’industria manifatturiera e sul settore dei servizi. Il Brasile è anche uno dei Paesi al mondo con il piu’ ricco patrimonio ambientale e con una forte biodiversità che è però minacciata a causa dei fenomeni di deforestazione (soprattutto nel Rio delle Amazzoni) e del degrado ambientale provocato dall’inquinamento derivante dalle scorrette attività minerarie. Per quanto l’economia nazionale progredisca bene, rimangono pericolosi elementi di vulnerabilità tra i quali un debito interno ed estero che pesa fortemente sul bilancio dello Stato.
2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
Nel Brasile una delle regioni più marcate da povertà e disuguaglianza interna é il Nordest che riunisce alcuni tra gli stati più poveri della federazione. Il progetto si svolgerà nello stato del Piauì, che, insieme con il vicino stato del Maranhao, capeggia la classifica dei poveri raggiungendo l’impressionante percentuale del 66%. La città di Parnaìba, la seconda dello stato, con circa 130.000 abitanti, soffre una situazione di disoccupazione drammatica: da una indagine recente é emerso che in tutta la città ci sono solo 7.000 impieghi garantiti e che due terzi della popolazione vive con un reddito medio mensile inferiore ad un salario minimo che attualmente é di 240 Reais (circa 73,50€). Nell’Ilha Grande (Isola Grande) - comune periferico alla città di Parnaiba - la situazione non muta e la stragrande maggioranza delle persone vive poveramente, ricavando il suo sostentamento dalle attività di pesca, agricoltura, artigianato e appoggiandosi ai più anziani che godono di una pensione. Molti, da quando esiste il nuovo Municipio, vivono come funzionari pubblici (sempre precari a causa dei cambiamenti continui realizzati dall’amministrazione locale) o si appoggiano alle forme clientelari. Non ancora sviluppato il potenziale turistico locale nonostante le notevoli ricchezze paesaggistiche e naturali. Il clima tropicale caratterizza la zona del Comune di Ilha Grande, comune periferico alla città, e la parrocchia di N.S. da Conceiçào (sede di realizzazione del progetto di impiego), con circa 10 mila abitanti, con un’economia che si articola in piccole attività commerciali di tipo informale, in particolare pesca artigianale ed agricoltura familiare sotto forma di mezzadria. Gli agricoltori sono quasi l’80% dei lavoratori. Tutti svolgono le loro attività spostandosi con barche nelle isole vicine per la semina ed il raccolto. Dovranno però, al proprietario della terra nel momento del raccolto stesso il 25% del reddito. Le attività di agricoltura e pesca si completano, a volte, con altre attività del settore informale, poiché soltanto una non sarebbe sufficiente alla sussistenza. Nella pesca è predominante la raccolta di caranguejos (granchi) che comporta scarso reddito e notevoli danni fisici a chi svolge tale pratica. Nell’assenza di un adeguata politica abitativa, le condizioni di sopravvivenza degli isolani sono da considerarsi disumane: abitano in case fatiscenti, senza i requisiti minimi di igiene o di protezioni da fenomeni naturali. Dalle ultime statistiche risulta che nella maggior parte delle abitazioni mancano acqua corrente, servizi sanitari e fognature, il pavimento è in terra battuta, rare pareti in muratura, il tetto a volte è precario o manca di una sua parte. A causa di queste situazioni precarie, l’indice di alcune malattie (verminosi, dermatosi, patologie intestinali e respiratorie) è molto alto. In questo territorio si interverrà nei settori: “Sicurezza Alimentare, Tutela Infanzia e Adolescenza, Sviluppo Economico e Commercio e Sviluppo Rurale”.
