ANGOLA - COPE
SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO: BENGUELA
1. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
La Repubblica di Angola è uno stato democratico di diritto. Dopo 5 secoli di colonizzazione portoghese l’Angola è diventa indipendente l’11 novembre 1975, ma la conquista dell’indipendenza, dopo più di un decennio di guerra per la liberazione, non ha determinato la fine delle sofferenze del popolo angolano, ma l’inizio di una guerra civile durata 27 anni e terminata in seguito alla firma degli accordi di pace del 4 aprile 2002. La guerra, una tra le più sanguinose e lunghe del continente africano, ha devastato le istituzioni politiche e sociali del paese e cosparso il paese di mine antiuomo. Con gli accordi di pace le ostilità si sono concluse e la situazione politica attualmente può considerarsi più stabile, tuttavia, sotto il profilo della sicurezza, la situazione è comunque estremamente precaria. Si registrano casi di banditismo all'interno del Paese ed esistono frequenti controlli, da parte delle forze di polizia e militari, a causa dell’altissimo indice di criminalità. Per quanto riguarda i diritti umani vi sono state anche notizie di violazioni da parte della stessa polizia fra cui esecuzioni extragiudiziali, torture, maltrattamenti o uso eccessivo della forza soprattutto in Cabinda, dove è concentrata la quasi totalità delle risorse petrolifere del paese. Difensori dei diritti umani e attivisti politici sono stati minacciati e detenuti per brevi periodi a causa delle loro attività non violente. Si è tentato di aumentare il rispetto dei diritti umani con l’istituzione di un Difensore civico per la giustizia. Per quanto riguarda la sfera economica, l'Angola risulta essere uno dei più poveri paesi del mondo con il 70% della popolazione ridotta sotto la soglia della povertà a causa delle continue guerre. Infatti, risulta essere al 160° posto della classifica UNDP con un indice di sviluppo umano pari a 0.445. Sempre secondo il rapporto UNDP del 2005 la speranza di vita alla nascita è di 40,8 anni, uno dei più bassi in Africa. Nel paese vivono senza assistenza e fra di loro molti bambini, 80.000 mutilati da mine e 1.700.000 profughi interni, obbligati a fuggire dalle aree maggiormente colpite dal confronto militare. La stima degli sfollati nel paese è di circa tre milioni di persone. Questa tragica situazione ha messo in ginocchio l’intero paese e costretto migliaia di persone a fuggire dalle proprie case alla disperata ricerca di luoghi più sicuri. Le principali città sono state invase da un esodo di massa che non ha fatto altro che peggiorare le condizioni di vita della popolazione già al limite della sopravvivenza. Queste persone, infatti, abituate a vivere dei prodotti della propria terra, in uno stile di vita contadino, povero ma comunque dignitoso, si trovano ora a lottare quotidianamente nelle città sovraffollate per il diritto alla sopravvivenza. Le condizioni di vita della popolazione sono ancora più miserevoli se confrontate con le potenzialità del paese: l’Angola è il secondo produttore di petrolio del continente dopo la Nigeria e uno dei maggiori esportatori di diamanti, risorse che nel 2004 hanno permesso una crescita economica del 13,2%. In particolare la produzione di petrolio e le relative attività di sostegno rappresentano circa la metà del P.I.L. e il 90% delle esportazioni. La bilancia commerciale è in attivo, con esportazioni che arrivano a 8 miliardi di dollari all’anno e un PIL che si aggira attorno ai 13 miliardi. L'inflazione si è ridotta dal 325% del 2000 a circa il 18% nel 2005 grazie alla stabilizzazione del tasso di cambio in seguito alla politica attuata dalla Banca Centrale. Il paese è interessato da un vasta disoccupazione e sottoccupazione che interessano più della metà della popolazione. Ma il grosso problema dell’Angola è la scarsa trasparenza nei conti pubblici, che non permette di controllare dove vadano a finire i proventi delle risorse petrolifere e diamantifere. Numeri che sono custoditi dalle autorità locali come veri e propri segreti di stato e a cui anche le grandi istituzioni finanziarie internazionali non hanno accesso. Non è un caso che l’Angola sia uno dei paesi più corrotti del mondo. Negli ultimi anni la ricostruzione post-bellica ha permesso alti tassi di crescita nella costruzione e nella riabilitazione delle infrastrutture. I resti del conflitto quali le mine diffuse sul territorio ancora deturpano la campagna, elemento fondamentale per lo sviluppo economico dato che l'agricoltura di sussistenza rappresenta la fonte di sostentamento della metà della popolazione. Il passo importante da compiere affinché l’intero paese possa approfittare delle ricche risorse nazionali è la riforma delle politiche di governo accompagnata dalla progressiva riduzione della corruzione.
