Gruppi di tematiche

ENTE: Volontari nel mondo Focsiv TITOLO DEL PROGETTO: Caschi Bianchi: Interventi Umanitari in Aree di Crisi - 2008

BENIN - FOCSIV

VOLONTARI RICHIESTI: N° 8


SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: KANDI

1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Conclusasi la dominazione coloniale nel 1960, il Benin ha attraversato difficili fasi in cui ad un primo periodo di dittatura militare è seguito nel 1972 il regime di Mathieu Kerekou che con vicende alterne è stato al potere per circa un trentennio, con una parentesi dal 1991 al 1996 del governo di Soglo. Le recenti elezioni di marzo 2006 hanno proclamato presidente del Benin Yavi Boni che ha vinto una competizione elettorale con 25 candidati alla presidenza. Nonostante alcune irregolarità, gli osservatori internazionali hanno definito le elezioni sostanzialmente regolari, segno che la democrazia introdotta a metà anni '90 sta dando i suoi primi frutti. Il Benin è tra i Paesi più poveri dell'Africa, secondo i dati UNDP l'indice di sviluppo umano è pari a 0,431 e l'aspettativa di vita alla nascita è di 52 anni, collocando il Benin al 162° posto nella classifica mondiale. Benché sia difficile una stima ufficiale degli abitanti, a causa dell'elevato tasso di mortalità dovuto alla diffusione dell'AIDS (5.800 morti nel 2003), si registra nel Paese una crescita demografica che nel 2005 è stata di circa il 3%. Tale incremento pone gravi problemi ed aumenta il flusso migratorio verso il Ghana. L'emigrazione interna segue la direttrice Nord-Sud: le popolazioni del Nord, maggiormente arretrato e povero, si spostano verso il Sud che, durante il periodo coloniale, ha beneficiato di un maggior livello di sviluppo nei settori agricolo e commerciale e ad oggi presenta una maggiore urbanizzazione rispetto al Nord.
La precarietà o inesistenza dei servizi sanitari non garantisce l'accesso all'acqua potabile e pone a rischio di contaminazione circa il 65% della popolazione, soprattutto quella che vive nelle aree rurali. I livelli di disoccupazione e sottoccupazione restano particolarmente allarmanti, mancano adeguate strutture sanitarie e scolastiche tanto che la mortalità per malattie endemiche (lebbra, parassitosi) oltre che per AIDS, come già detto, è particolarmente alto e si registra un tasso di analfabetismo pari al 60%. In ambito ambientale, si deve dar conto del processo di desertificazione e deforestazione che negli ultimi anni si è andato aggravando anche a causa di un aumento dei periodi di siccità. L'economia del Benin è fortemente arretrata e dipende essenzialmente dal settore agricolo, dalle produzioni di cotone e dal commercio. L'agricoltura assorbe il 65% della forza lavoro: al nord è praticata con metodi primitivi e al sud è ostacolata dalla presenza di suoli paludosi. La coltura piu' diffusa è la palma da cocco che cresce in maniera semispontanea e che assume il ruolo di monocultura nel sud. Il settore commerciale risente dell'interdizione con la Nigeria che vieta l'importazione di prodotti dal Benin, incrementando così il contrabbando e la criminalità nella zona di confine. Il patrimonio minerario è modesto e l'unica risorsa sfruttata è il petrolio che, dal 1982, contribuisce sensibilmente al miglioramento del reddito nazionale. Al fine di migliorare le proprie condizioni, il Benin dovrebbe essere in grado di attrarre maggiori investimenti esteri, incrementare il turismo, modernizzare i sistemi di produzione agricola introducendo anche processi per la conservazione degli alimenti, incoraggiare l'introduzione e l'utilizzo delle nuove tecnologie.