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
SVILUPPO ECONOMICO E COMMERCIO
La realtà sociale, economica ed educativa, si presenta con ancor più forza se analizziamo la situazione che vive il Nord-Est Brasiliano. In questa regione si trovano nove Stati. Con oltre un milione di Kmq di territorio e 3,5 milioni di abitanti, il Nord-Est ricopre la grande propaggine orientale del Brasile. Anche dal punto di vista culturale questa grande area è tra le più stimolanti: storia e tradizioni provenienti da più continenti qui s’intrecciano, dando origine a commistioni estremamente originali e inedite. La regione del Nord-Est è tra le più povere del Brasile: il tasso di analfabetismo è il più alto del paese, le terre sono oggi le meno generose e la crescita demografica è assai elevata. Pur con differenti caratteristiche, la principale problematica degli stati del nord est promana da una irrisolta questione agraria e dal generale conservatorismo delle oligarchie economiche e politiche che concentrano la ricchezza e il potere locali. La violenza personale in conflitti di terra, lavoro schiavo e forzato, violazione delle leggi sul lavoro attraverso l’utilizzo di mano d’opera minorile, minacce e espulsioni rimangono generalmente impuniti. La migrazione verso altri stati è anche frutto di tali impunità. Migrazione che immette in ulteriori situazioni di diritti negati, che impediscono alla popolazione (specie quella rurale) di crescere e di partecipare al processo economico e sociale di sviluppo. I dati dell’esclusione per motivi di razza e di sesso sono per esempio facilmente riassumibili nella differenza di accesso al lavoro. I salariati maschi con scolarità superiore guadagnano in media 17,3 salari minimi rispetto ai 10,1 delle donne con le stesse caratteristiche. Un dato che sintetizza la reale condizione della maggior parte della popolazione è rappresentato dal tasso di denutrizione, che qui raggiunge il 70%. E’ quindi evidente che nel Nordest brasiliano, dal punto di vista economico, agiscano meccanismi più raffinati di concentrazione della proprietà del mercato e del reddito, che impediscono alla popolazione lavoratrice ( che è la netta maggioranza) di godere dei benefici dello sviluppo.
TUTELA INFANZIA ED ADOLESCENZA
La situazione di carenza e di abbandono dei minori è uno dei maggiori problemi del Brasile, e costituisce una seria sfida per il suo futuro. Le statistiche attuali indicano che 40 milioni di bambini brasiliani soffrono per carenze fondamentali di vario tipo: mancanza di una famiglia, di una casa, di un’alimentazione sufficiente, di igiene, di formazione scolastica di base. Si calcola che a Belo Horizonte vi siano almeno 300.000 bambini in situazione di carenza; di questi, circa 15.000, con una età compresa tra i 5 e i 14 anni, passano la maggior parte della loro vita sulla strada, senza il controllo dei genitori o dei parenti, impegnati per procurare il reddito necessario alla sopravvivenza. In molti casi, la situazione familiare è disgregata; è molto alto il tasso di abbandono del tetto coniugale da parte del marito, che priva così la famiglia dell’unica fonte di reddito e obbliga la donna ad assumere qualsiasi tipo di servizio in luoghi distanti dalla propria residenza, costringendola ad assentarsi da casa per quasi tutto il giorno. Questi fattori portano ad un progressivo distacco del minore dalla famiglia di origine, causando, nei casi più estremi, il fenomeno dei “bambini di strada”, gruppi di bambini e di adolescenti che vivono nella marginalità e nella violenza e che costituiscono una delle piaghe sociali più dolorose delle metropoli del Brasile. Anche coloro che non si distaccano dalla famiglia vivono in un contesto ambientale che impedisce una corretta crescita psicofisica: nutrizione insufficiente, scarsa igiene personale, esperienze di devianza di ogni tipo. Inoltre, nei bambini non cresce la capacità di rispettare le regole elementari della convivenza e di assumere responsabilità, divenendo così un ulteriore elemento di criticità delle prospettive di sviluppo sociale del territorio. L’abbandono e la dispersione scolastica sono una delle conseguenza peggiori di questa situazione: il 26% dei bambini brasiliani non frequenta la scuola. L’indice di analfabetismo sfiora il 20% e il numero dei ripetenti è altissimo: il 50% nella sola prima elementare. Su 100 ragazzi che iniziano le elementari solo 53 passano alle medie ma solo 13 le finiscono.