2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
BENGUELA
Il luogo di svolgimento dell’intervento è la provincia di Benguela, a 600 km dalla capitale Luanda. La provincia di Benguela si estende per 38.083 km2, e conta 46,6 abitanti per chilometro quadrato, con una popolazione complessiva di circa 700.000 abitanti,. E’ seconda, per densità, soltanto alla provincia della capitale Luanda. La situazione sanitaria della provincia di Benguela versa in condizioni precarie: dati aggiornati al 2001 mostrano come il 68,4% degli abitanti di questa provincia non hanno accesso all’acqua potabile, mentre è pari al 58,6% la popolazione che non gode dei servizi sanitari primari (fonte: IDR 2000-01). Anche i medici non sono molti, soltanto uno ogni 62.813 abitanti (IDR 2000-01). Questi numeri diventano particolarmente drammatici se si tiene conto del fatto che la popolazione di Benguela conta 1.821.588 abitanti (dati aggiornati al 2004), dei quali più dei due terzi rappresentano la popolazione rurale. Per quel che riguarda i dati sulla scolarizzazione, il tasso di alfabetizzazione è del 59% nella popolazione adulta maschile e del 54% in quella femminile, mentre, tra i ragazzi, si ha una percentuale di abbandono scolare che tocca il 19%. È chiaro come un intervento su questo fronte sia necessario, date le basse percentuali (fonte: IDR 2000-01).
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
EDUCAZIONE E ISTRUZIONE
In particolare l'intervento si localizza in un Paese che è il risultato di un lungo periodo di colonizzazione, di guerra e di liberazione che dura da circa trent’anni, nel quale il processo di sviluppo è stato fortemente condizionato da situazioni di crisi e di emergenza.
La conseguenza diretta di questa instabilità politica è stata la disomogeneità del tessuto sociale, il basso livello di accesso della popolazione ai servizi di base e alle risorse primarie, la crisi economica, e l’alto livello di dipendenza dagli aiuti internazionali. L’Angola è uno dei paesi più poveri al mondo, il divario fra i ricchi e i poveri, sempre più numerosi, è andato aumentando in maniera esponenziale.
Il tasso di alfabetizzazione adulta degli abitanti della provincia di Benguela risulta essere inferiore rispetto a quello nazionale, già non molto elevato, di più di cinque punti percentuali (il 61,2% contro il 66,8%. Fonte: IDR 2000-01) e l’investimento pubblico pro capite per l’educazione risulta essere di soli 16,6 dollari. Questi dati vengono aggravati dall’analisi comparata del dato del tasso di alfabetizzazione maschile nazionale e di quello relativo alla provincia di Benguela: se, infatti, la percentuale di donne alfabetizzate è in linea con i dati nazionali (55,0% contro il 53,4% nazionale), nella popolazione maschile rileviamo un tasso di alfabetizzazione nazionale dell’82,1%, mentre nella provincia di Benguela, lo stesso indice, ha un valore del 59,0% (fonte: IDR 2000-01). Interessante anche il dato sulla popolazione rurale, che tocca il 70,0% della popolazione dell’intera provincia in esame, con facili conseguenze sull’occupazione, di molto incentrata sul lavoro nei campi. La malnutrizione e la conseguente vulnerabilità alle malattie è diffusa soprattutto fra i bambini, la vita media è scesa a 42 anni, la popolazione è soprattutto infantile, con un incremento preoccupante del livello di orfanaggio. La forte emigrazione interna ed esterna, verso i centri urbani e conseguente spopolamento dei villaggi periferici, segna un percorso migratorio che spesso si arresta nelle città vicine che diventano luogo di emarginazione e di impoverimento sociale. Qui la popolazione sopravvive con attività economiche informali, con redditi bassi e condizioni di vita precarie.
4. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
Reinserire gli ex bambini soldato, giovani orfani di guerra ed abbandonati della società angolana, determinandone un miglioramento delle condizioni di vita.
5. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Il progetto prevede una prima fase di miglioramento delle strutture di accoglienza di bambini in difficoltà e una seconda fase progettuale per la realizzazione di programmi per la promozione della micro-imprenditoria locale.
L’azione si articola in tre assi di intervento:
a) L’equipaggiamento di un centro di accoglienza e formazione permanente
b) L’avvio dei corsi di formazione: corsi per formazione quadri locali, corsi intensivi residenziale e brevi corsi di aggiornamento per i giovani della zona. La formazione tecnica e professionale è diretta a giovani orfani di guerra ed abbandonati (di entrambi i sessi) per facilitare il loro inserimento socio-economico nella società locale attraverso il miglioramento delle conoscenze nel settore dell’artigianato e agro-zootecnico.
c) Il supporto tecnico attraverso attività di monitoraggio tese al miglioramento delle attività micro-imprenditoriali locali e delle attività di artigianato; finanziario attraverso la creazione di un fondo rotativo di micro-credito a beneficio delle donne del bairro che vorranno avviare attività micro-imprenditoriali.