2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
KANDI
L'intervento del presente progetto verrà realizzato nella regione dell'Albori, il cui centro principale è Kandi. L'Alibori, che ha una popolazione di circa 500.000 abitanti, è situato a Nord-Est del Benin a 620Km da Cotonou, capitale economica posta sulla costa atlantica, e a circa 100Km dal confine settentrionale con il Niger. L'unica strada asfaltata della regione, quindi in condizioni decenti, è l'asse Cotonou-Malanville. Le altre sono piste sterrate, che durante la stagione delle piogge si allagano isolando interi villaggi. Solo sulla strada asfaltata si trovano corrente elettrica e acquedotti cittadini, servizi tra l'altro garantiti con discontinuità. Questa regione è caratterizzata da un clima che prevede una stagione delle piogge (da giugno a settembre), una stagione più fresca (in cui domina il vento chiamato Harmattan proveniente dal Sahara) e una stagione secca (da febbraio a giugno). La zona dell'Alibori è abitata da otto diversi gruppi etnici. Il più numeroso è quello dei Bariba, che hanno un ruolo importante nell'economia locale essendo i maggiori coltivatori della zona; seguono i Peulh, allevatori seminomadi, e i Dendi, concentrati al confine con il Niger. La religione principale è quella tradizionale, di tipo animista che influenza fortemente la cultura e la mentalità della gente: in ogni villaggio c'è il capo della religione tradizionale che rappresenta una vera e propria autorità al quale rivolgersi per ogni tipo di problema sia sul piano sanitario infatti è molto diffuso l'impiego della medicina naturale, sia per risolvere dispute o problematiche interpersonali. La religione musulmana è la seconda religione del paese mentre quella cattolica è diffusa solamente tra il 5% circa della popolazione. Per quanto riguarda l'aspetto economico, invece, bisogna evidenziare che la popolazione dipende in gran parte dall'agricoltura. Molti coltivatori praticano un regime di auto-sussistenza, mentre i grandi possidenti coltivano il cotone, con i conseguenti ritardi nei pagamenti che talvolta riescono a mettere sul lastrico intere famiglie allargate. Le coltivazioni più diffuse oltre al cotone, sono quelle di mais, sorgò, legumi (gombo e fagioli), arachidi e miglio. Molte famiglie coltivano la propria terra durante la stagione delle piogge e utilizzano i raccolti durante la stagione che va da ottobre a giugno.

3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
SANITÀ E GRANDI MALATTIE
Dal punto di vista sanitario, le carenze alimentari e le scarsissime condizioni igienico-sanitarie causano un alto tasso di malnutrizione, infezioni intestinali, anemia spesso associata a malaria, febbre tifoide ecc.. L'aids rappresenta una problematica in forte crescita soprattutto per la larga diffusione della poligamìa e la mancanza di informazione circa le modalità di trasmissione di tale malattia. Rispetto alle condizioni sanitarie locali, le strutture statali dell'area del nord est del paese, soprattutto nell'area rurale, non riescono a sopperire alle esigenze della popolazione, anche in considerazione dei costi per gli utenti, risultando spesso non accessibili alle fasce sociali più povere. L'assistenza sanitaria nell'area rappresenta un servizio di cruciale importanza, essendo numerose, nella zona, le cause di decesso. La Diocesi di Kandi ha tentato di sopperire alle carenze di servizi pubblici nelle regioni del Nord del Paese, istituendo nel 2001 un Centro Sanitario Rurale, il Centro "Regina Pacis", situato a Kofoissa, villaggio che si trova a 12km a nord di Kandi, sulla strada per Malanville. Caratteristica di tale centro è quella di garantire l'accessibilità alla struttura a tutti attraverso un'assistenza a costi bassissimi. Tale centro è costituito da un reparto specifico per l'accoglienza dei malati e per la consultazione, da un reparto di pediatria, da un reparto di ospedalizzazione per adulti, dalla maternità, da un laboratorio dove vengono eseguite le principali analisi diagnostiche, da una farmacia e da una struttura appositamente riservata al Progetto Sedekon (progetto di presa in carico dei malati di AIDS e di prevenzione e sensibilizzazione alle MST). In un contesto in cui la cultura del parto a domicilio è davvero molto radicata e in cui le donne non conoscono i vantaggi delle consultazioni pre-natali e tanto più del parto in ospedale, questi momenti di incontro rappresentano un'occasione davvero privilegiata per trasmettere delle conoscenze a donne spesso analfabete che non hanno nessuna nozione in tema di sessualità e di controllo delle nascite. Per i suoi bassi costi, il centro riceve un ampio numero di utenti provenienti da tutta la diocesi. La struttura ospedaliera è pressoché nuova, è dotata di un gruppo elettrogeno autonomo ed è fornito di acqua corrente; non è invece munita né di linea telefonica (solo di radio), né di ambulanza perciò ogni qualvolta c'è un malato o una donna incinta da trasferire all'Ospedale pubblico di Kandi (struttura statale dai costi molto più alti ma dotata di blocco operatorio), il trasferimento viene fatto avvalendosi di mototaxi o di taxi passanti.

