ARGENTINA - FONSIPEC
SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: SANTIAGO DEL ESTERO
1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Nel tentativo di superare le drammatiche conseguenze derivanti dalla crisi economica che nel 2001 ha colpito il Paese determinando una forte destabilizzazione del sistema non solo a livello economico ma anche politico e sociale, l'Argentina è attualmente in una fase di transizione in cui sta lentamente cercando di riacquistare credibilità sia al proprio interno che sulla scena internazionale. Alla guida del Paese è da maggio 2003 il Presidente Nestor Kirchner che sta progressivamente guadagnando consensi grazie ad una linea politica improntata sull'attuazione di riforme in campo economico e sociale, dato confermato anche dalle elezioni legislative di ottobre 2005. Il sistema politico argentino è ancora molto instabile e frammentato, il tradizionale bipartitismo che per decenni ha caratterizzato questo Paese è entrato in crisi e ad un'egemonia del Partito Justicialista, seppur altamente diviso al suo interno, non fa da contrappeso un'opposizione forte e organizzata. La struttura federale dello Stato argentino, diviso in 23 province, non ha favorito un equilibrato sviluppo su tutto il territorio nazionale pertanto i livelli di qualità della vita registrabili nelle varie province sono spesso fortemente diseguali a danno soprattutto dei territori del Nord. A questo disarmonico sviluppo ha sicuramente contribuito un'organizzazione statale debole, ancora troppo centralizzata e incapace di valorizzare gli enti locali attraverso una ripartizione di poteri decisionali e amministrativi. Tra i settori sociali piú deboli colpiti dalla crisi vi sono le tante popolazioni indigene presenti in Argentina le quali continuano a lamentare una non integrazione sociale ed una discriminazione ed esclusione dai processi decisionali. È da sottolinearsi quale elemento positivo la determinazione dell'attuale governo nel far emergere tutte le violazioni dei diritti umani perpetrate durante il periodo della dittatura (1976 - 1983) e rimaste impunite. In quest'ottica è da leggersi l'abolizione da parte del Parlamento nel 2003 delle leggi "Obediencia Debida" e "Punto Final" che avevano coperto con l'impunità le tante violazioni commesse nel periodo dittatoriale. È l'inizio di un lento processo di riaffermazione dei diritti umani nel Paese. Non va però trascurata la preoccupazione espressa da alcune agenzie che monitorano il rispetto dei diritti umani le quali denunciano l'eccessivo uso della forza da parte della polizia e l'uso di pratiche di tortura che il più delle volte restano impunite. A livello economico gli effetti della crisi del 2001 sono ancora visibili seppur tra il 2003 ed il 2005 si è registrato una crescita annua del PIL di circa il 9% grazie alle risorse naturali di cui gode l'Argentina soprattutto in ambito agricolo e ad una crescita sia della domanda interna di mercato che delle esportazioni. L'Argentina deve molto delle sue potenzialità economiche alla presenza di risorse naturali nel Paese, ad un alto tasso di alfabetizzazione e ad una produzione agricola volta alle esportazioni. Ad oggi si registra una riduzione della percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, e che aveva incluso durante gli anni della crisi gran parte del ceto medio argentino. Nonostante ciò, il tasso di povertà presente nel Paese è ancora alto e preoccupante (38,5%). Combinando i fattori di potenzialità e sviluppo di questo Paese l'UNDP lo classifica al 34° posto con un indice di sviluppo umano pari a 0,863. Una politica governativa di sostegno alle famiglie a più basso reddito, attraverso una politica fiscale espansiva, è resa più complessa in Argentina dal dover rispettare i vincoli di bilancio derivanti dall'ingente debito pubblico a cui il Paese deve far fronte. In questa fase di ripresa economica, si ritiene fondamentale poter agire su riforme strutturali che garantiscano la sostenibilità nel tempo della crescita economica quali la riforma del sistema fiscale, finanziario e del mercato del lavoro.
