BOLOVIA - ASPEM
SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: LA PAZ (vol. 2), TARIJA (vol. 1)
1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Le recenti elezioni di dicembre 2005 hanno portato alla guida del Paese ad Evo Morales, leader indigeno del Movimiento al Socialismo - MAS. Questa elezione ha sicuramente costituito un segnale importante per un Paese la cui maggioranza della popolazione, circa il 60-70%, è indigeno (le due etnie principali sono gli Aymara e i Quechua). Nonostante gli indigeni costituiscano la maggioranza, soprattutto nelle aree rurali, le discriminazioni a loro danno e la violazione dei loro diritti, soprattutto in ambito economico, restano tuttora pratiche ampiamente diffuse. La storia di questo Paese è caratterizzata da continue guerre sia sul fronte esterno, con gli altri Stati sudamericani per questioni di confine (si consideri l'ancora attuale disputa con il Cile relativa alla rivendicazione della Bolivia per riappropriarsi di uno sbocco sul Pacifico), sia sul fronte interno, per una serie di golpe militari che lo hanno reso tra gli Stati più instabili della regione sudamericana. Nell'imminente agenda politica del Paese ci sono due importanti questioni: da un lato l'elezione dei membri dell'Assemblea Costituente incaricata di redigere nuovamente la Carta costituzionale, dall'altro il referendum sulle autonomie regionali. Su entrambi questi appuntamenti convergono diverse aspettative: garantire maggiore riconoscimento ed autonomia ai popoli indigeni che rivendicano un diretto controllo del territorio e delle risorse naturali, definire un sistema di equa redistribuzione della ricchezza derivante dalle riserve di gas naturale, dare impulso a riforme in senso federalista. Nonostante i 23 anni di costituzione di un sistema democratico e le due decadi di riforme strutturali tentate nel Paese, la Bolivia è tuttora uno dei Paesi più poveri della regione sudamericana. Secondo le stime dell'UNDP, l'indice di sviluppo umano è pari a 0,687 collocando il Paese al 113° posto nella classifica mondiale. È stato rilevato che il 64% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. La vittoria alle presidenziali di Morales è in parte dovuta alla campagna incentrata principalmente sull'impegno a cambiare la tradizionale classe politica boliviana e a dare potere alla maggioranza più povera. L'attività mineraria è senz'altro la ricchezza principale del Paese, che è tra i maggiori produttori mondiali di stagno. L'economia boliviana potrebbe beneficiare in larga parte delle riserve di gas naturali che rappresentano una risorsa naturale scoperta negli ultimi anni ma che il più delle volte è stata fortemente politicizzata. A seguito di un referendum del 2004, in cui la popolazione si è espressa affinché ci sia il recupero di controllo da parte dello Stato degli idrocarburi, l'industrializzazione ed esportazione di gas, il potenziamento dei giacimenti petroliferi del Governo, l'aumento delle imposte alle Compagnie, nel 2005 è stata emanata una nuova legge che è stata fortemente criticata e ha determinato reazioni di protesta da parte degli investitori stranieri. Importante settore dell'economia boliviana è anche l'agricoltura, per quanto l'arretratezza dei sistemi e l'inadeguato sistema di trasporti ne compromette le potenzialità: sebbene il Paese sia autosufficiente nella produzione di zucchero, riso e carne, è però dipendente dalle importazioni per altri prodotti alimentari di base. La perdita di potere d'acquisto ed il basso livello di produzione sono tra le principali cause di insicurezza alimentare presente nel Paese. Problema che i Governi boliviani hanno cercato di arginare sono le coltivazioni di coca, che rappresentano una fonte di reddito importante per i piccoli agricoltori. La strategia è quindi quella di garantire fonti alternative di guadagno per questi produttori; a tal fine, nel 2004, è stato definito un piano, a livello governativo, per contrastare le produzioni di coca che ha ottenuto l'approvazione delle federazioni di agricoltori e del MAS.
