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Israele/Palestina

Coalizione di giovani contro il servizio civile

Il governo israeliano propone il servizio civile nazionale obbligatorio per i giovani arabi palestinesi cittadini di Israele. La società civile palestinese vede nella proposta un modo per avvicinare i suoi giovani al servizio militare obbligatorio, che i cittadini ebrei devono già prestare, e fa appello ai mezzi di comunicazione per diffondere le proprie motivazioni.
Traduzione a cura di Lorenza Sebastiani (Casco Bianco in Israele/Palestina)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 26 aprile 2007

Chi siamo?

La coalizione di giovani contro il servizio civile è un gruppo di organizzazioni politiche e sociali che si sono riunite per prendere posizione contro la proposta del governo israeliano di attivare un progetto di servizio nazionale civile per i giovani arabi palestinesi cittadini di Israele. Utilizzeremo vari metodi per ottenere la possibilità di rifiutare questo servizio civile nazionale, incluso l'utilizzo dei media, di strumenti legali ed educativi.

L'intento del governo israeliano di integrare i giovani arabi palestinesi cittadini di Israele all'interno del servizio civile/militare nazionale e delle politiche comunitarie è una minaccia per la nostra identità e perciò per la nostra sopravvivenza in quanto appartenenti alla cultura arabo palestinese. Essa rappresenta anche una dimostrazione da parte del governo di discriminazione nei nostri confronti e un tentativo di marginalizzare la nostra società.

La coalizione incoraggia e promuove il valore della volontarietà e dell'impegno sociale, per questo è nostro compito, in quanto parte di questa società, elaborare il senso di oppressione dell'identità palestinese.

Sebbene il progetto di servizio civile possa apparire come uno sviluppo positivo, così come avviene in molto altri paesi, la complessità del rapporto fra maggioranza e minoranza in Israele va enfatizzata. È chiaro che sebbene il governo stia cercando di nascondere le ragioni discriminatorie che stanno dietro questo progetto, il servizio civile fa parte di un'agenda politica a cui ci opponiamo duramente.

Background del servizio civile/nazionale

Nell'agosto 2006, il Ministero dell'Educazione, Yuli Tamir, ha affermato la volontà del governo di introdurre il servizio civile nazionale volontario per i giovani arabi palestinesi cittadini di Israele. Nel dicembre 2006 il primo ministro Ehoud Olmert ha incaricato un ex ufficiale, principale psicologo dell'esercito israeliano, come capo di una nuova unità con lo scopo di reclutare giovani arabi palestinesi cittadini israeliani per il servizio civile. Gli arabi palestinesi cittadini di Israele non sono attualmente obbligati a prestare alcun tipo di servizio nazionale o militare. La proposta di Tamir porterà i giovani arabi palestinesi un passo più vicini al servizio militare obbligatorio, che i cittadini ebrei devono già prestare.

Tramite questa proposta ai cittadini arabo palestinesi di Israele viene richiesto di prendere parte allo sviluppo di una società da cui sono discriminati. Fino a quando lo stato non riconoscerà la minoranza araba palestinese come eguale, e fino a quando non finirà la costante discriminazione, è assurdo che venga richiesta la partecipazione dei cittadini arabi a questo progetto.

L'idea di chiedere ai cittadini arabi palestinesi di Israele di partecipare all'occupazione e all'oppressione dei propri fratelli e sorelle palestinesei nei territori Occupati è veramente irragionevole.

Ci rifiutiamo di prestare servizio civile volontario per le seguenti ragioni:

- Il servizio civile volontario è un preludio al servizio militare. Introdurre questo tipo di programma per i giovani arabi palestinesi cittadini di Israele potrebbe essere un primo passo verso il servizio militare obbligatorio - perché dovrebbero i palestinesi contribuire all'avanzamento di un sistema altamente discriminatorio nei propri confronti?

