TANZANIA
1. SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
I due volontari si inseriranno nella realtà di condivisione del pronto soccorso sociale "Bikira Maria wa Fatima" e quotidianamente si inseriranno nei progetti esterni.
2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Informazioni generali
Denominazione del paese: Jamhuriya Muungano wa Tanzania
Superficie territoriale: 945.087 Km2
Capitale: Dodoma, 155.000 ab. (2003)
Popolazione: 37.445.392 ab.
Tasso di crescita: 1.83% (2006 est.)
Mortalità infantile: 96.48 morti /1.000nascite (2006) (Italia: 5,7 per mille)
Popolazione sotto la soglia di povertà: 60% con meno di 1$ al giorno
Persone che vivono con l'HIV/AIDS: 1.6 milioni (2003 est.)
Religione principale: Islam (35%), culti tradizionali (35%)
Lingua ufficiale: Swahili
Governo: Repubblica
Capo dello Stato: President Jakaya Kikwete (2005)
Divisione amministrativa: 26 regioni
Indipendenza: 26 Aprile 1964
Popolazione: 37.445.392 (2006), in maggioranza di origine bantu, suddivisa in circa 120 etnie. Nel continente, nella regione occidentale vi sono gruppi nilocamitici; a Zanzibar vi è una minoranza shivazi, di origine persiana.
In entrambe le regioni vi sono anche arabi, indopakistani ed europei. Religione: Islam (35%), culti tradizionali (35%) e cristianesimo (30%).
Lingua: Swahili, inglese (ufficiali), e lingue locali.
Oltre alla capitale le città di maggior numero di abitanti sono: Dar es Salaam, 1.540.000 ab.; Mwanza, 1.700.000 ab.; Tanga, 187.000 ab.; Zanzibar, 158.000 ab. (1994).
Organo legislativo unicamerale: Assemblea di 274 membri.
PNL pro capite: $ 280 (2002). Crescita annua PNL: 5.8% (2002). Debito estero: $ 6.676 milioni; $ 188 pro capite (2002). Servizio del debito: 10.3% delle esportazioni (1998). Aiuti ricevuti: $ 1.233 milioni; $ 35 pro capite (2001).
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
Il progetto si realizza presso la città di Iringa; questa si trova a sud ovest della Tanzania e conta circa 122.000 abitanti. A causa dell'inurbamento e del crescente spopolamento dei villaggi che vivono di pura economia di sussistenza (agricoltura allevamento), si registra un costante aumento di giovani in difficoltà che si riversano nel contesto urbano per trovare una speranza di vita e di sostentamento alternativo che in realtà si rivela un miraggio.
Soltanto il 15% circa degli abitanti di Iringa ha un lavoro fisso con una retribuzione effettivamente garantita. Secondo rilevamenti fatti dai missionari dell'Associazione, su un campione di circa 220 famiglie, il reddito medio che un gruppo familiare di circa 5 persone riesce ad incamerare arrancando con lavori estemporanei mensilmente, si aggira attorno ai 40000 tshs (37 euro), mentre si possono stimare circa 200000tshs (180 euro) mensili, per una vita che rispetti almeno i bisogni umani fondamentali quali cibo, sanità di base, vitto, alloggio, istruzione elementare.
I quartieri in cui l'Associazione opera sono: SemTema, Kihesa, Titolo, Mtwivila,Ngome. L'economia di queste zone è tendenzialmente povera e si svolge prevalentemente nel settore della cosiddetta "economia dell'informale". La disoccupazione è pertanto difficile da calcolare e molte attività lavorative restano nell'ambito della precarietà e vengono reinventate giorno per giorno. Le abitazioni sono in prevalenza costruite con materiali semplici (terra, legno e lamiere) e carenti da un punta di vista igienico. Acqua e luce sono servizi di cui usufruisce una minima parte delle case presenti in queste zone.
4. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
In generale, i bambini e i ragazzi con i quali l'associazione entra in contatto vivono in condizioni di povertà estrema, subiscono violenze familiari, provengono da famiglie segnate dall'alcool, dalla violenza, dall'AIDS.
La famiglia tradizionale attraversa una crisi (l'intera Tanzania sta rapidamente volgendo verso un processo di urbanizzazione, che va a modificare le strutture sociali), e in particolare emerge in maniera significativa un modello di famiglia che vede la madre da sola ad accudire uno o piu' figli, spesso frutto di relazioni con partner occasionali e temporanei che abbandonano il tetto familiare quando la compagna inizia una gravidanza. Significativo e' anche il numero di bambini orfani, visto che sono numerose le cause di morte che hanno colpito le cosiddette "generazioni di mezzo" (nell'ultimo quarto di secolo la speranza di vita alla nascita e' diminuita in molte regioni dell'Africa).
