Un giorno di formazione
Tra le varie attività che CVM ha in programma per questo anno all'interno del progetto di Prevenzione e Controllo dell'HIV/AIDS nella Regione Amhara c'è anche la formazioni di 90 donne (3 corsi per 30 persone l'uno) su ciò che riguarda cause ed effetto delle malattie sessualmente trasmissibili che dalla sigla inglese vengono abbreviate come STI (Sexually Transmitted Infections).
Giusto la settimana scorsa ho avuto la possibilità di partecipare insieme alle mie colleghe Tigist e Tegegne ad una delle 3 giornate di formazione previste. Erano presenti circa 33 persone, tutte donne eccetto un ragazzo, appartenenti a tutte associazioni femminili della città di Bahir Dar. Poi eravamo tre rappresentanti del CVM e due formatori Muluken un'infermiere dell'Ospedale di Bahir Dar e Fantau.
Lo scopo di questi incontri è formare delle persone, in questo caso donne, per essere in grado a loro volta di organizzare altri corsi e formare altre donne, a partire da quelle iscritte alle rispettive associazioni, riguardo ai personali rischi ai quali sono esposte avendo rapporti sessuali non protetti o durante la gravidanza ecc.
Le partecipanti vengono selezionate dall'ufficio HAPCO di zona. Il diminutivo HAPCO sta a significare ufficio di prevenzione e controllo dell' HIV/AIDS. L'HAPCO, è un ufficio governativo, nonché uno dei tanti partner del CVM, che è stato istituito appunto dal Governo Etiope per contenere i catastrofici effetti dell'HIV che come tutti sappiamo possono essere di natura politica, economica, sociale, psicologica, didattico e sanitario.
Ovviamente se si considera che l'HIV ha compiuto 21 anni in Etiopia (i primi 2 casi si ebbero in Addis Ababa nel 1978 secondo il calendario etiopico - c.e.) e si moltiplica tutti i casi per ogni anno fino al 1999 c.e. è più che comprensibile che uno Stato cerchi di correre ai ripari come può (nel 2006 le persone che vivevano con il virus in Etiopia erano circa 1.320.000).
La cosa che mi ha sorpreso durante il training è risultato dal lavoro di gruppo durante il quale veniva chiesto cosa le partecipanti avessero appreso durante la trascorsa giornata e quali fossero i loro precedenti convincimenti. L'esito è stato che tutte ritenevano che le malattie sessualmente trasmissibili fossero causate dal sedersi su sorgenti di calore, come le pietre calde!
Queste cose possono farci sorridere, ma dimostrano il "gap" che ancora esiste nelle conoscenze di tante donne e ragazze che, in altri termini si traduce in vulnerabilità e pericolo.
E per una ragazza etiope non avere certe conoscenze è tanto pericoloso quanto potrebbe esserlo per una ragazza italiana fare una passeggiata sull'autostrada, di notte.