DIRITTI UMANI E SVILUPPO SOCIALE
La società e la cultura hanno una forte impronta maschilista: la donna è subalterna all'uomo, spesso non ha potere decisionale e nel portare avanti le attività quotidiane, svolge i lavori più pesanti (prendere l'acqua al pozzo, tagliare la legna e trasportarla fino a casa). Ancora oggi, nonostante molte campagne di sensibilizzazione al riguardo, i figli maschi trovano più facilmente accesso scolastico mentre le figlie spesso vengono impiegate nei lavori domestici, nell'accudimento dei fratelli più piccoli e nei lavori agricoli. Una bassissima scolarizzazione, un sistema sanitario insufficiente, la mancanza di infrastrutture adeguate e l'estrema dipendenza della popolazione locale dall'andamento dei prezzi del cotone rappresentano alcune delle problematiche maggiormente rilevanti. A Kandi la Diocesi è impegnata da diversi decenni nell'ambito della promozione della donna, come cardine centrale della società civile locale. La donna è infatti ritenuta elemento discriminante per uno sviluppo economico socialmente sostenibile ma anche e soprattutto come valore di tenuta democratica del paese. Sul territorio opera da anni il "Centro Femminile di Santa Teresa del Bambin Gesù" che accoglie circa trenta ragazze (dai 12 ai 30 anni) provenienti da differenti villaggi del paese: la maggior parte di loro non ha una formazione scolastica. Al centro hanno l'opportunità di apprendere un mestiere: parrucchiera, sarta o pasticcera. Al termine della formazione (3 anni per le parrucchiere, 4 per le sarte e 1 per le pasticcere), viene rilasciato loro un vero e proprio diploma che possa consentire loro di entrare nel mercato del lavoro avviando una propria attività micro-imprenditoriale. La prigione civile di Kandi conta attualmente 375 detenuti tra i quali vi sono 5 donne, 12 minori, i restanti sono uomini. I detenuti sono colpevoli principalmente per azioni di furto, omicidio, truffa e violenza. La prigione è suddivisa in tre grandi strutture divise tra loro: donne, uomini e minori; non ci sono celle singole ma grandi stanzoni dove i detenuti vivono in comune. Le condizioni alimentari e igienico-sanitarie sono pessime. La prigione riceve annualmente dei doni in medicinali dalla Caritas diocesana di Kandi ma non esiste nessun tipo di assistenza strutturata e organizzata in ambito sociale, educativo, e sanitario.

TUTELA INFANZIA ED ADOLESCENZA
Le condizioni di vita della popolazione sono fortemente precarie, il basso reddito con il quale molte famiglie si trovano a dover vivere spesso non è sufficiente alle cure di base, ad un'alimentazione equilibrata e a garantire l'accesso scolastico ai bimbi, nella diocesi di Kandi infatti si calcola che solamente il 10% della popolazione sia alfabetizzato. In particolare, la cultura tradizionale locale ha purtroppo molte influenze negative sulla tutela dell'infanzia. In tutti i neonati, infatti, in cui spunta, per esempio, la dentizione prima nel palato superiore che in quello inferiore sono considerati portatori di negatività e dunque vengono presto abbandonati e così destinati a morte certa. Stessa sorte, per altro per tutti i neonati che dovessero nascere non correttamente ossia in posizione podalica piuttosto che cefalica!