2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
SANTIAGO DEL ESTERO
La provincia di Santiago del Estero si trova nel nordest argentino, la regione più tradizionale e latinoamericana del Paese. Confina al nord con le province di Salta e Chaco; ad est con Chaco e Santa Fe; a sud con Cordoba e ad ovest con Catamarca, Tucuman e Salta. La superficie della provincia è di 136.351 km2 e si divide in 27 dipartimenti. Santiago ha 804.457 abitanti, nella città si concentra il 28,66% della popolazione totale, mentre il resto si trova nella periferia. Una relazione svolta da UNDP Argentina indica che in termini di competitività e di dinamica economica Santiago del Estero presenta un basso livello di sviluppo umano. L'apporto al prodotto nazionale di attività produttive e di servizi commerciali è insignificante, non si registrano inversioni di tendenza e la maggior parte delle esportazioni è realizzata da un piccolo gruppo di ditte, di piccole dimensioni. Il grado di informalità lavorativa supera la media nazionale. In termini relativi alla sua attuale capacità produttiva, gli indicatori fiscali e finanziari pubblici sono critici e, inoltre, i deficit più seri si riscontrano a livello di risorse umane qualificate ed infrastrutture di base. La popolazione della provincia di Santiago del Estero è prevalentemente di età giovanile. I dati sui giovani, forniti dall'INDEC per questa provincia, indicano che nel 2004 i giovani compresi tra i 15 e i 29 anni rappresentavano il 27,1% dell'intera popolazione. I giovani classificati come "poveri", sono oltre il 50%.
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
EDUCAZIONE ED ISTRUZIONE
Il progetto è rivolto alla popolazione giovanile ed in particolare ai bambini sotto i 12 anni ed agli adolescenti. Questi, per la maggior parte, vagabondano per il quartiere, o disoccupati o si dedicano a lavori precari e rischiosi. Non esistendo la pianificazione familiare, le famiglie sono numerose. Vi è anche un gran numero di madri sole e ragazze madri. Il livello socio-economico è basso, determinato da impieghi informali che oltre ad essere precari e temporali, mancano di apporti previdenziali. Il livello di istruzione è molto basso. Una elevata percentuale di persone non ha completato gli studi primari; ed ancora in quantità minore sono coloro i quali hanno concluso gli studi secondari. L'analfabetismo è ancora a livelli molto elevati. I bambini vanno alla scuola materna e primaria, senza avere certezza di una continuità futura degli studi: vista la situazione economica, devono cominciare a lavorare molto presto; vi è mancanza di informazione, dovuta a disinteresse e carenza di stimoli da parte dei genitori. Gli abitanti partecipano poco alle attività che vengono svolte, salvo in occasione delle festività religiose. Esistono fattori condizionanti come la violenza familiare, il maltrattamento infantile, l'alcolismo che impediscono la realizzazione personale e la formazione comunitaria. Gli aspetti educativi più preoccupanti e che richiedono una maggior attenzione sono:
- Denutrizione
- Controllo delle gravidanze e gravidanze tra adolescenti
- Scarsa pianificazione familiare
- Prevenzione di problemi sociali: violenza, abuso di droghe etc.
- Problemi di apprendimento nel contesto di istruzione formale
- Mancanza di spazi atti a rafforzare la capacità di apprendimento
- Mancanza di spazi ricreativo-culturali
- Mancanza di infrastrutture adeguate alla vita familiare
4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
Questo progetto di volontariato per lo sviluppo educativo, sociale e culturale mira alla promozione umana dei bambini e giovani che vivono in condizione di estrema povertà ed abbandono da parte delle istituzioni che dovrebbero vegliare su di essi, affinché abbiano le risorse indispensabili per migliorare la loro condizione di vita ed integrazione sociale. Per questo motivo, si desidera che con le attività previste, si rendano disponibili stimoli e mezzi che permettano di gestire capacità personali e formare persone in grado di pensare in modo alternativo a beneficio dello sviluppo personale e comunitario.
