Gruppi di tematiche

Benin

Un'altra finestra sul Benin!

... giornate intense di contenuti e di esperienze; è stata un'occasione per avvicinarmi un po' di più alla realtà del Benin, ad un modo diverso di affrontare alcune tematiche, ma anche a riscoprire quei valori universali dai quali si può partire per risolvere ogni tipo di conflitto.
Chiara Martinelli (Casco Bianco a Kandi, Benin)
Fonte: Caschi Bianchi Focsiv - 25 gennaio 2007

Dall'8 al 19 Gennaio 2007 ho avuto la possibilità di partecipare a Cotonou ad una sessione di formazione dal titolo "I conflitti e la risoluzione dei conflitti", organizzato a livello nazionale dal movimento "Justice et Paix" e indirizzato in maniera particolare a tutti coloro che lavorano in progetti volti alla promozione dei diritti umani. E' stata un'esperienza unica di scambio, condivisione e di approfondimento di alcune tematiche. Questi 15 giorni sono stati per me davvero un regalo sia dal punto di vista professionale che umano.
Il tema centrale della sessione è stato la definizione, l'analisi e la risoluzione del conflitto, ma ogni intervento ne ha dato una lettura specifica (dal punto di vista sociale, economico, giuridico; la dimensione più individuale del conflitto, piuttosto che quella internazionale o, ancora, una visione più universale, accanto a quella più legata alla realtà socio-culturale del Benin, come singola nazione e come membro della CEDEAO(1). Attraverso le relazioni dei relatori, così come attraverso i vari interventi dei partecipanti, ho potuto confrontarmi con un "altro" Benin.
Fin dal primo giorno ho percepito forte la distanza che c'è tra il "mondo intellettuale e politico" beninese e la realtà della vita quotidiana della maggioranza della popolazione, soprattutto dei villaggi del Nord del paese; ho sperimentato questa forte differenza di cui tutti parlano tra nord e sud. In alcuni momenti, ho provato anche un po' di rabbia, nel vedere come ci si perde facilmente in discorsi concettuali per ore ed ore; si parla di diritti, di pressione politica mentre le ragazze del centro femminile di Kandi non sanno nemmeno scrivere il loro nome.
In particolare, voglio citare il dibattito che c'è stato sull'Atto di nascita. Infatti, da non molto tempo, è stata modificata la legge, nel tentativo che il numero più alto possibile di bambini abbia questo certificato e parallelamente il governo beninese sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione, perché la popolazione ne comprenda l'importanza. Aldilà del dibattito politico che questo argomento ha suscitato, sono rimasta un po' senza parole per commentare, perché non posso non pensare alle donne che incontro nei villaggi, che non sanno neppure cosa sia un Atto di nascita e non riesco ad immaginare come sia possibile spiegarne loro l'importanza e la necessità; considerando che vivono ogni giorno cercando semplicemente di soddisfare i loro bisogni primari.
La lontananza tra nord e sud del Benin, tra la classe dirigente e la gente comune, non è data solo dal fatto che a Cotonou ci sono le banche, qualche pub, delle macchine blindate e degli uomini in giacca e cravatta; ma piuttosto, oserei dire, è un'altra mentalità. Una mentalità condizionata da tutto quello che arriva dal Nord del mondo come modello, come obiettivo verso il quale tendere. Inoltre, durante i giorni del congresso, ho potuto fare un po' da osservatore di piccoli conflitti che nascevano all'interno del gruppo di partecipanti. Alcuni dei più giovani presenti hanno più volte manifestato un'ammirazione "fantastica" per l'Europa, per gli Stati Uniti, giovani che ambiscono al guadagno e al successo, che sembrano non amare il proprio paese e giudicano con un pò d'arroganza gli sbagli della prima generazione; altri, protagonisti della vita degli ultimi dieci anni del paese, difendono ad ogni costo la lotta che hanno fatto per porre fine al regime comunista e denunciano continuamente la Francia, riconoscono solo nel Colonialismo le cause della povertà beninese, si arrabbiano contro i giovani che studiano per andare a lavorare e guadagnare all'estero...
Sono state giornate intense di contenuti e di esperienze; in particolare, per me è stata un'occasione per avvicinarmi un po' di più alla realtà politica del Benin, ad un modo diverso di affrontare alcune tematiche, ma anche a riscoprire quei valori universali dai quali si può partire per risolvere ogni tipo di conflitto. Prima di partire per Cotonou pensavo che questa sarebbe stata come una "parentesi", che mi avrebbe distolto dalla quotidianità di Kandi e in qualche modo è stato così (un altro ambiente, gente nuova, attività diversa); ma alcune cose non mi hanno fatto dimenticare nemmeno per un attimo che sto vivendo in un mondo "lontano" dal mio.
Ad esempio, il fatto che i partecipanti erano tutti uomini, cinque suore e solo una donna (oltre a me); alcuni di questi signori, quasi tutti con una formazione universitaria, non mi guardavano in faccia mentre parlavo, o a tavola aspettavano che versassi loro l'acqua e che servissi il riso; quando mi fermavo a chiacchierare un po' di più con qualcuno, gli altri mi osservavano da lontano...
Dal punto di vista più personale, questi 15 giorni mi hanno fatto ritrovare la passione per la mia formazione (ambito politico - economico) , per i miei studi; più volte, da quando sono arrivata in Benin, avrei desiderato conoscere un mestiere più "pratico" (medico, ingegnere idraulico o agronomo,...)! Invece, ho riscoperto l'importanza di tanti piccoli dettagli, di quelle analisi e quelle riflessioni che se stanno dietro ad un progetto, lo rendono efficace!
Partecipare a questo ciclo di conferenze è stato molto importante per me anche dal punto di vista del mio servizio civile. Prima di tutto, perché ho avuto la possibilità di aprire un'altra finestra sul Benin; in secondo luogo, perché è stata l'occasione di approfondire l'amicizia con Rupert (un ragazzo che lavora con me nel progetto dell'animazione nei villaggi) e ciò, oltre a farmi sentire di più "in famiglia", credo sia importante per il nostro lavoro dei prossimi mesi. Infine, perché questi giorni hanno arricchito il rapporto col Vescovo di Kandi (mio Referente per il progetto di Servizio Civile), mettendo in luce una fiducia reciproca.

Note:

1. Sigla di Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale. Fondata nel 1975 per promuovere la cooperazione e lo sviluppo economico dei Paesi membri, ne fanno parte Benin, Burkina, Capo Verde (dal 1977), Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo.

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