COMUNICAZIONE SOCIALE ED INFORMAZIONE
All'impegno in ambito sanitario e di promozione femminile, la Diocesi di Kandi affianca un forte intervento nell'ambito della comunicazione e dell'informazione sociale. La Diocesi di Kandi, infatti, in collaborazione con la Commissione "Giustizia e Pace" di Kandi, gestisce uno spazio radiofonico della Radio locale di Kandi. Le rubriche radiofoniche vertono sulle tematiche del diritto all'istruzione, della convivenza tra le diverse etnie e religioni, nonché sulle tematiche sociali della giustizia dell'individuo e della persona umana nel contesto domestico e civico. Le trasmissioni radiofoniche sono in lingua locale, e mettendo in relazione obiettivi di comunicazione sociale ad iniziative di informazione, sono state accolte favorevolmente dalla popolazione ed hanno prodotto buoni risultati, coadiuvando l'attività di sensibilizzazione sul territorio su tutte quelle tematiche, come per esempio il nuovo Codice della Famiglia e della Persona emanato dal Governo durante lo scorso 2006. Particolare attenzione verrà posta al rafforzamento dell'attività che permetta di aumentare le ore di trasmissione settimanali e di includere le sei lingue che finora non sono state coinvolte nel programma.

AMBIENTE E FORESTE
Il Parco W/Ecopas "Riserva Transfrontaliera di Biosfera" è una vastissima area attraversata dal fiume Niger e deve il nome ad un particolare tratto ricco di meandri che, visti dall'alto, formano una grande W. La zona protetta è stata identificata nel 1926, diventando Parco Nazionale del Niger nel 1954: più di un milione di ettari, (pari alla superficie della Regione Piemonte) distribuiti tra gli Stati del Benin (550.000ha) del Burkina Faso (250.000ha) e del Niger (220.000ha). L'area è nota come Sistema Ecologico WAP - Parco W, Arli e Pendjari, comprendendo un insieme di Parchi Nazionali e di Riserve di Fauna che formano un vasto complesso regionale di Aree Protette, per un totale di circa 5 milioni di ettari. La regione della W del Niger costituisce un'eccezionale riserva di biodiversità ed è un esempio tipico di conservazione delle grandi aree protette dell'Africa dell'Ovest, gran parte delle quali è stata individuata negli anni Trenta durante il periodo coloniale. La protezione di questi spazi, la cui recente evoluzione è legata a una forte crescita demografica, e a migrazioni provocate da episodi di siccità, può apparire oggi come un ostacolo allo sviluppo delle popolazioni rivierasche e occasione di conflitti. Dopo il periodo coloniale, le autorità africane hanno cercato di aumentare la superficie degli spazi protetti tra cui questo Parco. Queste zone usufruiscono di una tutela giuridica molto particolare ma questa nuova situazione non è considerata positiva sopratutto dalle popolazioni autoctone il cui utilizzo e impiego ancestrale delle risorse della flora e della fauna (sopratutto il bracconaggio) sono spesso in contraddizione con la modernità e con l'approccio scientifico "di tutela" degli attuali amministratori dei parchi. Si stima che vivano circa 40.000 persone nelle zone periferiche del Parco, appartenenti a 10 etnie e distribuite fra 1.050 villaggi ed accampamenti. Gli ecosistemi naturali sono ancora ben preservati nonostante i problemi di origine antropica. La regione è percorsa da numerosi corsi d'acqua; oltre al Niger, infatti, scorrono l'Alibori e il Mekrou, anche se questi ultimi risultano quasi completamente