Tali assi permettono di individuare i seguenti piani di attuazione:
Fase1:
- equipaggiare una struttura di riferimento per la formazione permanente ;
Fase 2:
- migliorare le attività di accoglienza e sostegno a bambini orfani di guerra e abbandonati portate avanti dalla Controparte Locale attraverso l’alfabetizzazione e la formazione tecnica dei giovani adulti del distretto di Benguela per favorire il reinserimento o l’adozione dei bambini presso le famiglie residenti.
Fase 3:
- promuovere attività generatrici di reddito per giovani e famiglie residenti nel distretto di Benguela.
Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
- Equipaggiamento e allestimento di un centro di formazione permanente e gestione.
Attività della fase 2:
- Alfabetizzazione per bambini e giovani adulti residenti nel distretto di Benguela;
- Corsi di formazione per giovani adulti per promuovere l’artigianato su piccola scala e garantire la sostenibilità del centro;
Attività della fase 3:
- Supporto tecnico-finanziario alle donne capo-famiglia che vorranno intraprendere attività micro-imprenditoriali.
Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
- 1 direttore del centro di accoglienza (dipendente controparte locale)
- 2 persone equipe formatori/monitori (donne membro della PROMAICA, Controparte locale)
Ruolo ed attività previste per il volontario nell’ambito del progetto.
Nel progetto saranno inseriti 2 volontari in servizio civile. Di seguito il ruolo e le attività che andranno a ricoprire i singoli volontari:
1 Volontario
- Funzioni logistiche, di amministrazione e organizzazione delle attività del centro di accoglienza.
- Rapporti con il pubblico e con la controparte locale e contabilità del spese del centro.
- Monitoraggio delle attività di micro-credito previste, insieme con la Controparte locale.
1 Volontario
- Stabilire tecniche e approcci didattici per l’apprendimento e la messa in pratica di competenze professionali. il volontario dovrà
- Individuare ed implementare i metodi per la realizzazione di programmi che siano al contempo di recupero psico-sociale e di formazione professionale in considerazione del target di giovani destinatari del progetto (abbandonati, ex bambini soldato, orfani).
- Gestione dei contatti con enti pubblici e privati ed università per l’avvio di corsi e seminari professionali da svolgere presso il centro di accoglienza e provvederà altresì all’organizzazione didattica dei corsi.
6. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
35 ore settimanali
7. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
5 giorni
8. MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
I volontari in servizio civile permarranno all’estero mediamente per dieci mesi.
Ai volontari in servizio si richiede: elevato spirito di adattabilità; flessibilità oraria; disponibilità ad impegni sporadici durante i fine settimana; osservare le indicazioni dei referenti dei progetti in loco; in alcune sedi disponibilità alla vita comunitaria; rispettare i termini degli accordi con le controparti locali; disponibilità a trasferimenti in città e distretti diversi da quelli di residenza nell’ambito dello stesso paese di assegnazione; disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all’estero; disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l’estero.
9. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Il disagio prevedibile è quello collegato alle condizioni di vita di un Paese dalla situazione economica in via di transizione dopo un periodo di guerra civile che è durato circa un trentennio. I volontari alloggeranno presso strutture messe a disposizione dalle controparti locali o in case dei volontari del CO.P.E., dove dovrà a adattarsi ad uno stile di vita modesto e adoperarsi con spirito di collaborazione per lo svolgimento di tutte le attività della sede.
10. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Si ritiene di dover suddividere tra requisiti generici (che tutti i candidati devono possedere) e requisiti specifici inerenti aspetti tecnici connessi ai singoli paesi e alle singole attività che i volontari andranno ad implementare.
In considerazione della specificità dell’esperienza all’estero (adattamento culturale, climatico, relazionale; lavoro con il partner locale) si richiedono ai candidati, preferibilmente, i seguenti requisiti generici:
- Preferibile esperienza nel mondo del volontariato
- Conoscenza della federazione o di uno degli organismi ad essa associati e delle attività da questi promosse
- Competenze informatiche di base e di Internet.
SPECIFICI:
- Preferibile buona conoscenza della lingua portoghese.
1 Volontario con:
- Preferibile laurea in Scienze dell’amministrazione, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia e commercio;
1 Volontario con:
- Preferenziale formazione professionale e percorso di studi in discipline sociali-psicologiche
DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
COPE
Via Crociferi,38
95124 Catania