2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
LA PAZ
La Paz, capitale boliviana, situata in una collocazione particolarmente ostica dal punto di vista delle condizioni climatiche è una città determinata da due realtà ben distinte, fino a identificarsi con due città differenti. Quella centrale, residenziale e ricca, e quella sull'altipiano, in cui si riversano le fasce di popolazione meno abbienti. In tutto il Paese e dunque anche e soprattutto a La Paz si registra un alto tasso di crescita demografica, dato cui si contrappone un'elevata mortalità infantile. La fecondità in Bolivia è di 4.2 figli per donna, nonostante la riduzione registrata ancora si considera elevata nel contesto latinoamericano. Le lingue ufficiali sono lo spagnolo e gli idiomi indios, quechua e aymara. Il cattolicesimo, praticato da circa il 95% della popolazione, è la religione ufficiale nonché quella maggiormente professata. L'istruzione è gratuita e obbligatoria dai sei ai quattordici anni di età, ma la maggior parte delle scuole si trova nei distretti urbani e non possono quindi essere frequentate da chi vive nelle zone rurali. Il tasso di alfabetizzazione, che si aggira intorno all'80% (2001), è tra i più bassi dell'America latina. Negli ultimi anni si sono manifestati conflitti di tipo sociale che hanno portato a manifestazioni di protesta nei confronti del governo. Le contestazioni sociali sfociano solitamente in blocchi stradali e manifestazioni in tutto il Paese. La popolazione rivendica salari più giusti, la riduzione della povertà, la statalizzazione di alcuni settori dell'economia (gas naturale) e di alcuni servizi di base come ad esempio quello dell'acqua. La povertà colpisce più del 60% della popolazione, ed in particolare si concentra nell'area rurale e nei quartieri periferici dell'area urbana: la breccia fra i ricchi ed i poveri aumenta ogni giorno e non si prospettano possibilità concrete per attenuarla. Altro problema di rilevanza sociale è la condizione della donna: la donna è oggetto di forti discriminazioni e al contempo pilastro della struttura sociale. In Bolivia e soprattutto a La Paz continuano ad esistere e ad essere attuati modelli di genere inflessibili. Ed anche se la partecipazione delle donne all'economia formale è aumentata negli ultimi anni tuttavia esistono ostacoli per una sua integrazione completa.
TARIJA
E' il capoluogo dell'omonima regione ed è caratterizzata principalmente da una realtà geografica ed economica fondata sull'agricoltura. Presenta tutte le problematiche di una zona rurale: alta mortalità infantile, alta natalità, alta mortalità materna, alta immigrazione proveniente sia dalle campagne limitrofe sia dalle campagne della regione. In 22 anni (1976-1998) il tasso di mortalità materna è stato ridotto in 3,5% per anno e negli ultimi anni la riduzione è stata più lenta che in tutto il territorio nazionale. Altro aspetto da tener presente è la migrazione. La migrazione riveste carattere di importanza dovuto all'impatto che ha nella dinamica demografica del dipartimento. Santa Cruz e Tarija sono in particolare i recettori più importanti di popolazione. Altro problema di rilevanza sociale è la condizione della donna soggetta a discriminazioni di genere nell'economia, la politica, società. Le zone maggiormente interessate dal progetto sono accomunate dall'appartenenza della popolazione alle fasce di minor reddito, ben al di sotto della soglia di povertà.
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
DONNE E SVILUPPO
La condizione della donna è oggetto di forti discriminazioni e al contempo pilastro della struttura sociale e per questo rappresenta l'elemento chiave dell'azione in cui si inserisce il progetto. In Bolivia continuano ad esistere modelli di genere inflessibili. Essere donne o uomini sono processi di apprendimento sorti dai ruoli socialmente stabiliti e fortificati da norme e coercizioni. Anche se la partecipazione delle donne all'economia formale è aumentata in modo continuativo tuttavia esistono ostacoli per una sua integrazione completa, soprattutto nell'area rurale. Malgrado l'inserimento nel mercato del lavoro, la partecipazione della donna continua ad essere molto inferiore a quella degli uomini. Altro dato da sottolineare è che anche nel momento in cui la donna ha un lavoro salariato, la donna continua a guadagnare meno degli uomini. Tra i fattori che contribuiscono a questa forbice salariale troviamo la partecipazione massiccia della donna nel settore dei servizi che continua ad essere quello peggio retribuito. La partecipazione della donna in area rurale nella forza lavoro si situa più in basso rispetto a quella dell'uomo rurale e della donna in area urbana dovuto tra l'altro alla sua attività nell'ambito domestico. A differenza delle zone urbane la donna in area rurale è l'unica responsabile del lavoro domestico. Questo unito all'alto tasso di fertilità limita la partecipazione della donna nelle attività produttive. L'accesso alla terra da parte delle donne è aumentato significativamente durante le ultime due decadi. La terra e le altre risorse sono dati essenziali per la qualità della vita della donna rurale dato che rappresentano un importante mezzo di vita in se stesso e facilitano l'accesso a forme di credito e di assistenza tecnica. La mortalità materna è il problema di salute più importante che danneggia la donna in Bolivia. L'alto tasso di mortalità materna è relazionato principalmente con la mancanza di servizi di salute materna. La mortalità materna tende ad essere più elevata nell'area rurale e tra le popolazioni indigene. Negli ultimi vent'anni la forbice tra il livello di educazione degli uomini e delle donne si è andato riducendo. Va infine sottolineato che uno degli atteggiamenti socio culturali particolarmente problematico è la prevaricazione del più forte sul debole, in tutte le sue forme: l'autoritarismo della polizia, lo sfruttamento del minore, l'abuso e la violenza sessuali, il maschilismo, la discriminazione etnica; comportamenti facilmente assunti e replicati dai giovani.