Vi sono nella città diversi interventi per questi ragazzi e complessivamente sono accolti in diversi centri circa 800 ragazzi di strada ma secondo stime fatte dalle diverse associazioni che operano nel settore questi interventi coprono appena il 5/10% del reale numero dei ragazzi che vagano per le strade e nelle famiglie oramai destrutturate della città.
5. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
Obiettivo 1
Migliorare le condizioni di vita dei minori che vivono in gravi condizioni di disagio psico-sociale conseguenza di malattia, povertà, mancanza di uno o entrambe le figure genitoriali, attraverso l'offerta di assistenza sanitaria, supporto scolastico e psicologico
Obiettivo 2
Accoglienza dei minori in stato di abbandono, offrendo un luogo dove vivere assieme, sviluppando il senso del dovere e della responsabilità, garantendo forme di assistenza scolastica, formativa e socio-assistenziale
Obiettivo 3
Sviluppare situazioni di aggregazione per i giovani
6. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
Il progetto in Tanzania si basa su tre interventi principali:
&_#61655; L'accoglienza ed il supporto famigliare ed educativo attraverso il pronto soccorso sociale per minori "Bikira Maria wa Fatima";
&_#61655; Accoglienza, accompagnamento e assistenza sociale/sanitario/educativa attraverso due centri per ragazzi di strada
&_#61655; Gestione e coordinamento del centro sociale "Shalom Centre"
Queste 3 interventi si realizzano grazie ad una serie di azioni preliminari sul territorio che prevedono azioni di monitoraggio sul territorio delle famiglie bisognose dal punto di vista economico e psico-sociale, organizzazione e realizzazione di incontri con i gruppi della comunità locale per rilevare i bisogni più urgenti,
realizzazione di una banca dati riguardo alle famiglie bisognose, in base alla tipologia di bisogno ed al tipo di intervento necessario per migliorare le condizioni del richiedente.
Pianificazione ed incontri dell'Associazione con le istituzioni ed associazioni sul territorio che si occupano di infanzia e disagio sociale famigliare per poter realizzare un lavoro di rete.
7. NUMERO ORE DI SERVIZIO SETTIMANALI DEI VOLONTARI:
40 ore settimanali
8. GIORNI DI SERVIZIO A SETTIMANA DEI VOLONTARI:
Minimo 5, massimo 6
9. MESI DI PERMANENZA ALL'ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
9/10 mesi di permanenza all'estero
Non ci sono particolari obblighi a cui sono soggetti i volontari; tuttavia, viste le caratteristiche del progetto e dell'ente Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ai volontari viene richiesto:
elevato spirito di adattabilità;
flessibilità oraria;
disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all'estero;
disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l'estero.
10. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Non ci sono particolari condizioni di disagio.
Si richiede, però, di rispettare lo stile di vita dell'associazione, basato sull' essenzialità e sulla sobrietà. La coerenza con questi valori è essenziale per vivere a pieno la condivisione diretta con le persone più povere ed emarginate che si incontrano. Tale stile di vita proposto può condizionare la gestione del tempo e degli spazi, di conseguenza, nella maggior parte delle strutture della comunità, può risultare difficile raggiungere condizioni di perfetta privacy.
11. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO OLTRE QUELLI RICHIESTI DALLA LEGGE 6 MARZO 2001, N. 64:
Possono essere requisiti funzionali ed utili al progetto:
- competenze ed esperienze relative ad attività di: assistenza, educazione, animazione, microcredito, lavoro di gruppo, microsviluppo economico, formazione, tutela dei diritti umani;
- impegno a rendere pubblico il progetto di servizio civile e a lavorare per una sensibilizzazione del territorio;
- disponibilità a trascorrere un ampio periodo di tempo all'estero (9/10 mesi) senza rientri intermedi;
- precedente esperienza di volontariato con l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in Italia e/o all'estero;
- precedenti esperienze in ambito sociale, educativo in Italia o all'estero;
- precedenti esperienze nel campo della promozione della pace, della tutela dei diritti umani, dello sviluppo dei popoli;
- interesse sviluppato per i temi della solidarietà internazionale e per la pace;
- volontà e predisposizione a sperimentare concretamente solidarietà e condivisione con fasce di popolazione particolarmente svantaggiate e vulnerabili;
- desiderio di sperimentare modalità concrete di azione e difesa nonviolenta;
- ricerca di percorsi formativi e di crescita individuale;
- sensibilità per l'alterità e il contatto solidale e dialogico con la diversità;
- volontà e capacità di lavorare in modo cooperativo, in gruppo ed in rete;
- discreta conoscenza di almeno una delle seguenti lingue, a seconda della scelta della sede: spagnolo, inglese, portoghese, russo;
- percorsi formativi o di studio connessi con le tematiche del progetto e gli specifici progetti di impiego all'estero.
DOVE INVIARE CANDIDATURA
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Per ora non è possibile inviare candidature. L'indirizzo verrà reso noto quando uscirà il bando

