Polizia Militare del Minas Gerais: il braccio armato del latifondo
da: http://www.cptnac.com.br/?system=news&action=read&id=1872&eid=8
La Commissione della Pastorale della Terra - CPT del Minas Gerais denuncia oggi gli organi pubblici per tentativi di assassinio, per bravate, illegalità e abuso di potere, ad opera di funzionari della polizia militare del Minas Gerais, con gravi violazioni dei Diritti umani ai danni di 50 famiglie della comunità di Quilombola de Brejo dos Crioulos, Comune di São João da Ponte e Varzelândiaa - situata nel Nord di Minas.
Gli episodi sono i seguenti: la domenica mattina, del 20 di maggio del 2007, 50 famiglie quilombolane che lottano per il riconoscimento della proprietà del loro territorio, rioccupano la Fazenda Vista Alegre, inserita nel territorio di Quilombo de Brejo dos Crioulos. Nell'anno passato, la fattoria che possiede un'area di 2.900 ettari, è stata considerata e classificata come "Grande Proprietà Improduttiva" da parte dell'INCRA/MG (Istituto Nazionale di Colonializzazione e Riforma Agrária del Minas Gerais). Il proprietario della fattoria Albino José Fonseca svolge attività illegali come il taglio del legname oltre i limiti di legge, come registrato dalla polizia ambientale. Dopo la rioccupazione della fattoria, i quilombolani vengono attaccati da "giustizieri" pesantemente armati. Due quilombolani vengono accusati di aver usato armi da fuoco, e uno di questi è tutt'ora ospedalizzato. Anche correndo pericolo di morte, i quilombolani riescono a consegnare un pistolero armato alla polizia, indiziandolo per tentativo d'omicidio. La polizia militare è diretta dal proprietario della fattoria.
In piena domenica circa 60 uomini pesantemente armati, 14 vetture, con fucili, bombe di gas lacrimogeno (provenienti da Montes Claros) ed elicottero (dislocado in Belo Horizonte), realizzano illegalmente lo sgombro della fattoria, senza essere in possesso di un mandato del giudice. Il Governo di Minas, attraverso la polizia militare, più di una volta dimostra alla società in quale modo tratta il popolo che lotta per i suoi diritti. Come se non bastasse, l'illegalità della realizzazione di uno sgombero senza mandato emesso da un giudice, i nuovi "Capitani del Campo" arrestano arbitrariamente 3 quilombolani che, secondo le notizie, vengono accusati di essere i leader dei quilombolani. Curiosamente vangono ascoltati nella condizione di testimoni.
Per questo vengono arrestati e portati nella prigione di Janaúba, dalle ore 18 alle ore 23. La polizia viola i Diritti e le Garanzie Fondamentali Costituzionali e i Patti dei Diritti Umani nel procedimento dei prigionieri.
Il 24 aprile, in Janaúba, più di 250 famiglie che occupavano il latifondo improduttivo, fazenda Novo Horizonte, vengono espulse dalla stessa Polizia Militare, comandata da Ricardo Rondineli Nunes Santos. A questa operazione parteciparono più di 150 poliziotti fortemente armati che realizzarono lo sgombero in forma illegale, senza mandato giudiziale, attraverso la forza e facendo forti minacce.
Questo dimostra chiaramente che la PMMG (Polizia Militare del Minas Gerais) è a servizio dei latifondisti della regione ai danni i poveri della terra. Mostra inoltre che questo tipo d'illegalità è appoggiata dal governo Aécio Neves dove l'Istituto delle Terre e la Segreteria Straordinaria della Riforma Agraria vengono informate con anticipo dell'atto immorale, ingiusto ed illecito della PMMG e delle misure inefficienti per risolvere il conflitto. Anche l'INCRA è stato informato e non è intervenuto per risolvere il conflitto.
I Governi Federale e Statale in questo processo di regolarizzazione dei territori quilombolani, mostrano da quale lato stanno. Aggravano le violazioni dei Diritti Umani Economici Sociali Culturali e Ambientali del popolo quilombolano. I neri e le nere stanno vivendo una situazione disumana, rinchiusi dal latifondo di cui molti prendno le loro terre. Lo Stato non soddisfa la legge che difende la proprietà dei territori ed è il grande responsabile dell'esplosione della violenza nella regione.
Informazioni: CPT - Norte de Minas (38) 3221-4130 - (38) 9955-7615 o 9985-6753

