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ENTE: Volontari nel mondo FOCSIV TITOLO DEL PROGETTO: Caschi Bianchi: Interventi Umanitari in Aree di Crisi - 2008

BENIN - CISV

VOLONTARI RICHIESTI: N° 1


SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: COTONOU

1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Conclusasi la dominazione coloniale nel 1960, il Benin ha attraversato difficili fasi in cui ad un primo periodo di dittatura militare è seguito nel 1972 il regime di Mathieu Kerekou che con vicende alterne è stato al potere per circa un trentennio, con una parentesi dal 1991 al 1996 del governo di Soglo. Le recenti elezioni di marzo 2006 hanno proclamato presidente del Benin Yavi Boni che ha vinto una competizione elettorale con 25 candidati alla presidenza. Nonostante alcune irregolarità, gli osservatori internazionali hanno definito le elezioni sostanzialmente regolari, segno che la democrazia introdotta a metà anni '90 sta dando i suoi primi frutti. Il Benin è tra i Paesi più poveri dell'Africa, secondo i dati UNDP l'indice di sviluppo umano è pari a 0,431 e l'aspettativa di vita alla nascita è di 52 anni, collocando il Benin al 162° posto nella classifica mondiale. Benché sia difficile una stima ufficiale degli abitanti, a causa dell'elevato tasso di mortalità dovuto alla diffusione dell'AIDS (5.800 morti nel 2003), si registra nel Paese una crescita demografica che nel 2005 è stata di circa il 3%. Tale incremento pone gravi problemi ed aumenta il flusso migratorio verso il Ghana. L'emigrazione interna segue la direttrice Nord-Sud: le popolazioni del Nord, maggiormente arretrato e povero, si spostano verso il Sud che, durante il periodo coloniale, ha beneficiato di un maggior livello di sviluppo nei settori agricolo e commerciale e ad oggi presenta una maggiore urbanizzazione rispetto al Nord.
La precarietà o inesistenza dei servizi sanitari non garantisce l'accesso all'acqua potabile e pone a rischio di contaminazione circa il 65% della popolazione, soprattutto quella che vive nelle aree rurali. I livelli di disoccupazione e sottoccupazione restano particolarmente allarmanti, mancano adeguate strutture sanitarie e scolastiche tanto che la mortalità per malattie endemiche (lebbra, parassitosi) oltre che per AIDS, come già detto, è particolarmente alto e si registra un tasso di analfabetismo pari al 60%. In ambito ambientale, si deve dar conto del processo di desertificazione e deforestazione che negli ultimi anni si è andato aggravando anche a causa di un aumento dei periodi di siccità. L'economia del Benin è fortemente arretrata e dipende essenzialmente dal settore agricolo, dalle produzioni di cotone e dal commercio. L'agricoltura assorbe il 65% della forza lavoro: al nord è praticata con metodi primitivi e al sud è ostacolata dalla presenza di suoli paludosi. La coltura piu' diffusa è la palma da cocco che cresce in maniera semispontanea e che assume il ruolo di monocultura nel sud. Il settore commerciale risente dell'interdizione con la Nigeria che vieta l'importazione di prodotti dal Benin, incrementando così il contrabbando e la criminalità nella zona di confine. Il patrimonio minerario è modesto e l'unica risorsa sfruttata è il petrolio che, dal 1982, contribuisce sensibilmente al miglioramento del reddito nazionale. Al fine di migliorare le proprie condizioni, il Benin dovrebbe essere in grado di attrarre maggiori investimenti esteri, incrementare il turismo, modernizzare i sistemi di produzione agricola introducendo anche processi per la conservazione degli alimenti, incoraggiare l'introduzione e l'utilizzo delle nuove tecnologie.