prosciugati durante la stagione secca. Il Parco W/Ecopas è un'area mista di deserto, savana e foresta tropicale, dove è possibile ancora scorgere molti mammiferi: leoni, leopardi, ghepardi, iene, sciacalli. La vegetazione del parco è quella tipica della savana, con fitte foreste di alberi lungo i corsi d'acqua; il clima è caratterizzata da due stagioni: una stagione secca (da novembre ad aprile) ed una piovosa (da giugno a settembre), periodo durante il quale le strade sono spesso impraticabili e l'erba alta e fitta. Alcune specie, però, sono in pericolo d'estinzione: l'orice, la gazzella, il lamantino, la giraffa, l'elefante e l'ippopotamo. Le popolazioni dei grandi mammiferi, purtroppo, si è ridotta notevolmente a causa dell'intensa attività di bracconaggio, ma anche per la pratica della pastorizia, e per la distruzione degli habitat operata per ricavare zone coltivabili e legna da ardere: problemi a cui si sono aggiunti due grandi periodi di siccità negli anni Settanta e Ottanta. Le principali attività economiche sono legate all'allevamento, alla caccia, alla produzione di cotone e all'apicultura. È stato quindi creato un ente che ha il compito di gestire il Parco, fornendo informazioni sullo stato dell'ecosistema, l'impatto ambientale delle attività di turismo, la preservazione delle diverse specie vegetali. Inoltre sono numerosi gli studi che analizzano le continue minacce per questo immenso tesoro naturale, prime tra tutte la forte crescita demografica e le migrazioni: una pressione che si esercita soprattutto sulle periferie e che si traduce in bracconaggio, agricoltura e pastorizia praticate in maniera intensiva e irrazionale. Il Parco offre molteplici possibilità per i turisti ed occasioni di ricerca per gli scienziati. Esistono numerose iniziative di turismo sostenibile, come i giri in piroga e le escursioni a piedi, mentre per quanto riguarda la ricerca scientifica il Parco si caratterizza per una fauna e una flora molto diversificata. In particolare i giri in piroga sono condotti da pescatori professionisti locali su circuiti studiati appositamente per poter rispondere al desiderio di scoperta dei visitatori e allo stesso tempo per salvaguardare la loro sicurezza. Sotto lo stretto controllo delle guide locali possono essere seguiti percorsi a piedi tra le alte erbe del Parco e al fine di preservare l'integrità della tradizione di questi posti, le guide durante i tour raccontano le leggende del posto e consigliano particolari punti d'osservazione da cui guardare i diversi animali presenti nel parco.

4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
KANDI - DIOCESI
- Rafforzare il servizio sanitario di formazione tecnica e assistenza, prevenzione, diagnosi e cura nel territorio di Kandi;
- Promuovere una strategia d'intervento e una rete di servizi di assistenza sociale per le categorie sociali in forte disagio sociale;
- Rafforzare il servizio di informazione pubblica sui temi della promozione dei diritti umani, della pace e dell'intercultura;

KANDI - PARK REGIONAL W
- Promuovere strategie locali di sviluppo sostenibile nel territorio di Kandi;
- Rafforzare il ruolo tecnico e funzionale dell'ente Parco W/Ecopas sul territorio di Kandi;
- Promuovere un coordinamento tecnico tra attori istituzionali, dell'associazionismo sociale e dei settori economici del territorio di Kandi di programmazione strategia di sviluppo locale umano sostenibile;

