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Video - Israele/Palestina

La Nakba palestinese: istantanee di memoria

Un video ispirato alla mostra fotografica organizzata dal Peace Center di Betlemme in occasione del 59 anniversario della Nakba, ovvero dell’esodo di migliaia di palestinesi, forzati ad abbandonare le proprie case dall’esercito israeliano nel maggio del 1958.
Laura Conti (Casco Bianco in Israele/Palestina)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 22 maggio 2007

Le prime immagini sono quelle che ritraggono una Palestina antica, in bianco e nero, quella che ancora non aveva conosciuto la guerra.

Non dimenticare

Posando lo sguardo su un passato che non ci appartiene,
ma che ci entra dentro, ogni giorno che passiamo qui...
Non dimenticare,
perché la memoria non è vendetta,
non rimpianto,
non rabbiose lacrime versate su un istantanea rubata
La memoria è sangue e membra delle nostre convinzioni
e dei nostri sogni…oggi.
(Laura Conti)

I palestinesi sono qui, immortalati nella quotidianità dei piccoli gesti: nel loro tempo libero, nelle abitudini, nei sogni e nelle loro piccole vanità. Questo ritratto collettivo non si discosta per nulla da quella che potrebbe essere la ‘dolce vita’ in qualsiasi altro paese del mondo. Le immagini che seguono, invece, rappresentano una frattura nel tempo come nella vita di questo popolo. Queste foto raccontano di viaggi, esili, bagagli preparati in fretta, bambini in braccio a madri stanche e impaurite, ma soprattutto emerge l’elemento simbolo per eccellenza della Diaspora palestinese: le chiavi di casa.
Le parole che accompagnano le immagini appartengono a Mahmoud Darwish e Mike Odetallah. Questi due uomini sono poeti, ma soprattutto profughi che hanno vissuto in prima persona la tragedia della Nakba, e dunque le loro parole hanno la forza di esprimere il sentimento collettivo di migliaia di palestinesi, che da ogni parte del mondo hanno ancora in tasca le chiavi di casa.

Testi e traduzioni

“In migration we remember shirt buttons we lost,
forget the glittering crowns of our days,
recall the scent of apricot sweat,
forget the dancing horses on our wedding nights”

“Nella lontananza dell’esilio, ricordiamo
i bottoni delle camicie che abbiamo perso,
ma dimentichiamo le corone splendenti dei nostri giorni passati.
Il pensiero richiama a noi il profumo di dolci albicocche,
mentre seppellisce il ricordo di cavalli danzanti nelle nostre notti nuziali”

"Time separates me from my place.
My place separates me from my time.
All the prophets are my kin.
But heaven is still far from its earth
and I am still far from my words"

“Il Tempo mi separa dalla mia terra.
La mia terra mi separa dal mio tempo.
Tutti i profeti sono la mia famiglia.
Ma il paradiso è ancora troppo lontano da questa terra
Ed io sono ancora troppo lontano dalle mie parole”

On this date, May 15th 1948,
Palestinians began their journey into exile. Dispossessed from home and homeland, this was the start of the refugee ‘problem’ that still exists today. More than 3 million Palestinians live as refugeesin harsh conditions, in camps in Palestine and throughout the Arab world.

In questo giorno, il 15 maggio 1948, il popolo palestinese ha cominciato il suo esilio. La perdita della terra fu l’inizio della causa palestinese e del problema dei profughi, problema che esiste ancora. Più di tre milioni di palestinesi vivono infatti come rifugiati, in condizioni precarie nei campi profughi situati in Palestina ed in diversi paesi arabi.

"In the rubble we were left
to cry and scream
for the bulldozers
had destroyed
our dream"

Ci hanno lasciato tra le macerie
a piangere ed urlare
perché i bulldozer
avevano distrutto i nostri sogni


…a tent is our home now
and for years
As refugees life
is full of hardship and tears…

una tenda è la nostra casa oggi
e per gli anni a venire,
poiché la vita di un rifugiato
è piena di difficoltà e di lacrime.

A dream still comes to me
to build a home for my family
nothing special you see
four walls and a roof are enough for me...

Un sogno che continuo ad avere:
costruire una casa per la mia famiglia
niente di speciale come vedi:
quattro mura ed un tetto sono per me abbastanza…


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