Stigma
Durante le attività di monitoraggio delle attività di IGA (attività generatrici di reddito) e fondi di rotazione per sieropositivi assieme alle mie colleghe Tigist e Askalemariam siamo passati casa per casa, o forse sarebbe meglio dire di attività in attività. Spesso però l'abitazione coincide con l'attività in quanto la maggior parte dei beneficiari di questo programma sono donne che talaltro hanno da sobbarcarsi anche la cura dei propri figli e anche in alcuni casi di anziani o mariti, magari infermi.
Nella periferia di Debre Markos eravamo in cerca di una signora che abitava nelle vicinanze, ma siccome non riuscivamo a trovare la sua abitazione ci siamo fermati lungo la strada a chiedere indicazione ad una ragazza. Una ragazza giovane, penso avesse sui 12-13 anni con in braccio una sorellina. Una come tante altre che si ritrovano ad accudire i fratellini e le sorelline più piccole mentre i genitori sono occupati a lavorare. Un viso gentile e sorridente.
A quel punto abbiamo chiesto alla ragazzina se sapeva dove abitava Kidist Mekete del Kebele 11, e lei dopo un po' di esitazione, più però per far mente locale, che per altro...ci chiede a sua volta...ma chi "Kidist Aids"? li per lì non me ne sono reso subito conto, la conversazione era in amharico, forse avevo capito male io, che ne sapevo... Ma poi guardo in viso le mie colleghe e sparisce ogni dubbio...quella ragazza aveva proprio detto Kidist Aids... Aids diventa una parola che identifica una persona e la differenzia da altre, o in taluni casi la unisce, come fosse un marchio incancellabile che ti viene dato e che ti accompagnerà, un po' un secondo nome che ti viene affidato questa volta non alla nascita, ma nel momento in cui la tua condizione di sieropositivo viene conosciuta...quanto il fatto di essere malato diventa di dominio pubblico.
Ma la cosa che più mi ha sorpreso è l'innocenza con cui questa ragazza ci ha rivolto la domanda, quella donna ai suoi occhi non può più essere o non lo è mai stata Kidist Mekete, ma è semplicemente Kidist Aids, punto e basta.