Salvador, capitale dello Stato di Bahia, con due milioni e mezzo di abitanti, dei quali circa un terzo vivono al di sotto o intorno alla soglia di povertà stabilita dai parametri dell’UNDP, conta circa 15.000 minori in situazione di sostanziale abbandono. Il triste fenomeno dei “meninos de rua”, i bambini che vivono sulla strada, è purtroppo ancora attuale come in molte città dei paesi poveri. Le ragioni sono molteplici: la fragilità del nucleo familiare, situazioni di violenza e di abuso tra le mura domestiche e nel quartiere, mancanza di opportunità scolastiche, di protezione, di integrazione in contesti sociali positivi. Spesso sono proprio i ragazzi più intelligenti e sensibili a non reggere il peso delle contraddizioni e ad andarsene di casa. I bambini di strada, e ancor più le bambine, sono vittime di nuove violenze: dal rifiuto della gente, alle gangs che li sfruttano in cambio di protezione, alla persecuzione dei commercianti e della polizia. Molti fra loro incappano nelle maglie della legge, di solito all’inizio per aver commesso piccoli reati. Inizia così per loro un nuovo calvario tra le istituzioni per i minori infrattori, dal quale – per ammissione delle stesse autorità- “quelli che escono vivi, non escono certo migliori”. Le alternative, pur previste dalla legge per coloro che sbagliano per la prima volta e per le infrazioni minori , come la semilibertà, la libertà vigilata, i lavori socialmente utili, l’affidamento ai servizi sociali, eccetera, sono inapplicabili per i ragazzi appartenenti a famiglie fragili e disgregate oppure orfani, cioè quando non esistono adulti di riferimento in grado di assumerne la responsabilità.
SICUREZZA ALIMENTARE
L’agricoltura è storicamente la fonte primaria di alimenti per una popolazione che richiede un sempre maggior quantitativo di tali prodotti a fronte di un crescente livello demografico. Ad aggravare una tale situazione di deficit alimentare contribuisce il progressivo abbandono di attività legate alla produzione primaria, spesso non più sufficientemente remunerativa, prediligendo ad esse l’illusione di facili opportunità d’impiego e di rendita offerte dai centri urbani. Il Brasile non fa eccezione ed anzi si contraddistingue per l’intensità di tale processo di abbandono delle terre. Nel periodo tra il 1960 ed il 2001 la popolazione urbana brasiliana è passata dal 46,1% della popolazione totale all’83,9%, connotando il Brasile quale uno dei paesi col maggior tasso di crescita della popolazione urbana su scala globale. Se si tiene inoltre conto dell’aumento demografico, frutto del minor tasso di mortalità e dell’incremento nell’aspettativa di vita, ci si trova di fronte a una situazione caratterizzata dalla necessità di produrre più alimenti con una popolazione agricola in calo. Gli agricoltori dovranno essere capaci di rispondere alla sfida riducendo al minimo gli effetti di depredazione del suolo riconducibili a un suo eccessivo sfruttamento. A complicare il quadro contribuiscono le difficoltà riconducibili agli aspetti strutturali del settore agricolo brasiliano, soprattutto per quanto attiene la ripartizione delle terre coltivabili. La questione agraria in Brasile è particolarmente complessa e dirompente per il livello di concentrazione della proprietà delle terre: da un rapporto del 1990, curato da FAO e UNDP, il Brasile è risultato al secondo posto nel mondo per il livello di concentrazione della terra. Lo 0.1% dei proprietari terrieri possiede il 43.5% di tutte le terre coltivabili del Brasile, mentre il 53% dei proprietari possiede aree inferiori ai 10ha per un totale del 3% di tutte le terre. Ciò che appare sorprendente inoltre è che la concentrazione della proprietà è andata ancora aumentando negli ultimi decenni, in particolare nei due stati del Mato Grosso do Sul e del Mato Grosso. La riforma agraria si propone di assicurare il diritto di accesso alla terra per milioni di persone, ma la redistribuzione delle proprietà é lenta e difficoltosa: tra il 1985 e il 2001 le famiglie insediate sono state 500.000 grazie a quasi 5.000 progetti di assentamento, traguardo comunque lontano dall’obiettivo di garantire la terra ai 4,6 milioni di famiglie sem terra brasiliane.