Formare bambini e ragazzi pensanti, creativi e con spirito d'iniziativa. Lo scopo è quello di contribuire alla crescita ed allo sviluppo dell'attività culturale, sociale ed educativa attraverso l'istruzione informale, avvalorando anche gli ideali di cooperazione e solidarietà. Con la presente proposta progettuale si intende infatti cercare di rispondere alla carenza di offerta formativa diversificata. Si stima che i beneficiari del progetto in un anno siano circa 200 tra bambini e ragazzi.
Indicatori del progetto sono:
- Diminuzione dei problemi di apprendimento e diserzione scolastica
- Miglioramento nella qualità della vita in ambito familiare
- Incremento attività ricreative, questo permetterà di diminuire il numero di giovani esposti al consumo di alcool e droga
5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Fase 1: Formazione volontari
Fase 2: Organizzazione anno scolastico (programmi scelti dall'equipe scolastica)
Fase 3: Avvio attività scolastiche (con il coinvolgimento dei volontari)
Fase 4: Organizzazione attività culturali (con il coinvolgimento dei volontari)
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Attività Fase 1:
- formazione in Italia
- inserimento nell'ambiente scolastico
- incontri con i ragazzi della scuola
- presentazione alla popolazione coinvolta
Attività Fase 2:
- selezione personale docente
- scelta materiale didattico
- predisposizione piani di studio
Attività Fase 3:
- insegnamento materie
- lezioni di sostegno
- assistenza pedagogica e psicologica
Attività Fase 4:
- adeguamento degli spazi scolastici per le iniziative
- animazione di spazi ricreativi
- predisposizione incontri con la popolazione interessata dal progetto
Risorse umane complessive necessarie per l'espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell'ente.
- 1 presidente (dipendente)
- 1 direttore generale (dipendente)
- 1 responsabile della formazione (volontario)
- 6 maestri di grado e per asilo (dipendenti)
- 1 amministrativo (dipendente)
- 1 psicologo-psicopedagogo (volontario)
- 1 persona con conoscenza in idraulica, elettricità, gas..(volontario)
Ruolo ed attività previste per il volontario nell'ambito del progetto.
I 4 volontari in servizio civile dovranno tenere lezioni di sostegno per i livelli base, primario e secondario; collaborare al mantenimento degli standard ambientali scolastici; fungere da animatori di gruppi giovanili con attività ricreative; gestire discussioni formative
6. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
35 ore settimanali
7. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
5 giorni
8. MESI DI PERMANENZA ALL'ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
I volontari in servizio civile permarranno all'estero mediamente per dieci mesi.
Ai volontari in servizio si richiede: elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni sporadici durante i fine settimana; osservare le indicazioni dei referenti dei progetti in loco; in alcune sedi disponibilità alla vita comunitaria; rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; disponibilità a trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell'ambito dello stesso paese di assegnazione; disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all'estero; disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l'estero.
9. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
La situazione sanitaria non presenta particolari difficoltà. Per quanto riguarda il clima, l'inverno è freddo con temperature normalmente attorno ai 10-12 gradi anche se alcuni giorni può andare sotto lo zero. L'estate è molto calda con temperature tra i 35 e i 40 gradi.
L'edificio scolastico ha tutte le comodità ed i servizi (luce, acqua e gas), per cui non si evidenziano particolari problemi per la realizzazione del progetto e per il volontario stesso.
Non si segnalano pertanto particolari condizioni di disagio per il volontario.
10. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Si ritiene di dover suddividere tra requisiti generici (che tutti i candidati devono possedere) e requisiti specifici inerenti aspetti tecnici connessi ai singoli paesi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare.
In considerazione della specificità dell'esperienza all'estero (adattamento culturale, climatico, relazionale; lavoro con il partner locale) si richiedono ai candidati, preferibilmente, i seguenti requisiti generici:
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato
- Conoscenza della federazione o di uno degli organismi ad essa associati e delle attività da questi promosse
- Competenze informatiche di base e di Internet.
SPECIFICI:
- preferibile titolo di studio nel settore educativo/formativo;
- conoscenza lingua spagnola scritta e parlata;
- simili esperienze pregresse preferibilmente nel settore educativo/formativo.
DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
FONSIPEC
Via Collebeato,26
25127 Brescia

