Bambini lavoratori: bambini che meritano rispetto
Primo maggio: Festa dei lavoratori. E se dico 'lavoratore' cosa vi viene in mente? Provo ad indovinare: un muratore, un operaio, o magari un lavavetri ... In realtà non sto tirando a caso: sono risposte che ho ricevuto realmente. In ogni caso il 90% di noi non penserebbe ad un bambino. Ed invece sono proprio bambini quelli che oggi hanno sfilato per le strade di Lima.
In questo giorno che ricorda la strage di lavoratori scioperanti di Chicago del 1886, a scendere in piazza sono 700 bambini lavoratori. 700 NATs (Niño y Adolescente Trabajador) del Movimiento NATs Organizados del Perù e le sue differenti basi, che tra palloncini, colori, fischietti, canti e risa, lanciano un messaggio a tutti i bambini lavoratori, ai cittadini limeñi e ai turisti che li guardano stupiti e sorridenti, all'assente governo peruviano che non muove un dito per risolvere i problemi inerenti all'infanzia, alle discriminanti ed escludenti politiche promosse dagli organismi internazionali, alla società perchè li sappia accettare ed ascoltare.
Ma cosa vogliono questi bambini? Cosa dicono i cartelli che tengono in mano, le parole delle canzoni che cantano, i volantini che distribuiscono, gli slogan che gridano? Le parole piu frequenti sono rispetto, ascolto, dignità, istruzione, riconoscimento, valorizzazione. Tutto ciò che le politiche a livello nazionale, internazionale e mondiale non gli sta dando e riconoscendo. Chiedono di essere ascoltati, di essere presi in considerazione in quanto soggetti di diritto. Chiedono che si rispetti e riconosca il loro lavoro -purchè sia in condizioni degne-, non solo a livello economico, ma a livello personale e sociale, che vengano adottate misure per fare in modo che possano studiare, che non siano costretti a lasciare gli studi perchè contenuti curriculari e orari scolastici non sono adatti alle loro esigenze e necessità, chiedono di essere interpellati in tutte le decisioni che li riguardano, chiedono di essere valorizzati come bambini, chiedono azione per opporsi alle forme di sfruttamento del lavoro minorile esistenti in troppe occasioni, chiedono il riconoscimento alla possibilità di organizzarsi e poter partecipare attivamente in questa società che troppe volte li rilega in un angolo anche su quello che li riguarda direttamente perchè, si sa, sono bambini!
Lima ha regalato una splendida giornata di sole a questi bambini. Ora mancano solo delle politiche e delle scelte che possano sostenerli, aiutarli e rispettarli. E con tutta la fierezza che li contraddistingue alzano la testa e la voce e dicono: 'Il lavoro dei NATs é degno. No alla discriminazione!.'