5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
KANDI - DIOCESI
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Fase 1: Gestione e Formazione Tecnica
- Ospedalizzazione e assistenza sanitaria nei reparti;
- Progetto "Sedekon" di prevenzione dell'AIDS: assistenza sanitaria, psicologica e economica ai malati rimasti disoccupati e alle loro famiglie;
- Formazione e aggiornamento professionale al personale sanitario locale;
Fase 2: Educazione e Sensibilizzazione
- Educazione ed Istruzione a minori;
- Educazione ed Istruzione per adulti non alfabetizzati;
- Educazione e animazione socio-sanitaria di igiene di base;
- Assistenza sociale a categorie sociali in difficoltà e disagio sociale;
- Informazione e comunicazione sociale;
Fase 3: Sviluppo locale
- Sostegno alla gestione organizzativa e tecnica della Diocesi di Kandi;
- Promozione dell'associazionismo locale di categoria;
- Promozione della microimprenditorialità e delle cooperative nei settori dei servizi sociali alla persona, dell'agro-alimentare e dell'artigianato;

Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Attività della Fase 1:
- Gestione di reparto con assistenza medico infermieristica nella gestione di protocolli di diagnosi e cura con introduzione della cartella clinica individuale; analisi di laboratorio (con circa 300 diagnosi effettuate ogni settimana), ospedalizzazioni (circa 120 ricoveri al mese), e distribuzione di farmaci;
- Assistenza alla maternità: costituita da una sala consultazione dotata di un letto per le visite ostetriche, di guanti in lattice, di stetoscopio e di centimetro per misurare la distanza sinfisi-fondo, da una sala travaglio dotata di due letti, da una sala parto dotata di letto ginecologico e tavolo per allestire i ferri da parto e da una sala dotata di 7 posti letto per puerpere e per gestanti ricoverate in gravidanza; consultazioni prenatali in gravidanza, visite ostetriche e colloqui pre-concezionali, assistenza al parto e all'allattamento;
- Incontri di formazione e aggiornamento professionale al personale sanitario locale su aspetti clinici e di prevenzione, corretto impiego delle attrezzature sanitarie disponibili, nonché di organizzazione alla gestione sanitaria di base;
Attività della Fase 2:
- Incontri di sensibilizzazione alla popolazione locale nei villaggi (con l'ausilio del metodo GRAAP, coadiuvati da interpreti locali) e nelle scuole su prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili, igiene di base, pianificazione familiare, rischi del parto a domicilio, dieta nutrizionale alimentare;
- Progetto Sedekon: Indagine diagnostica, assistenza psicologica comunitaria, integrazione delle diete alimentari locali;
- Alfabetizzazione ed educazione alla lingua francese, inglese e informatica a donne e adolescenti;
- Educazione, pedagogia, animazione ludica, supporto scolastico per bambini e visite domiciliari ai OEV (orphelins enfants vulnerables);
- Assistenza sociale e sanitaria ai prigionieri presso la prigione civile di Kandi;
- Animazione sociale attraverso la preparazione e organizzazione di laboratori e pièces teatrali sui diversi ambiti di intervento progettuale nel territorio di Kandi; Animazione radiofonica con produzione di testi per trasmissioni radiofoniche, cura delle traduzioni, collaborazione nella programmazione mensile delle trasmissioni, formazione personale locale sulla specifica attività di speakeraggio e programmazione delle trasmissioni.
Attività della Fase 3:
- Indagini e mappatura del tessuto sociale ed economico del territorio;
- Coordinamento organizzativo e progettuale del settore della promozione della donna e del settore della tutela dell'infanzia (orfani e/o abbandonati);
- Formazione alla gestione contabile e organizzativa

Risorse umane complessive necessarie per l'espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell'ente.
- 1 direttore (responsabile diocesano "Sanità" dipendente della Diocesi di Kandi)
- 1 direttore-organizzativo (dipendente del Centro Sanitario "Regina Pacis")
- 1 medico (dipendente del Centro Sanitario "Regina Pacis")
- 5 infermieri (dipendente del Centro Sanitario "Regina Pacis")
- 7 aiuto infermieri (dipendente del Centro Sanitario "Regina Pacis")
- 1 addetta alla contabilità (dipendente del Centro Sanitario "Regina Pacis")
- 1 direttore (responsabile diocesano "Promozione Sociale" dipendente della Diocesi di Kandi)
- 1 suora in amministrazione (dipendente del Centro Femminile "Santa Teresa del Bambino Gesù")
- 1 suora in contabilità (dipendente del Centro Femminile "Santa Teresa del Bambino Gesù")
- 4 addette all'infanzia (dipendenti della Diocesi di Kandi)
- 1 responsabile all'informazione e comunicazione sociale (dipendente "Giustizia e Pace")
- 1 direttore Prigione Civile di Kandi (dipendente pubblico)
- 1 addetto segreteria (dipendente pubblico)
- 1 addetto contabilità (dipendente pubblico)