4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
Il progetto è incentrato sul recupero delle fasce sociali più marginali promuovendone una valorizzazione sociale ed economico nell’ambito dello sviluppo locale del territorio di Parnaiba. Il progetto si svilupperà in tre ambiti:
A) Nell’ambito della Tutela Infanzia e Adolescenza:
- Recupero nutrizionale dei bambini in età prescolare, come prerogativa per permettere lo sviluppo di tutti gli aspetti della loro vita;
- Promuovere un lavoro educativo globalizzante con i familiari per monitorare il processo di recupero, evitando ricadute, diagnosticare e correggere errori, abitudini alimentari inadeguate delle madri responsabili dei bambini, facilitare l’accesso delle famiglie più povere alle risorse dei servizi sociali disponibili nel territorio di Parnaiba;
- Promuovere una formazione permanente del personale operante nei centri nutrizionali in sinergia con i servizi e le istituzioni preposte a tali problematiche infantili e presenti nelle aree interessate;
B) Nell’ambito dello Sicurezza Alimentare:
- Miglioramento delle condizioni alimentari della popolazione, attraverso promozione dello sviluppo rurale con la creazione degli orti comunitari.
C) Nell’ambito dello Sviluppo Economico e Commercio:
- Promozione di iniziative di sviluppo locale e metodologie d’intervento dell’economia solidale;
- Promuovere iniziative per il riscatto della dignità delle donne e di miglioramento della piccola economia familiare, con attività di animazione e organizzazione di gruppi di microcredito e di economia solidale;
- Promuovere il settore del turismo responsabile e sostenibile.
5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il Centro Nutrizionale di Vazantinha ospita bambini da zero a sei anni e, dalle sedici del pomeriggio giovani e adolescenti dai sette ai dodici anni. Dopo le ore venti, vi è la presenza delle famiglie, dei genitori dei giovani delle due fasce di età ospitate nel centro, che vengono coinvolte in attività di sensibilizzazione e formazione, pedagogica e sanitaria. Il piano di attuazione di questa attività è annuale e segue di pari passo la presenza dei giovani all’interno della struttura. Le medesime strutture dei centri diventano luogo di formazione e partecipazione democratica, nonché di informazione e formazione alle politiche di sviluppo locale sostenibile.
Fase 1: Rafforzamento gestionale ed operativo del Centro Nutrizionale di Vazantinha
Fase 2: Rafforzamento e valorizzazione funzionale del settore della Promozione Umana e Sociale
Fase 3: Sviluppo sostenibile del tessuto economico locale
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
I volontari in servizio civile nello svolgimento dei loro compiti affiancheranno il personale locale nello svolgimento delle attività presso il Centro Nutrizionale di Vazantinha e nel territorio di Parnaiba. Il Centro Nutrizionale ha l’obiettivo non solo di curare, ma anche di offrire spazi utili alla realizzazione di iniziative che possono incidere sulle cause della denutrizione energetico-proteica e della promozione sociale della donna e dei bambini in particolare. In questa strategia di sviluppo locale, le iniziative si completano attraverso la promozione di interventi di sviluppo della micro-imprenditorialità locale al fine di promuovere un effettivo miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale.
Attività della Fase 1:
- Creazione di una cartella clinica individuale;
- Gestione di protocolli di diagnosi e cura;
- Servizio di consultazione alle famiglie su igiene di base e dieta alimentare nell’ambito neonatale e infantile;
- Monitoraggio e accompagnamento sull’applicazione, e dei progressi raggiunti, dei protocolli nutrizionali seguiti dalle famiglie del territorio di Parnaiba;
- Incontri di formazione e aggiornamento professionale al personale socio-sanitario locale su aspetti clinici e di prevenzione, corretto impiego delle attrezzature sanitarie disponibili, nonché di organizzazione alla gestione sanitaria di base;
Attività della Fase 2:
- Educazione, pedagogia, animazione ludica, e supporto scolastico per bambini;
- Servizio di consultazione alle famiglie su igiene di base e dieta alimentare nell’ambito neonatale e infantile;
- Monitoraggio e accompagnamento sull’applicazione, e dei progressi raggiunti, dei protocolli nutrizionali seguiti dalle famiglie del territorio di Parnaiba;
- Animazione sociale attraverso la preparazione e organizzazione di laboratori e pièces teatrali;
- Coordinamento organizzativo e progettuale del settore della promozione della donna e del settore della tutela dei minori;
Attività della Fase 3:
- Indagini e mappatura del tessuto sociale ed economico locale;
- Formazione alla gestione contabile e organizzativa;
- Promozione alla microimprenditorialità e all’associazionismo di categoria;
- Promozione del microcredito rurale;
- Promozione degli orti comunitari a garanzia di sicurezza alimentare sia per le comunità locali che in particolare del Centro Nutrizionale;
- Promozione del commercio equo e solidale;
- Promozione della commercializzazione dei prodotti attraverso l’individuazione di reti di commercializzazione e distribuzione;
- Mappatura e coordinamento delle realtà naturali, sociali ed economiche capaci di integrarsi nel settore del turismo responsabile
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
- 1 direttrice (volontaria)
- 2 responsabili (dipendente)
- 1 pediatra nutrizionista (volontaria)
- 1 infermiera (dipendente)
- 1 pedagogista (volontaria)
- 1 assistente sociale (volontaria)
- 2 educatrici (dipendente)
- 1 ausiliaria per pulizie e lavanderia (dipendente)
- 1 cuoca (dipendente)
- 4 operatori per attività di animazione (volontari)
Ruolo ed attività previste per il volontario nell’ambito del progetto.
