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Zambia

Matrimonio nel compound

Una messa domenicale un po’ speciale per la Holy Family: celebrazione di un matrimonio, o meglio di cinque matrimoni, nella chiesa cattolica del compound di Nkwazi.
Mirella Cacciola e Sara Fin (Caschi Bianchi a Ndola, Zambia)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 11 febbraio 2007

Ci incamminiamo di buon mattino sotto un sole splendido, desiderato dopo giorni di pioggia. Raggiunta la strada della St Elizabeth church incontriamo tanti bambini che si avvicinano a noi con timidi sorrisi …e più avanti un gruppetto di ragazzine più grandi, che ci accompagna fino in chiesa. Davanti al portone d`ingresso della chiesa alcuni colori catturano la nostra attenzione: veli rosa confetto, giacche grigie, cuffie bianche sui capelli e colorati chitenge(1). Chi saranno mai? Pensiamo…le damigelle? Dove sono gli sposi?
Un po’ smarriti ma entusiasti, varchiamo la soglia e ci guardiamo intorno: un numero infinito di donne vestite a festa dietro le quali spuntano le teste di bimbi avvolti sul dorso, e ragazzini con pantaloncini consunti.
Come fossimo ospiti attesi da molto tempo, una donna ci accompagna a sedere nelle prime file, dove si sarebbero dovuti accomodare i parenti degli sposi. Così poco dopo le signore e le ragazze sedute dietro di noi si alzano per cederci il posto! Incredibile, accettiamo per rispetto: non ci saremmo mai aspettati tutte queste riverenze!
Un volto bianco dietro l’altare ci distoglie dal nostro stordimento: è un prete “mzungu”(2) come noi che parla chibemba(3)!
Così trascorrono tre lunghe ore di celebrazione: uno spettacolo per le nostre fotocamere! I canti e i balli vivaci non accompagnano solo la messa ma colorano la vita carica di miseria e fatiche di questa gente!
Il matrimonio diviene festa per tutto il villaggio: si ride per la pronuncia imperfetta dello sposo, zambiano ma di altra tribù; si applaude quando i testimoni donano alla sposa un mestolo da cucina e allo sposo un’accetta di legno.
Al momento dell’offertorio vengono portati all’altare alcuni doni; insieme a numerose offerte in kwacha(4) avanzano in fila donne con sacchi di mais sulla testa, galline morte a testa in giù, ceste di uova fra le mani: ognuno porta ciò che possiede!
Restiamo attoniti anche durante lo scambio della pace…un continuo susseguirsi di mani che si intrecciano e sguardi che si incrociano e si scambiano sorrisi autentici. E non è un gesto formale ma una stretta forte per avvicinare due mondi diversi!
Imbarazzati ci alziamo in piedi e tutta l’attenzione si riversa su di noi per qualche minuto…gli stranieri devono presentarsi alla comunità!
Dopo ore di caldo e odori e pianti di bimbi, ma anche di sorrisi e di ritmi caldi, come il sole a picco sul tetto di lamiera, si conclude la celebrazione; sfinite ci avviciniamo alla porta e tutte le donne che escono si fermano a darci la mano e si inchinano davanti a noi.
Quando finalmente ci avviciniamo al cancello per uscire ci accorgiamo di essere attorniati da una marea di bimbi e ragazze: le attenzioni per noi non sono ancora finite. Neanche fossimo eroi....noi semplici “mzungu” a fare niente di eccezionale in terra straniera.

Note:

1. chitenge:tradizionali teli colorati che le donne zambiane si legano ai fianchi.
2. mzungu: termine bemba con il quale viene indicato l`uomo bianco.
3. chibemba: lingua locale parlata prevalentemente nella provincia del Copperbelt.
4. kwacha: moneta locale

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