- La facoltà di accordare ai propri cittadini i diritti fondamentali non dovrebbe essere soggetta a nessuna condizione. L'idea di concedere ai cittadini i loro diritti solo se essi adempiono certi obblighi nei confronti dello stato, è stata creata come giustificazione per le politiche discriminatorie di Israele. Attualmente la realtà dei cittadini arabi palestinesi è sconfortante - ci sono dozzine di villaggi non riconosciuti nel Negev, in Galilea e nel Triangolo, le autorità continuano ancora a requisire le proprietà dei rifugiati, le distribuzioni economiche vengono effettuate ingiustamente, e a causa delle politiche discriminatorie israeliane le città palestinesi e i villaggi sono in cima alla lista della disoccupazione. Ci rifiutiamo di prendere parte a politiche che ci accordano i nostri diritti fondamentali solo in ritorno di servizi prestati al governo. Gli ebrei ortodossi non sono obbligati a svolgere il servizio civile/militare nazionale e nonostante questo ricevono dallo stato tutti i servizi e godono degli stessi diritti e benefici di coloro che svolgono il servizio militare. Perché questa differenza di trattamento?

- Nuove generazioni di giovani arabi palestinesi cittadini di Israele, le cui famiglie hanno subito la confisca delle terre e la distruzione della casa o atti di discriminazione, meritano una compensazione per i danni subiti. Tutte le terre e le proprietà confiscate sono andate ad arricchire la cultura e la società israeliana. Queste generazioni meritano di essere trattate come cittadini con pieni diritti e non di essere incoraggiati a prestare un servizio civile che promuove la scomparsa della propria cultura.

- I progetti di servizio civile che sono organizzati dalle istituzioni israeliane servono politiche discriminatorie. Perché i cittadini arabi palestinesi dovrebbero contribuirvi?

- Israele sta introducendo politiche che mirano a manipolare la gioventù arabo-palestinese affinché si avvicini al servizio civile, come aumentare l'età minima per accedere alle università e offrire certi benefici solo a coloro che prendono parte a questo progetto. Queste politiche danneggiano i giovani arabi palestinesi di Israele che mostrano interesse per l'educazione superiore, ma potrebbero portare i giovani che svolgeranno il servizio civile a perdersi e a non continuare gli studi o eventualmente ad emigrare. Ciò mostra che il servizio civile influenza lo sviluppo della comunità arabo-palestinese in Israele, dato che potrebbe privarli del diritto all'educazione e al lavoro e perciò allo sviluppo di una propria identità. Noi ci rifiutiamo di supportare tali politiche che a lungo termine potranno danneggiare i cittadini arabo israeliani di Israele e creare ambiguità circa la propria identità.

- Il servizio civile/militare fa parte del sistema di sicurezza israeliano, il quale fa parte del consiglio di sicurezza nazionale di un governo razzista. La proposta di servizio civile volontario è un altro elemento del sistema di sicurezza israeliano, il quale tenta di costringerci al silenzio e di parlare al nostro posto, spingendoci quindi ai margini della società.

- Dichiarare la nostra contrarietà al servizio civile rappresenta una grande responsabilità, non solo verso noi stessi ma anche verso le generazioni future e verso l'identità palestinese, che noi cerchiamo di costruire come libera e nobile.

La coalizione di giovani contro il servizio civile è iniziata e promossa dalle seguenti organizzazioni:

- The Democratic Front for Peace and Equality
- National Democratic Assembly
- Abna El Balad
- Islamic Movement (South Wing)
- Islamic Movement (North Wing)
- Arabic Movement for Change
- Baladna - Association for Arab Youth
- Ittijah - Union of Arab Community Based NGOs
- Women Against Violence Organization
- National Pupils Council
- Haifa al Fatah
- Ilam Center
- Childhood Center
- Arab Association for Human Rights
- Al Siwar Organization
- Social Development Organization
- Abu ElSaeed Center for Education, Ksefa
- Progressive Women Union

Non siamo ingenui,
non serviremo il nostro oppressore

Note:

Per domande, commenti o ulteriori informazioni: info@momken.org

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