2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
COTONOU
La condizione di povertà del benin è, come noto, legata alla debole produttività del tessuto economico in rapporto alla crescita demografica e ai bisogni del paese: su 6 milioni di persone, circa 3,6 milioni (più della metà della popolazione) non sono scolarizzati e il tasso di disoccupazione è sempre più preoccupante. A questo si aggiunge una scarsissima attenzione alle problematiche sanitarie, ambientali ed educative: per esempio l'assenza di un sistema di gestione dei rifiuti liquidi e solidi è una realtà attuale nelle città del paese. I rischi per la salute pubblica -insieme all'inquinamento ambientale- sono inevitabili conseguenze di questa gestione debole e inadeguata dei rifiuti: in questa zona il 30% dei rifiuti prodotti sono evacuati verso discariche abusive e non controllate, quando non direttamente sulle strade e piazze pubbliche, vicino alle scuole e alle case. Queste pratiche sono assolutamente d'impatto negativo sulla qualità della vita delle popolazioni e sulla salute pubblica. I principali fattori che sono causa di un ambiente insalubre e rischioso per la salute della popolazione sono: cattive abitudini della popolazione e inadeguato servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
AMBIENTE E FORESTE, TUTELA INFANZIA E ADOLESCENZA
Nello specifico, l'intervento sarà realizzato in alcune dove la gestione dei rifiuti è attualmente quasi inesistente e le insalubri condizioni di vita della popolazione, insieme al degrado dell'ambiente, sono evidenti specialmente in alcuni quartieri di Cotonou. Si trovano ammassi di immondizia al centro della città, nei quartieri, di fianco alle scuole, ai mercati alimentari e vicino gli edifici sanitari pubblici e privati. È inutile dire quanto questo contesto sia difficile e rischioso per la popolazione che vive circondata da rifiuti abbandonati all'aria aperta, e soprattutto per i bambini che giocano per le strade sporche a rischio continuo di infezioni e malattie. Diversi comitati hanno tentato di rispondere a questa esigenza; ma per mancanza di strumenti o di risorse finanziarie nulla di particolarmente efficace è stato realizzato. Dopo diverse giornate di dialogo pubblico e di incontri aperti, a cui hanno partecipato le istituzioni pubbliche e i rappresentanti della società civile locale, si è individuata come necessità prioritaria il miglioramento della salubrità urbana attraverso una buona gestione dei rifiuti della città. Il progetto interviene con l'intento di contribuire efficacemente sulle cause effettive (e ridurle) delle rischiose e insalubri condizioni di vita della popolazione. Il fatto che il progetto si concentri soprattutto sull'aspetto tecnico (formazione degli operatori del settore e appoggio alle istituzioni locali) del servizio di raccolta e riciclaggio dei rifiuti può essere considerato come una condizione necessaria alla realizzazione di un quadro e contesto più sano, salubre e attivo in cui rappresentanti politici e delle istituzioni locali e la società civile si impegnano per un grande interesse collettivo. Inoltre l'intento è di contribuire al miglioramento delle condizioni socio-sanitarie dei bambini, particolarmente esposti alle malattie legate all'insalubrità nella città, affrontando la componente dell'igiene e del risanamento. Il progetto prevede di ridurre la loro vulnerabilità legata al rischio di malattie attraverso azioni preventive: migliorare il quadro della loro gestione all'interno della famiglia, costruire infrastrutture nelle scuole e nei luoghi pubblici per soddisfare le condizioni di igiene elementari e creare un dispositivo di sensibilizzazione per promuovere l'evoluzione dei comportamenti. Parallelamente, il progetto si propone di rendere più competitivo il sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani ottimizzando le possibilità di selezione e di valorizzazione dei rifiuti attraverso delle attività di recupero/valorizzazione, che permettono di accrescere le rendite delle popolazioni più deboli con un'incidenza positiva sul livello delle presa in carico dei bambini da parte delle famiglie.

4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
- Miglioramento delle condizioni socio-sanitarie dei bambini e diminuzione delle malattie e infezioni infantili legate alla presenza di rifiuti, attraverso un processo di educazione della popolazione ad abitudini e comportamenti necessari per un ambiente sano e vivibile
- Rafforzamento delle attività di raccolta e riciclo dei rifiuti per migliorare le condizioni di salute, ambientali e sociali della popolazione dei centri urbani e periferici

5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il piano d'attuazione per il raggiungimento dell'obiettivo 1 prevede di intervenire per favorire l'applicazione delle misure di igiene preventive, creando un dispositivo di orientamento e di sostegno per i bambini e realizzando degli incontri di formazione/sensibilizzazione indirizzati alle famiglie per educarli ad abitudini e comportamenti igienici corretti. Inoltre il miglioramento delle condizioni d'igiene dei bambini e della popolazione in generale si ottiene sia attraverso la creazione di infrastrutture minime sanitarie nelle istituzioni scolastiche e nei luoghi pubblici sia attraverso la fornitura di attrezzature appropriate per lo stoccaggio dell'acqua. Il piano d'attuazione per il raggiungimento dell'obiettivo 2 prevede di migliorare le possibilità d'organizzazione dell'eliminazione dei rifiuti, sistemando e attrezzando dei punti di raggruppamento controllati dove i rifiuti che sono stati raccolti dalle cooperative nei nuclei famigliari saranno trasferiti prima di essere incanalati verso le discariche finali. Inoltre si organizzano nei punti di raggruppamento le attività di selezione per permettere d'ottimizzare la valorizzazione dei rifiuti riciclabili.

Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Il piano di attuazione per il raggiungimento dell'obiettivo 1 prevede le seguenti attività:
- Inchieste socio-economiche per rilevare il contesto socio-economico e sanitario locale
- Sensibilizzazione sulla pianificazione famigliare e adeguamento tra le risorse disponibili e i bambini a carico
- Realizzazione di un dispositivo di ascolto, d'orientamento e d'appoggio per i bambini senza sostegno
- Costruzione di latrine nelle scuole e nei luoghi pubblici
- Fornitura di attrezzature appropriate per lo stoccaggio dell'acqua nelle scuole( giare/bacinelle con coperchi e contenitori per liquidi)
- Costituzione dei comitati di gestione delle infrastrutture scolastiche e formazione dei membri
- Sensibilizzazione dei bambini sul rispetto dell'ambiente, le regole d'igiene e la gestione appropriata dei rifiuti
Il piano di attuazione per il raggiungimento dell'obiettivo 2 prevede le seguenti attività:
- Studi della situazione ambientale, sanitaria e sulle diverse tecniche e modalità di raccolta e riciclaggio rifiuti
- Corsi di formazione sull'organizzazione della selezione e dell'evacuazione dei rifiuti per le squadre di raccolta
- Ristrutturazione /attrezzatura dei punti di raccolta per facilitare la selezione e l'evacuazione dei rifiuti
- Incontri sul trattamento dei rifiuti e sulle opportunità socio-economiche di riutilizzo e valorizzazione dei rifiuti urbani a profitto dei recuperatori \ trici
- Sensibilizzazione dei recuperatori \ trici sui rischi legati alla manipolazione dei rifiuti
- Giornate di informazione sulla Legge Quadro ambientale e i diritti e i doveri dell'eco-cittadino con la partecipazione delle istituzioni pubbliche, della società civile e degli insegnanti delle scuole
- Corsi di formazione iniziale per animatori

Risorse umane complessive necessarie per l'espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell'ente.
- 1 volontario

Ruolo ed attività previste per il volontario nell'ambito del progetto.
Il volontario dovrà affiancare i responsabili della raccolta rifiuti perché questi riescano a sviluppare una professionalità specialmente nelle comunicazioni con gli enti esterni. Sarà di fondamentale importanza che il volontario possa insegnare l'utilizzo dei software di posta elettronica, di video scrittura e dei fogli di calcolo.
Il volontario dovrà partecipare alla pianificazione più efficace della raccolta quotidiana dei rifiuti: con l'utilizzo del piano urbanistico cittadino, si occuperà di proporre un percorso per ogni squadra di operai tenendo conto delle distanze da percorrere, del numero di abitazioni servite, della condizione delle strade e dei punti di raggruppamento in ogni Arrondissement.
Un approccio partecipativo della problematica dei rifiuti domestici potrà aiutare a sensibilizzare i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni sul risanamento urbano. Il volontario si occuperà in questo caso di tessere una rete relazionale alla base, cercando di coinvolgere dapprima i Capi quartiere e i volontari per il risanamento urbano: grazie all'interessamento di questi attori strategici ci si potrà rivolgere alla popolazione tramite degli interlocutori privilegiati, perché ampiamente riconosciuti e stimati dalla popolazione.

6. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
35 ore settimanali

7. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
5 giorni

8. MESI DI PERMANENZA ALL'ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
I volontari in servizio civile permarranno all'estero mediamente per dieci mesi.
Ai volontari in servizio si richiede: elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni sporadici durante i fine settimana; osservare le indicazioni dei referenti dei progetti in loco; in alcune sedi disponibilità alla vita comunitaria; rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; disponibilità a trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell'ambito dello stesso paese di assegnazione; disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all'estero; disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l'estero.

9. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
- clima molto caldo
- rischio elevato di contrarre malaria
- rischio di contrarre altre malattie infettive dell'area tropicale.
- Tali condizioni di disagio possono essere prevenute almeno in parte con una corretta profilassi comportamentale e igienica.
- Comunicazioni telefoniche internazionali a volte con problemi all'interno del Paese

10. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Si ritiene di dover suddividere tra requisiti generici (che tutti i candidati devono possedere) e requisiti specifici inerenti aspetti tecnici connessi ai singoli paesi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare.
In considerazione della specificità dell'esperienza all'estero (adattamento culturale, climatico, relazionale; lavoro con il partner locale) si richiedono ai candidati, preferibilmente, i seguenti requisiti generici:
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato
- Conoscenza della federazione o di uno degli organismi ad essa associati e delle attività da questi promosse
- Competenze informatiche di base e di Internet.

SPECIFICI:
- Preferibile laurea in scienze politiche, letterarie o umanistiche;
- Conoscenza della lingua francese scritta e parlata;
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato.

Note:

DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
CISV
Corso Chieri,121/6
10132 Torino

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