Ruolo ed attività previste per il volontario nell'ambito del progetto.
2 Volontari Servizio Civile con competenze in ambito sanitario:
I volontari saranno inseriti nelle attività del Centro Sanitario "Regina Pacis" promuovendo il miglioramento qualitativo delle prestazioni sia per quanto riguarda l'ambito clinico, che per quanto riguarda l'ambito organizzativo dell'igiene pubblica:
- Supporto e promozione alle attività del Centro Sanitario "Regina Pacis";
- Supporto e promozione attività socio-sanitarie nel territorio di Kandi;
- Supporto informazione, animazione e comunicazione sociale;
2 Volontari Servizio Civile con competenze in ambito di promozione sociale:
I volontari saranno inseriti nelle attività educative, informative, formative e comunicative di promozione umana e sociale all'interno del territorio di Kandi:
- Supporto e promozione alle attività di promozione femminile;
- Supporto e promozione alle attività di promozione pedagogica e tutela dell'infanzia;
- Supporto animazione e sensibilizzazione sociale per categorie sociali a rischio (detenuti, malati di HIV/AIDS, orfani);
- Supporto informazione, animazione e comunicazione sociale;
2 Volontari Servizio Civile con competenze in ambito del sviluppo locale:
I volontari saranno inseriti nelle attività di promozione e rafforzamento organizzativo degli enti organizzati sul territorio di Kandi:
- Supporto e promozione alle tecniche di gestione contabile e organizzativa;
- Supporto e promozione alle tecniche di gestione economica di microimprese e cooperative operanti nei settori dei servizi sociali, agroalimentare e artigianato;
- Supporto informazione, animazione e comunicazione sociale;

KANDI - PARK REGIONAL W
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Fase 1: Gestione e Formazione Tecnica
- Formazione agli operatori del settore agro-alimentare sulle tecniche di sviluppo ecosostenibile nel comparto produttivo e distributivo, comparti ad elevato impatto ambientale;
- Formazione agli operatori del ente Parco sulle tecniche di tutela e valorizzazione sostenibile delle risorse naturali locali;
Fase 2: Educazione e Sensibilizzazione
- Educazione allo sviluppo sostenibile;
- Sensibilizzazione ambientale alla popolazione locale;
Fase 3: Sviluppo locale
- Sostegno alla gestione organizzativa e tecnica del Parco W/Ecopas;
- Sostegno alla ricerca scientifica di tutela e valorizzazione delle risorse naturali locali;
- Promozione del settore del turismo ecosotenibile dell'ente Parco;

Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Attività della Fase 1:
- Corsi di formazione al corretto impiego di agenti chimici (fertilizzanti, anticrittogamici) da parte dei contadini e allevatori locali in agricoltura e zootecnia;
- Corsi di formazione sulle tecniche di agricoltura e allevamento biologico, e sull'uso agronomico di piante ed erbe officinali locali;
Attività della Fase 2:
- Incontri di sensibilizzazione pubblica sull'educazione ambientale nel territorio;
- Educazione sensibilizzazione sulle interrelazioni tra attività economiche e degrado ambientale, sull'equilibrio dell'ecosistema Alibori nel territorio di Kandi nelle scuole e tra gli attori istituzionali e non istituzionali del territorio;
- Sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul ruolo e le funzioni dell'ente Parco sul territorio;
Attività della Fase 3:
- Indagini e mappatura sullo stato eco-ambientale del territorio di Kandi;
- Formazione alla gestione contabile e organizzativa;
- Ideazione e organizzazione di una rete di servizi di turismo ambientale che valorizzi il patrimonio di conoscenze ambientali, economiche, sociali e culturali del territorio di Kandi;