1 Volontario Servizio Civile con competenze in ambito socio-sanitario:
- Supporto e promozione delle attività del Centro Nutrizionale di Vazantinha sia per quanto riguarda l’ambito clinico, che per quanto riguarda l’ambito organizzativo dell’igiene pubblica;
- Supporto e promozione attività socio-sanitarie legate alla dieta alimentare nutrizionale;
- Supporto informazione, animazione e sensibilizzazione sociale e familiare nel territorio di Parnaiba;
2 Volontario Servizio Civile con competenze in ambito di promozione sociale:
- Supporto e promozione nell’educazione e sensibilizzazione alla dieta alimentare nutrizionale;
- Supporto e promozione nella pedagogia e animazione dei bambini;
- Supporto e promozione alle famiglie;
- Supporto e promozione alle iniziative di promozione femminile;
- Supporto informazione, animazione e sensibilizzazione sociale e familiare nel territorio di Parnaiba;
1 Volontario Servizio Civile con competenze in ambito dello sviluppo locale:
- Promozione e rafforzamento organizzativo della società civile organizzata del territorio di Parnaiba;
- Supporto e promozione alle tecniche di gestione contabile e organizzativa;
- Individuazione di una “comunità pilota” nella quale proporre l’attività degli orti comunitari, individuando e costituendo un gruppo che si attivi nella realizzazione della fase successiva e contemporaneamente individuando un’area adatta all’uso;
- Supporto e promozione alle tecniche di gestione economica di microimprese e cooperative operanti nei settori dei servizi sociali alla persona, del settore agroalimentare, dell’artigianato e del turismo sostenibile;
- Supporto informazione, animazione e sensibilizzazione sociale e familiare nel territorio di Parnaiba;
6. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
35 ore settimanali
7. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
5 giorni
8. MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
I volontari in servizio civile permarranno all’estero mediamente per dieci mesi.
Ai volontari in servizio si richiede: elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni sporadici durante i fine settimana; osservare le indicazioni dei referenti dei progetti in loco; in alcune sedi disponibilità alla vita comunitaria; rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; disponibilità a trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell’ambito dello stesso paese di assegnazione; disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all’estero; disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l’estero.
9. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Nessuna
10. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Si ritiene di dover suddividere tra requisiti generici (che tutti i candidati devono possedere) e requisiti specifici inerenti aspetti tecnici connessi ai singoli paesi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare.
In considerazione della specificità dell’esperienza all’estero (adattamento culturale, climatico, relazionale; lavoro con il partner locale) si richiedono ai candidati, preferibilmente, i seguenti requisiti generici:
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato
- Conoscenza della federazione o di uno degli organismi ad essa associati e delle attività da questi promosse
- Competenze informatiche di base e di Internet.
SPECIFICI:
Per tutti i volontari è richiesta la conoscenza della lingua portoghese.
- 1 volontario con formazione socio-sanitaria, preferibilmente in ambito sanitario (medicina, infermeria, scienze della nutrizione, pedagogia);
- 2 volontari con formazione in promozione sociale, preferibilmente in educazione e sensibilizzazione verso categorie sociali in disagio, formazione, pedagogia, promozione femminile;
- 1 volontario con formazione economica, preferibilmente in gestione organizzativa, contabilità, studi di fattibilità, formazione, microimprese e cooperative, comunicazione sociale, turismo responsabile, agroalimentare.
DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
Volontari nel mondo FOCSIV
Via S. Francesco di Sales, 18
00165 Roma

