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Zambia

Un Natale al caldo

Gioia, raccoglimento e preghiera la notte di Natale. Ma fuori dalle mura della cattedrale un popolo continua a spegnersi.
Silvia Dal Prato (Casco Bianco a Ndola, Zambia)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 05 gennaio 2006

Oggi mentre Tu nascevi ho incontrato i volti della sofferenza.
Ieri sera doveva essere una grande festa. La veglia poi la Messa. C'era tanta gente in cattedrale. Già da due ore la Chiesa era calda di vita. Dalle diciotto si cantava. Siamo arrivati di corsa, ma abbiamo trovato il posto. Gli unici posti. Aria di vita, aria di sacralità, di offerta. Aria di chi lascia tutto per festeggiare con tutte le forze Gesù che nasce. Colori di chitenga, chi elegante, chi con le scarpe rotte, ma questa sera si è tutti assieme.
Poi durante l'offerta C. arriva di corsa, ha il volto di pianto e di paura, corre da Mara. Mara abbassa la testa per ascoltarla, poi si alza di scatto, prende la borsa. M. sta male, Bisogna correre all'ospedale. Non si sa se ce la faremo.
Non sapevo chi fosse M., ma anche il giorno di Natale non tutti potevano festeggiare.
Fuori da quelle mura un popolo intero continuava a gridare. Gesù nasceva, ma era anche crocifisso. Un popolo continuava a spegnersi.
Danze di estrema eleganza, bimbe che sembravano indossare vestitini da spose, damigelle.

Mara torna con gli occhi lucidi, M. non si sa se ce la farà. E' stata portata all'ospedale di super corsa. Questa volta avevano l'ossigeno. La volta scorsa quell'uomo trovato investito per la strada ha dovuto morire.
Non si sa se M. ce la farà.
I canti e le danze continuano. Mi sento improvvisamente fuori e impotente. C'è festa, ma c'è anche morte. Vittima dell'AIDS. Non si sa se M. ce la farà e chissà quanti altri corpi crocifissi che festeggiano questa venuta immobilizzati sul proprio letto.
Oggi è Natale. Oggi il mio Natale è accanto a queste persone che lottano per un giorno di vita in più.
Tu Gesù che scegli di venire in mezzo a noi per morire con noi.
Gli occhi sono lucidi. Le parole non si trovano.
Oggi per Natale Frankin, un ragazzino di strada è venuto a trovarmi. Ha fatto un'ora a piedi. Oggi Frankin ha festeggiato il pranzo di Natale con riso e uova. Era felice.
Con gli occhi lucidi. Frankin ha sempre la sua maglietta verde.
Gli ho portato il salame al cioccolato. Eravamo accovacciati. Mi guardava, ma non parlava. Non capivo. Non riusciva a mangiare senza che io mangiassi con lui quel dolce. Non voleva festeggiare il Natale da solo.

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