4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
- promuovere lo sviluppo integrale delle donne soprattutto dalle zone rurali e urbano marginali
- favorire i processi di emancipazione a favore delle donne emarginate per migliorare le loro capacità pratiche ed organizzative con il fine di partecipare attivamente al miglioramento della vita politica, economica e sociale di tutta la comunità.
- promuovere lo sviluppo di progetti produttivi con un'attenzione particolare all'artigianato in grado di competere sul il mercato locale e regionale. Sostenere le donne, che fanno parte delle organizzazioni, nella produzione e commercializzazione di beni e servizi di qualità.
- dar vita a vere leader in grado di avviare un consolidamento delle attuali organizzazioni di donne, cosi come la creazione di nuove organizzazioni.
- sostenere la promozione del protagonismo e della partecipazione delle donne nella vita politica locale, nel rispetto delle modalità e delle attività realizzate dai soggetti locali;
- costruzione di ponti di scambio tra le realtà del Sud del Mondo da porre in comunicazione e connessione con le realtà di provenienza dei caschi bianchi, consolidando reti e legami tra situazioni simili
5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
LA PAZ
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto promuove la formazione delle donne appartenenti all'associazione Pachamama e l'implementazione di progetti di tipo artigianale: il progetto è rivolto alle donne nell'area urbano marginale della città.
fase 1: elaborazione ed implementazione di momenti di formazione per le donne su vari temi. L'obiettivo è quello di rendere le donne informate, consapevoli ed attivamente coinvolte nella società in cui vivono.
fase 2: realizzazione di un progetto artigianale. L'obiettivo è quello di offrire opportunità di lavoro alle donne coinvolte nel programma, nella convinzione che sia il lavoro uno strumento importante di emancipazione.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Attività della fase 1:
- analisi sociologica della situazione
- elaborazione di un percorso di formazione rivolto alle donne
- realizzazione dei diversi momenti formativi
- sistematizzazione dell'esperienza e realizzazione di una "memoria" del percorso che costituisce patrimonio delle donne e delle associazioni coinvolte
Attività della fase 2:
- analisi economica della situazione
- elaborazione ed esecuzione di progetti artigianali
- creazione e realizzazione di un piano strategico commerciale
- sistematizzazione del lavoro svolto e divulgazione dell'esperienza
Risorse umane complessive necessarie per l'espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell'ente.
- 1 responsabile del progetto (dipendente controparte locale)
- 1 responsabile della qualità per prodotti artigianali (dipendente controparte locale)
- 1 assistente sociale (volontari controparte locale)
- 2 animatori di comunità (volontari della controparte locale)
Ruolo ed attività previste per il volontario nell'ambito del progetto.
- realizzare studi di mercato per i prodotti locali sia in ambito nazionale che internazionale.
- disegnare ed avviare un piano strategico di commercializzazione dei prodotti artigianali
- identificare fonti di finanziamento e collaborare nella gestione delle risorse economiche;
- strutturare un programma di progetti produttivi che rispondano alle esigenze delle donne e seguirne l'esecuzione;
- disegnare politiche e processi di commercializzazione;
- realizzare un'indagine sociologica sul ruolo della donna nella realtà boliviana con un particolare focus rispetto all'area urbano marginale de La Paz;
- disegnare un piano formativo
- realizzare una formazione alle donne dell'organizzazione di Pachamama, attraverso corsi e seminari;
- Visite di campo, nelle zone in cui si sviluppano le azioni di Pachamama, attività di coordinamento con i soggetti del territorio, produzione di materiali e campagne informativi
TARIJA
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto promuove la formazione delle donne appartenenti all'associazione Pachamama e l'implementazione di progetti di tipo artigianale: il progetto è rivolto alle donne nell'area rurale di Tarija.