Risorse umane complessive necessarie per l'espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell'ente.
- 1 direttore (dipendente Parco W/Ecopas)
- 1 consigliere tecnico (dipendente ECOPAS - Commissione Europea)
- 1 addetto segreteria (dipendente Parco W/Ecopas)
- 1 addetto contabilità (dipendente Parco W/Ecopas)
- 8 operatori (dipendente Parco W/Ecopas)

Ruolo ed attività previste per il volontario nell'ambito del progetto.
2 Volontari Servizio Civile con competenze in ambito tutela ambientale e sviluppo sostenibile:
I volontari saranno inseriti nelle attività promosse dal Parco W/Ecopas sia al suo interno che nel territorio di Kandi:
- Supporto alla gestione organizzativa, contabile e tecnica dell'ente Parco;
- Supporto alle attività di ricerca scientifica dell'ente Parco;
- Supporto all'educazione ambientale nelle scuole, nell'associazionismo di promozione sociale del territorio di Kandi;
- Supporto alla formazione e sensibilizzazione dei contadini e allevatori locali sull'uso sostenibile delle risorse naturali locali e degli agenti chimici usati in agricoltura e zootecnia;
- Supporto e promozione alle tecniche di produzione agroecologiche nell'ambito dell'agricoltura, della zootecnia e dell'artigianato locale;
- Supporto all'informazione, animazione e comunicazione sociale sui temi della tutela dell'ambiente, della valorizzazione delle risorse naturali locali e dello sviluppo sostenibile;

6. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
35 ore settimanali

7. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
5 giorni

8. MESI DI PERMANENZA ALL'ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
I volontari in servizio civile permarranno all'estero mediamente per dieci mesi.
Ai volontari in servizio si richiede: elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni sporadici durante i fine settimana; osservare le indicazioni dei referenti dei progetti in loco; in alcune sedi disponibilità alla vita comunitaria; rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; disponibilità a trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell'ambito dello stesso paese di assegnazione; disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all'estero; disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l'estero.

9. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Nessuna

10. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Si ritiene di dover suddividere tra requisiti generici (che tutti i candidati devono possedere) e requisiti specifici inerenti aspetti tecnici connessi ai singoli paesi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare.
In considerazione della specificità dell'esperienza all'estero (adattamento culturale, climatico, relazionale; lavoro con il partner locale) si richiedono ai candidati, preferibilmente, i seguenti requisiti generici:
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato
- Conoscenza della federazione o di uno degli organismi ad essa associati e delle attività da questi promosse
- Competenze informatiche di base e di Internet.

SPECIFICI:
KANDI - DIOCESI
Per tutti i volontari è richiesta una buona conoscenza della lingua francese.
- 2 volontari con formazione di promozione sociale, preferibilmente in ambito sanitario (medicina, ostetricia, infermeria, analisi di laboratorio);
- 2 volontari con formazione di promozione sociale in contesti marginali, preferibilmente in educazione e sensibilizzazione, igiene di base e sessualità, promozione femminile, formazione, comunicazione sociale, pedagogia;
- 2 volontari con formazione economica, preferibilmente in gestione organizzativa, contabilità, educazione e sensibilizzazione, formazione, microimprese e cooperative.

KANDI - PARK REGIONAL W
- 2 volontari con formazione in tutela ambientale e sviluppo sostenibile, preferibilmente in gestione organizzativa, contabilità, studi di fattibilità, educazione e sensibilizzazione, formazione, comunicazione sociale;

Note:

DOVE INVIARE LA CANDIDATURA

Volontari nel mondo FOCSIV
Via S. Francesco di Sales, 18
00165 Roma

Powered by PhPeace 2.2 alpha