Napoli-Nablus, un ponte di solidarietà
Nablus chiama Italia. Ma questa volta l'appello parte proprio da alcuni nostri connazionali e precisamente dalla delegazione italiana guidata dal professore Raffaele Porta, assessore Comunale e Direttore dell' Osservatorio Euro-Mediterraneo e del Mar Nero(OEMN) di Napoli.
Raggiunta al telefono, la dottoressa Emilia Sorrentino, rappresentante del Comune, racconta l'esperienza diretta di un'incursione militare israeliana. L'operazione dell'esercito della 'Stella di Davide' è avvenuta in Cisgiordania proprio durante la permanenza della delegazione italiana ed ha imposto il coprifuoco a tutta la popolazione civile.
Per più di quarantotto ore, secondo quanto riporta l'agenzia arabo-britannica Maan News, veicoli militari israeliani hanno perlustrato il centro della città ed i campi profughi adiacenti. "C'erano pattuglie perfino di fronte all'ospedale. - racconta Emilia Sorrentino - controllavano tutte le ambulanze, ed alcune non le hanno lasciate passare".
Nonostante le evidenti difficoltà di spostamento ed il possibile pericolo, la delegazione è riuscita a portare a termine uno dei principali obiettivi. Del gruppo di italiani, infatti, fa parte anche il cardiochirurgo Carlo Vosa che, insieme ad un equipe medica, ha visitato alcuni bambini palestinesi. Almeno trenta di loro dovranno subire interventi delicati e perciò, i rappresentanti dell'Osservatorio hanno già inoltrato la richiesta dei permessi al Consolato italiano.
Ma la visita degli esponenti dell'OEMN ha anche uno scopo diplomatico.
Durante una riunione con il vicesindaco Afeth Shahin, la delegazione ha deciso di scrivere una lettera alle autorità israeliane per ottenere un incontro con il sindaco di Nablus Adli Yaish in carcere dal maggio 2007, senza aver subito un processo (secondo la norma della detenzione amministrativa).
Altro obiettivo della 'missione di pace' dell' OEMN è quello di promuovere l'Erasmus Mundi, uno scambio fra studenti del Mediterraneo, negli atenei arabi e israeliani, ed in particolare con l'Università di Al Quds, a Gerusalemme.
"La parte difficile di questo progetto è ottenere i visti ed i permessi per studenti e docenti, sia in entrata che in uscita - spiega la Sorrentino - ma il Consolato italiano di Gerusalemme Est ha garantito il suo massimo appoggio all'iniziativa".
Tirocinanti di medicina napoletani avranno la possibilità di svolgere il proprio servizio nell'ospedale della città palestinese. Dal 2005 Nablus è gemellata con il Comune di Napoli e così anche la sua università con l'Istituto Federico II. Negli scorsi anni tre studenti palestinesi hanno avuto la possibilità di frequentare un master presso la facoltà di Agraria in Campania.
Nablus, fondata nel 72 d.c. con il nome di Flavia Neapolis dall'imperatore Vespasiano, sorge ai piedi di due colline, nei pressi della città biblica di Sichem, dove abita l'ultima comunità esistente di Samaritani.
Centro economico dei Territori palestinesi, famosa per la produzione di scarpe, tessuti, sapone e per l'industria alimentare, ha perso il suo ruolo a causa delle difficoltà causate dalla guerra. Oggi Nablus è circondata da tre Checkpoint militari israeliani che controllano il traffico in entrata ed uscita di persone e merci.