fase 1: elaborazione ed implementazione di momenti di formazione per le donne su vari temi. L'obiettivo è quello di rendere le donne informate, consapevoli ed attivamente coinvolte nella società in cui vivono.
fase 2: realizzazione di un progetto artigianale. L'obiettivo è quello di offrire opportunità di lavoro alle donne coinvolte nel programma, nella convinzione che sia il lavoro uno strumento importante di emancipazione.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Attività della fase 1:
- analisi sociologica della situazione
- elaborazione di un percorso di formazione rivolto alle donne
- realizzazione dei diversi momenti formativi
- sistematizzazione dell'esperienza e realizzazione di una "memoria" del percorso che costituisce patrimonio delle donne e delle associazioni coinvolte
Attività della fase 2:
- analisi economica della situazione
- elaborazione ed esecuzione di progetti artigianali
- creazione e realizzazione di un piano strategico commerciale
- sistematizzazione del lavoro svolto e divulgazione dell'esperienza
Risorse umane complessive necessarie per l'espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell'ente.
- 1 responsabile del progetto (dipendente controparte locale)
- 2 animatori di comunità (volontari della controparte locale)
Ruolo ed attività previste per il volontario nell'ambito del progetto.
- disegnare ed avviare un piano strategico di commercializzazione dei prodotti artigianali a livello locale
- identificare fonti di finanziamento e collaborare nella gestione delle risorse economiche;
- strutturare un programma di progetti produttivi che rispondano alle esigenze delle donne e seguirne l'esecuzione;
- disegnare politiche e processi di commercializzazione;
- realizzare un'indagine sociologica sul ruolo della donna nella realtà boliviana con un particolare focus rispetto all'area rurale di Tarija;
- disegnare un piano formativo
- realizzare una formazione alle donne dell'organizzazione di Pachamama, attraverso corsi e seminari;
- Visite di campo, nelle zone in cui si sviluppano le azioni di Pachamama, attività di coordinamento con i soggetti del territorio, produzione di materiali e campagne informativi
6. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
35 ore settimanali
7. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
5 giorni
8. MESI DI PERMANENZA ALL'ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
I volontari in servizio civile permarranno all'estero mediamente per dieci mesi.
Ai volontari in servizio si richiede: elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni sporadici durante i fine settimana; osservare le indicazioni dei referenti dei progetti in loco; in alcune sedi disponibilità alla vita comunitaria; rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; disponibilità a trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell'ambito dello stesso paese di assegnazione; disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all'estero; disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l'estero.
9. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
È richiesto ai volontari un elevato spirito di adattabilità. Questo si riferisce anche alle condizioni ambientali e sociali di una realtà segnata da povertà estrema e dalle contraddizioni di una società di un paese del sud del mondo. Occorrerà porre attenzione all'ingestione di cibo (che dovrà essere consumato preferibilmente cotto) e all'acqua che non essendo potabile dovrà essere bollita, oppure, più facilmente acquistata nei supermercati o negozi della città. Un altro possibile disagio potrebbe essere determinato dall'altitudine, disagio peraltro facilmente superabile nel tempo. In particolare si sottolinea il disagio dettato dalle condizioni climatiche nella città di La Paz - El Alto, caratterizzate da temperature rigide durante l'inverno e dall'aria rarefatta per l'altitudine. Nella zona di Tarija, eventuale disagio può essere caratterizzato dalla frequentazione di aree rurali e dalla partecipazione ad attività in ambito agricolo.
10. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Si ritiene di dover suddividere tra requisiti generici (che tutti i candidati devono possedere) e requisiti specifici inerenti aspetti tecnici connessi ai singoli paesi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare.
In considerazione della specificità dell'esperienza all'estero (adattamento culturale, climatico, relazionale; lavoro con il partner locale) si richiedono ai candidati, preferibilmente, i seguenti requisiti generici:
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato
- Conoscenza della federazione o di uno degli organismi ad essa associati e delle attività da questi promosse
- Competenze informatiche di base e di Internet.
SPECIFICI:
- Preferibile formazione in scienze politiche, scienze dell'educazione, della comunicazione, psicologia, infermeria, medicina, agraria, scienze sociali, antropologia;
- Preferibile esperienza sui diritti umani e sulle questioni di genere;
- Buona conoscenza della lingua spagnola, parlata e scritta;
- Preferibile esperienza all'estero in America Latina
DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
ASPEM
Via Dalmazia,2
22063 Cantù (CO)

